Diceria Pre-Live: In Guerra, Vittoria

È l’alba e sei sveglio. Guardi il tuo riflesso nella tinozza, come ogni mattina, ma nel profondo sei consapevole che non si tratta di un giorno come gli altri.

Sai che quando camminerai per le strade vedrai i soliti volti noti ma al tempo stesso distanti.

Aggirandoti nelle zone della Taverna sentirai molte meno voci, molte meno imprecazioni, ma vedrai persone sfuggenti e indaffarate; e, entrando, sentirai solo il rumore delle posate nelle ciotole, unico suono in un silenzio quasi surreale.

Nel resto del quartiere sentirai movimenti che già conosci?

I campi di addestramento sono insolitamente silenziosi e, se sei solito frequentarli, ti lasci sfuggire un sorriso pensando che sarebbe il momento perfetto per potersi allenare in tranquillità; ma sai che non lo farai.

La fucina è invece in piena attività, senti i rumori della forgia che ti inebriano; riesci quasi a sentirne il calore; subito vicino senti il profumo del legno e il lavoro della falegnameria. Poco più avanti, gli odori della conciatura ti penetrano nelle narici all’improvviso e, facendo vagare lo sguardo, potrai incrociare gli occhi gonfi di chi non si è dato un attimo di riposo per rifornire tutta la Spedizione.

Altri che sai benissimo essere stravolti sono subito lì vicino, ma prima di vederli riesci a individuarli per l’inconfondibile miscuglio di odori sospetti. Sai benissimo che gli alchimisti si sono dati il cambio quasi senza mai dormire per controllare gli alambicchi che sono stati in funzione senza sosta.

Mentre ti aggiri per le strade scorgi gli occhi preoccupati di molti che si rigirano liste su liste fra le mani e le cui scarselle appaiono decisamente più leggere, consapevole che molti hanno dato tutto quello che potevano per equipaggiarsi ed equipaggiare le persone a cui tengono e, ancora adesso, controllano se possono fare qualcosa di più.

Proseguendo sai che troverai tende più tranquille, probabilmente di maghi e studiosi: immagini che cerchino un luogo di quiete per poter meditare, esercitarsi e trovare risposte nella carta antica, per prepararsi ad affrontare non solo l’esercito di Prole Oscura, ma soprattutto ciò che aspetta oltre…

Nei pressi dell’Ospedale vi è sempre quell’aura di sofferenza, ma percepisci più silenzio del solito, come se vi fosse un’atmosfera di attesa; scorgi giovani cerusici e anatomisti lavare bende e ferri e controllare i componenti delle borse, tutti con un’espressione indecifrabile in viso. Non dicono una parola.

Vedi molti armarsi, controllare il proprio equipaggiamento e, soprattutto stringersi ai propri cari, seguendo tradizioni diverse in base al quartiere in cui ti trovi.

Ad Orzammar senti tanti parlare della Pietra; per essere precisi ti sembra un grosso borbottio, ma caldo e profondo, che ti avvolge il cuore rendendo salda la tua mente.

Ad Orlais ti sembra venga fatto più rumore, ma in tutto quell’agitare cappe e cappelli potresti essere leggermente in confusione; senti che quell’apparenza frivola ti porta con sé in una danza che alla fine ti fa aprire gli occhi su quanto si debba essere forti per poter essere sé stessi nella paura.

Nel Tevinter vige un’atmosfera di efficienza ed austera eleganza che già ti è nota; maghi e rispettivi servitori ti sembrano non compiere mai gesti inutili, concentrati fin da subito sul vero obiettivo.

I Clan Riuniti Dalish ti trasmettono l’unione che sono un popolo senza terra può dare, cullando la tua anima con canti al tempo stesso di speranza e malinconici; senti un sentimento di fierezza e la piacevole sensazione di armonia.

Nel Ferelden vedi volti segnati dalla fatica, ma negli occhi di ognuno rispende una fiamma di onore e tenacia che per un attimo ti provoca un brivido di meraviglia.

E alla fine, ai tuoi piedi, una pozza d’acqua sporca. Ti osservi e vedi che non sei altro che uno di questi visi.

Ed è il giorno della partenza, quindi raduni le tue cose e ti prepari alla Guerra.

Torna in alto