Dicerie Post-Live: Dolce Ricompensa

9:42 Era del Drago, 10° giorno di Cassus, in una sfarzosa stanza, sera tardi
“Mostrati pure, non mi disturbi.”
“Mio signore. Posso chiederle come è andata?”
La figura fiocamente illuminata sospira, strofinandosi il volto “Bene. Devo dire bene.”
“Quindi sono…”
“Si. Ufficialmente, ora.”
“Ne sono contenta. Hanno già fatto la loro scelta?”
“Non quella che intendi tu. Per ora è presto. E ad ogni modo, ora è necessario il prossimo passo. Ma l’inizio è stato più che promettente.”
9:42 Era del Drago, 11° giorno di Cassus, Taverna del Drago Ubriaco, dopo la chiusura serale
Nel silenzio di una Taverna ormai vuota, Beatrix, la Taverniera, pulisce il bancone con calma e perizia, lo stesso meccanico gesto che svolge ogni sera.
Poco distante, Cruz termina di spazzare il pavimento.
“Maestra, oggi è stata una giornata tranquilla, ho finito presto. Se abbiamo tempo possiamo…” L’uomo si volta verso la Taverniera e ammutolisce.
La trova immobile al bancone, come se fissasse qualcosa davanti a sé, ma di fronte a lei non v’è nessuno; gli occhi della donna sono due tizzoni ardenti, illuminati da un bagliore azzurro.
“Stava vivendo la sua possibilità… Bort, dico. La seconda occasione.”
“Ma tu… lo sapevi?”
“La Taverna non fa domande. La Taverna concede un lavoro onesto a chiunque. E quello che la Spedizione ha fatto per ripagare tutto questo è stato solo umiliare e tradire. Vi abbiamo nutrito, vi abbiamo protetto, vi abbiamo supportato… e siamo stati abbandonati non appena siamo diventati scomodi.” Beatrix ora fissa Cruz, con determinazione ma con un velo di sconforto e amarezza negli occhi. “Io non abbandonerò Bort. E la Spedizione meriterà la sua seconda occasione.”
9:42 Era del Drago, 12° giorno di Cassus, Weissherz, in una casa del quartiere Fereldiano
“Johann, Johann, fermati! Cosa stai facendo? Perché stai mettendo nella sacca le mie vesti?” la donna corse di fronte al marito nell’unica stanza che fungeva da camera da letto per la famiglia.
Suo marito sembrava non ascoltarla ancora intento a raccogliere i propri averi, sembrava ancora che qualcuno lo controllasse, la paura iniziò a crescere ma il flusso di quei pensieri venne fermato dalle parole dell’uomo.
“Dobbiamo andarcene, non siamo più al sicuro! Hai visto ciò che è successo? Hai visto…basta ce ne andremo da questo dannato posto! Chiama Sebastian e digli di preparare le sue cose e di imbrigliare Bach e l’altro asino.”
“Caro, ma cosa dici, andare dove? È inverno inoltrato, vuoi farci morire nella steppa? Ragiona, fuori da qui non c’è nulla ora, solo morte se non per gelo per mano dei mostri. Vuoi condannarci?”
Johann si girò verso la moglie e gli prese il viso per le mani “Tu non capisci, non c’è più nulla; mostri, stregoneria e morte questo è diventata la città.”
“Ma sono tornati, ci hanno liberato da tutto questo e ti hanno curato!”
“Sono tornati, sì, ma per cosa? Lei diceva che loro gli avevano dato il permesso di vivere qui… Ed ora chi ci guiderà quando loro se ne andranno, finito l’inverno? E molti sono rimasti uccisi, sa Andraste se dai demoni o proprio da loro…”
La donna abbracciò l’uomo “Ci sono io con te, ora siamo al sicuro.”
“Ma sono morti in molti… Tanta della gente che faceva andare avanti ‘sto posto, il Sindaco, il…”
“Shhh, non ti preoccupare. Ora la tua famiglia è qui, uniti passeremo questo inverno, poi vedremo in primavera.”
9:42 Era del Drago, 12° giorno di Cassus, Quartiere Centrale, Weissherz
“In che senso… chiusa…?”
“Minchia Johnny, è chiusa. Che vuol dire che è chiusa? Che è chiusa!”
“Ma la Taverna del Drago Ubriaco non ha mai chiuso! Non in pieno giorno almeno!”
“E che ti devo dire Johnny…?”
“Al, tu che ne pensi?”
“Eh non mi sorprende.”
“Come non ti sorprende?”
“Ho sentito che hanno consegnato il taverniere.”
“Bort? A chi?”
“Ad un nobile di Orlais… che sembra lo volesse morto. E che sia stata proprio Orlais a consegnarlo.”
“E ora chi minchia ci serve da bere la roba buona?! E Bort pensava pure a sfamarci! E… E Beatrix?!”
“Eh non lo so, ma magari non l’ha chiusa definitivamente, ho sentito che è ancora qui in giro…”
9:42 Era del Drago, 13° giorno di Cassus, Periferia di Weissherz, mattina presto
“E con questo le pratiche di passaggio sono concluse. Benvenuto nel Concilio Superiore, Lord Van Markham. Spero che la sua permanenza risulti più lunga di quella dei precedenti Comandanti.”
“Grazie Magister.”
“Di nulla. Ora immagino che dobbiamo andare entrambi. Tanto la sua regina, quanto Sir Duval erano in fermento. Ci sarà molto da fare nei prossimi mesi.”
“I preparativi sono iniziati?”
“Sinceramente non lo so, sono loro gli esperti di campagne militari. Avete già una lista di persone dell’Avanguardia?”
“Si… ma non è ancora definitiva.”
“Saggio. È una decisione da ponderare, non serve avere fretta. Abbiamo dei lunghi mesi davanti.”
9:42 Era del Drago, 13° giorno di Cassus, in una sontuosa tenda da qualche parte delle Anderfel
Un uomo senza vesti era incatenato al muro, pieno di lividi e cicatrici lungo il corpo, sembrava svenuto.
“Bene Tolomeo, o forse dovrei chiamarti Bort? Sai resistere solo a 2 giorni di torture?”
“No…”
“Oggi ho pensato a una nuova tortura per quello che hai fatto ai miei figli. Condannati a “vivere” imboccati dai servi. Hai mai provato a infilare degli aghi sotto le unghie? Sono estremamente dolorosi.”
Bort rimase in silenzio fissando il pavimento.
“Come hai potuto elevarti a giudice e boia?”
“Non sono un boia, sono un macellaio, un macellaio di maiali.”
Jantoad tirò un pugno alla mascella di Bort.
“Stai zitto!”
“I tuoi figli erano dei maiali! È colpa tua se sono cresciuti come dei porci!”
“Basta!” Jantoad si avvicinò al tavolo degli strumenti da tortura e guardò gli aghi.
“Sai, forse gli aghi possono aspettare. Guardie, portatemi dei tizzoni ardenti, voglio vedere bruciare questo verme.”
Bort sorrise e alzò lo sguardo. “Fuoco? È il meglio che sai fare?”
9:42 Era del Drago, 14° giorno di Cassus, Quartiere del Mercato di Weissherz, mattina presto
“Maledetti bastardi…”
“Signor Vasca…?”
“Signor Vasca un cazzo! Gli dico di non spazzolare subito tutto il lyrium dal mercato, di prenderlo un poco per volta e se ne sbattono le palle, aggravando il problema, mi sbatto per far arrivare roba di alta qualità dalla Gilda, investendo di tasca mia, per aiutarli con un asta, e questi neanche provano a nascondere di essersi organizzati per prendere quasi tutto alla base d’asta! Base d’asta che IO ho sborsato per fargli avere il più bassa possibile!”
“Signor Vasca, io…”
“NO! Silenzio! Non hai un cazzo da dire tu. Col cazzo che gli farò altri favori a questi stronzi. Quantomeno tutti e tre i nobili che gli ho mandato sono rimasti contenti, e finanzieranno la Spedizione. Almeno una giusta! Per lo meno così il mercato respirerà un po’, forse…”
“Beh però hanno ripulito Weissherz…”
“RIPULITO?! Hanno ammazzato la sindaca e lasciato un disastro in giro! E chi le paga tutte le sistemazioni?!”
“Beh ma era un abominio…”
“Certo! Ma neanche ci hanno pensato a rieleggere un altro maledetto sindaco! È la seconda maledetta volta!”
9:42 Era del Drago, 16° giorno di Cassus, Quartiere del Ferelden, Weissherz, mattina presto
La figura ammantata entra nella stanza, seguita dall’elfo, facendo un cenno di saluto alla figura femminile già seduta, che fa cenno ad entrambi di sedersi. Il Dalish esegue e rimane in attesa, mentre il terzo si lascia cadere sulla sedia dopo essersi sganciato la maschera con un leggero “clack” metallico, lasciandola poi ricadere sul tavolo accanto a sé.
“Fai tu gli onori…?” Chiede la donna all’elfo, che annuisce, afferrando una bottiglia di idromele e versandola nei tre boccali di corno.
“Quindi…?”
L’Eroe rimane in silenzio, limitandosi a, tracannando mezzo boccale in un sorso.
“Che ne pensi del Custode che non è più smemorato?”
“Non l’ho incontrato. Non saprei. Ma Sive teme possa essere compromesso in qualche modo.”
“Credi sia possibile?”
“Non saprei. Duncan ci raccontò storie che rendono questa possibilità verosimile.”
“Si ricordo. Era quella storia in cui centrava anche Re Maric, vero?”
“Già.”
“Sarà il caso di tenerlo d’occhio allora. Ma… immagino tu non ci abbia chiamati qui solo per questo.”
“No. C’è dell’altro.”
Il silenzio si fa denso di attesa, mentre il mascherato svuota il boccale, riempiendolo di nuovo.
“Ricordate dodici anni fa? La Battaglia di Amaranthine?”
“Come fosse successo ieri. È stato un massacro.”
“Intendete l’assalto di Fortezza della Veglia da parte della Prole Oscura?”
“Si.”
“Ne ho letto i resoconti. Ricordo che Alistair arrivò con molti uomini per darvi manforte. Quindi?”
“Durante quella battaglia successe una cosa…”
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