Dicerie post-live: Colpo grosso al lyrium rosso

9:45 Era del Drago, 8° giorno di Pluitanis, pomeriggio
Il sole era ancora alto nel cielo sopra il Thedas, cominciava giusto a spostarsi per avvicinarsi molto lentamente alla linea del tramonto, quando un urlo silenzioso squarciò l’intero continente.
Nessuno sentì nulla, se non la terra che tremava attorno ai Monti Vimmark.
Non fu un terremoto terribile, di quelli che spaccano le case e squarciano la terra.
Fu una scossa leggera, di quelli che fanno tremare le gambe, spaventano un po’ e nulla più.
Ma in qualche modo, in quel momento, alcuni ebbero come la sensazione di aver sentito urlare.
Non era sentire, propriamente. Non con le orecchie. Nessuno, di fatto, sentì urlare.
Ma i nani percepirono qualcosa.
Come una sensazione che lì, nella catena montuosa, una montagna stesse piangendo.
9:45 Era del Drago, 8° giorno di Pluitanis, Raffineria di Lyrium Rosso, verso mezzanotte
“Stavolta vi ammazzo tutti! Credete di scappare?!”
L’Avanguardia si ritirava, ora ancora più velocemente dopo aver visto Asmodeus, il Folle, un golem e diversi templari rossi che varcavano il portone puntando verso di loro.
Ma non solo: tutto stava tremando. La terra cominciava a creparsi, la temperatura in tutta la raffineria stava salendo vertiginosamente, tanto che perfino la pioggia evaporava ben prima di toccare terra. E sotto, molto sotto, qualcosa era come se gorgogliasse.
Il Siderale si fermò improvvisamente, gli occhi sgranati, guardandosi attorno e poi guardando verso il basso, spalancandoli ancora di più.
“Tornate qui, vigliacchi!”
“ASMODEUS! FERMO!”
In un istante il Siderale gli fu accanto “Attingo al Potere del Sangue! Barriera Siderale!”
Aveva appena recitato l’ultima sillaba, una barriera luminosa stava ancora finendo di stabilizzarsi attorno a loro. In un attimo, la terra tremò, l’aria si incendiò in un boato assordante… e poi fu il silenzio.
Per centinaia di metri attorno alla distilleria vi era solo un enorme cratere, squarciato da crepe di un rosso brillante. Ed una sfera luminosa che si spegneva, rivelando unicamente Il Folle del Caos e Asmodeus, illesi.
La pioggia tornò a cadere fino al terreno, mentre il cielo si riempiva di luci rosse brillanti come una bizzarra ed inquietante aurora boreale.
Per lunghi secondi fu il silenzio.
“Non possono continuare a scappare così. Non per sempre.”
“Asmodeus…”
“TU MI AVEVI PROMESSO UNA GUERRA!”
Il templare si era voltato, urlando in un’improvvisa esplosione d’ira e puntando con rabbia un dito verso il Siderale che, ansante, si voltò portando lo sguardo su di lui.
“E una guerra avrai. Presto… Io mantengo le mie promesse.”
“…Sarà meglio…” bofonchiò il comandante templare, dopo essersi voltato e allontanandosi a pesanti passi.
9:45 Era del Drago, 8° giorno di Pluitanis, in un villaggio delle Anderfel, sera tardi
Il piccolo villaggio che si trovava ad una giornata di cammino a nord di Nordbotten e ad un’ora o poco più a piedi dalla vecchia cava, era stato in subbuglio.
Si era sentito di tutto venire da quel posto durante l’intera giornata e stavano girando voci di ogni tipo.
E poi poco fa c’era stata l’esplosione.
Tutti si erano spaventati, la terra aveva tremato per chilometri, con tanta forza che probabilmente si era sentito fino in città a Nordbotten.
La colonna di fuoco, per pochi istanti, aveva illuminato i territori circostanti quasi a giorno.
Ma era durato pochi secondi, poi tutto sembrava essere tornato nella norma.
“Beh… ora forse non dovremo più temere nulla. Chissà come stanno nel villaggio qui accanto. Magari domattina dovremmo andare a dare un’occhiata.”
“Mamma guarda!” la bambina arrivò dalla madre, tirandole la gonna e indicando il cielo “Il cielo è tutto rosso, guarda! È bellissimo!”
9:45 Era del Drago, 9° giorno di Pluitanis, Weissherz, poco dopo l’alba
Una piccola carovana con qualche decina di persone arrivò alle porte del quartiere del Ferelden dove, per ora, quegli sfollati avrebbero trovato un luogo dove stare. Poi ci si sarebbe pensato. A guidarli una manciata di cavalleggeri fereldiani.
“Hey, Capitano Jones? Rapporto.”
“Oh Sir Bowden, non ci aspettavamo di trovarla qui ad attenerci. Ne abbiamo… ne abbiamo portati via quanti potevamo. La situazione aveva già iniziato a diventare… spaventosa, lì nelle vicinanze. Non ce l’aspettavamo, non così presto. Siamo… siamo riusciti a mettere in fuga alcune persone di uno dei due villaggi, quello sull’altura più lontano. L’altro era troppo vicino, ci sarebbe stato impossibile. Purtroppo, non avevamo modo di fuggire con tutti e… e alcuni erano già…”
“Non in condizioni di seguirvi…?”
“Esatto sir. E alcuni non hanno voluto seguirci, non si fidavano. Abbiamo fatto il possibile e… anche di più.”
“Cosa intendi?”
“… William e Josh loro… non ce l’hanno fatta. Hanno lasciato i loro cavalli a chi ne aveva bisogno e hanno cercato di raggiungerci all’Eluvian, ma… non sono mai arrivati. E anche altri due hanno iniziato a non sentirsi bene mentre tornavamo…”
Il cavaliere annuì, posando una mano sulla spalla del soldato “Avete fatto un ottimo lavoro. E i tuoi uomini sono stati eroici. Mi assicurerò che la corona e le loro famiglie sappiano che sono stati dei veri fereldiani fino all’ultimo istante. Non verranno dimenticati. Ora andate a riposarvi e fai andare all’ospedale i due che non si sentono bene. Qualcun altro si occuperà dei rifugiati.”
9:45 Era del Drago, 9° giorno di Pluitanis, Taverna del Drago Ubriaco, sera tardi
La taverna stava chiudendo, nonostante dovesse essere una giornata di festeggiamenti per la riuscita dell’impresa, fin troppe ombre avevano offuscato la tranquillità e spensieratezza che doveva esserci.
Catarina e Flora finivano di mettere in ordine le sedie in un silenzio rotto solo dal canticchiare sommesso della barda, che faceva di tutto per tenere un po’ su il morale.
Poco più in là vicino al bancone, Lumiere osservava una colonna di legno con una lista di nomi.
Sospirando, recuperò il coltello da legno che di solito usava Bea e cominciò ad incidere.
Idem Coglivento
Iden Coglivento
Sarma
Apotecario
Dwalor “B52”
Freri Arbor Rupes
Sei nomi in più. Una lista che ora, solo per l’Avanguardia, contava 48 nomi.
9:45 Era del Drago, 10° giorno di Pluitanis, Weissherz, quartiere centrale, mattina presto
“Ma… che diavolo…?”
“Che c’è?”
“Lì, vicino al pozzo! Ma… quello… è un… cos’è? Un cumulo di pietra? Ma non c’era ieri!”
“Oh per le tette di Andraste! Ma come ci è arrivato lì? Magia?!”
“No, non credo, sarebbe già tornata alla normalità.”
“Ma… ieri non si è sentita la terra tremare a Weissherz? E non c’era qui l’Avanguardia…?”
“Che abbiano fatto qualcosa?”
“Ho sentito che è stato fatto un funerale ai nani caduti qui ma… Che diavolo?!”
9:45 Era del Drago, 10° giorno di Pluitanis, cimitero di Weisshaupt
“Hey, sono arrivato in ritardo. Cosa aveva da comunicare il vecchio Mortalitasi?”
“Abbi un minimo di rispetto per la sua carica, non vorrai mica che ti trasformi in una di quelle cose. Vero?”
“Ma va dai, lo sai anche tu che è talmente fuori di testa che non bada a queste stupidaggini. Comunque, dai, che ha detto?”
“Bah, ha blaterato qualcosa sul fatto che il problema dei non morti che infestavano il cimitero è stato risolto. A quanto pare, qualcuno aveva rovinato una tomba e uno spirito stava dando di matto. O roba simile. La cosa strana è che, a quanto pare, è stato quel dalish a organizzare e guidare la gente che ha sistemato la faccenda. Come ha detto che si chiama? Athràndir mi sembra, quello dell’Avanguardia. Quella gente ha nomi strani. Ah, ha detto pure che qualcuno verrà selezionato e poi addestrato per evitare che in futuro non si ripetano incidenti simili. Chi sano di mente si proporrebbe per un lavoro simile? HAHAHAHAHAHA!”
“Hai detto lavoro? Addestramento? Magari anche con possibilità di carriera? Ma sai che…”
9:45 Era del Drago, 11° giorno di Pluitanis, Val Royeaux quartieri alti, casa da thè del Nug Dorato, poco prima del mezzodì
Una figura poco adorna e con una semplicissima maschera bianca esce dallo stabilimento: “A morte la nobiltà, lunga vita a Orlais e agli Artefici Senza Volto!” e dopo aver esclamato questo un’esplosione fa a pezzi la Casa da Thè.
Le urla della gente spaventata e le fiamme che ingolfano l’edificio creano il caos necessario affinché la figura sparisca dalla vista senza lasciare alcuna traccia.
In un vicolo poco distante una figura si accinge a uscire nella folla canticchiando, alle sue spalle in un barile mezzo rotto, tra le fiamme, degli abiti e una maschera bianca vengono distrutti.
“E la torre cade giù, cade giù, cade giù! E la torre cade giù, che felicità!”
9:45 Era del Drago 12° giorno di Pluitanis, in una grotta
L’odore di carne in putrefazione e acido ormai saturava l’antro, ma la figura che con cautela maneggiava la carcassa non ci badava, ormai abituato; l’unica cosa che lo infastidiva era che aveva dovuto lasciare le scarpe e le braghe fuori dalla pozza venefica per evitare che si sciogliessero e ora era in mutande a scuoiare il cadavere martoriato della Viverna.
“Povera creatura ti hanno uccisa, decapitata e persino sventrata… che cosa ti hanno fatto…” il coltello incideva meticolosamente la carne separando pelle, ossa e tendini. Una volta terminato Lugh portò le parti non utili lontano mentre si caricò il resto in spalla.
“Rendo onore a te barone del cielo, che la tua carne mi sostenti e che la tua pelle mi protegga.” Recitate queste parole l’esploratore si mise in marcia per ritornare dal gruppo che lo attendeva poco distante infrangendo sotto le suole dei suoi stivali i gusci di uova schiuse non molto tempo prima.
9:45 Era del Drago, 20° giorno di Pluitanis, Palazzo del Magisterium, Minrathous
I seggi erano pieni e dall’alto delle loro postazioni osservavano la persona al centro del foro.
“Altus Ceus Erimond, hai portato la parola del Magisterium alla delegazione del Tevinter?” la voce del Magister Rezaren Ammosine riecheggiava nel marmo bianco del foro.
“Si Magister, ho informato prima i membri della delegazione e poi brevemente il Magister Anaximander.”
“Bene, ritorneranno in seno all’Imperium suppongo” il Magister Nenealeus rimarcò con fare distratto.
“Come ho precedentemente affermato ho informato il Magister Anaximander e ho lasciato a lui il documento, per quanto riguarda la delegazione ho portato loro le stesse parole ma a quanto pare la presenza di un Capitano dell’Ordine dei Templari a mia scorta non era prova sufficiente e a parte l’aver convoluto il messaggio non mi hanno detto altro.”
“In che senso Altus Erimond?” il Magister Andante si sporse dal proprio seggio, ponendo la domanda.
“Come ho detto, savi Magister, i membri della delegazione non si sono sbottonati, a quanto pare la possibile infiltrazione di spie di uno degli agenti nemici inficia la parola e la presenza di un graduato templare.”
“Molto bene Altus Erimond; il tuo compito è stato assolto, puoi andare, più tardi gradirei parlare con voi.” la figura del Divino si erse dal seggio.
“Sì o sommo Divino”
9:45 Era del Drago, ultimi giorni di Pluitanis, Val Chevin
Zarlic, era appena tornato a casa sua ad Orlais con lo strano composto alchemico recuperato insieme agli altri bardi.
“È proprio insolito come composto, non lo avevo mai visto. I miei informatori mi hanno detto che si tratta di un nuovo tipo di pittura, però forse è meglio farla analizzare da qualcuno. Mi avevano detto di provare a mandare un campione a Catarina per capire quali siano le sue proprietà e se è sicuro rivenderlo… Tu che ne pensi?”
9:45 Era del Drago 2° giorno di Nubulis, Arlesans, Orlais, sera tardi
Durante un ballo voluto da una famiglia nobiliare della città, un gruppo di ospiti saggiamente camuffati avevano introdotto una piccola cassa stranamente pesante che, dopo aver suonato la melodia di un carillon, deflagrò in maniera estremamente violenta distruggendo non solo la stanza, ma l’intero palazzo.
“Questa volta siamo stati veramente bravi, siamo riusciti ad ammazzare la nobiltà, anche se abbiamo rischiato di rimetterci le penne. Forse dobbiamo sistemare i dosaggi…” commentò uno degli ospiti, allontanandosi dall’edificio devastato, allontanandosi con facilità grazie al buio e al trambusto generato dall’esplosione.
“L’importante è uccidere tutti loro, se poi qualcuno di noi rimane vittima è un piccolo prezzo da pagare per la liberazione di Orlais. Lunga vita a Orlais e agli Artefici Senza Volto!”
9:45 Era del Drago, 20° giorno di Pluitanis, Quartiere Tevinter di Weissherz, tarda sera
La stanza buia, quei colori notturni che caratterizzano i tessuti che l’arredano, quel silenzio che sempre si sente dentro essa, a volte interrotto dal suono duro e tetro del violoncello.
È qui, nella sua stanza, che lei sta guardando fuori dalla grande finestra. Il viso non ha nessun tipo di espressione, non traspare alcuna emozione, occhi giudicanti nel fissare fuori, nel vetro di quelle finestre si riflette la figura dell’Altus nel suo vestito nero, così come le sue trecce.
Nemmeno si percepisce il suo respirare, lo sguardo vitreo e attento neanche vaga per quell’orizzonte che fuori osserva; Mano che sempre fedele si trova comodamente sul letto rivolto verso di lei.
Non hanno compreso niente” dice a lui con un tono privo di qualsiasi inflessione, con quasi la bocca che non si muove, mentre l’arto vivente muove le dita come a risponderle di rimando.
Hai ragione, non dovrei aspettarmi alcunché dal nulla in cui sguazzano.” volgendosi verso Mano per guardarlo mentre gli parla.
Ma l’evidenza… è ben altra cosa.” con uno sguardo che inizia a farsi ancora più cupo “È colpa loro…” facendo intendere al fedele amico e servo di palmo che si riferisce alle vene pulsanti sul viso “e non soddisfatti hanno ben pensato di completamente la loro bassa opera con un soprannome adeguato.” tornando a guardare fisso dalla grande finestra. Lo sguardo si fa teso.
Molti di loro nemmeno sanno perché respirano e osano sdegno negli occhi e negligenza per qualcosa di cui invece dovrebbero aver timore e rispetto.” pronuncia facendo calare un istante di silenzio tra quelle mura, per poi riprendere con occhi che lampeggiano dello stesso colore delle venature diramate sul suo volto.
Ma impareranno… ad averne.” sentenzia a Mano senza ammissione di una qualche possibile replica nonostante ci sia solo silenzio solitario, un qualcosa che però viene spezzato nell’intravedere un riflesso accanto al proprio nel vetro finestrato, sembra essere in secondo piano dietro le spalle, che la fissa. Una figura allungata, quasi offuscata, alcune parti del corpo sembrano di non normali proporzioni, un cappuccio ne copre metà di quel volto informe. Le sorride, porgendo verso di lei una mano che sembra più un artiglio.
Un attimo solo, l’istante di un gesto del capo di lei per voltarsi… ma non vi è nulla oltre il vuoto che lei tanto ama della sua stanza.

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