Dicerie Post-Live: …nella morte, sacrificio.

9:43 Era del Drago, 10° giorno di Frumentum, in uno chalet privato, lungo la strada per Orlais
Dei miliziani avvolti da fasce, vengono medicati, nel mentre un superiore continua a far loro domande.
“Vi ho già detto tutto quello che è accaduto. Ma ve lo ripeterò di nuovo.
Sono entrati in tre, ma credo che ci fossero anche altre persone, fuori ad attenderli. Il primo di questi indossava una comunissima armatura in pelle, non portava con sé alcun simbolo di riconoscimento. Il secondo invece non sembrava neanche umano, la sua pelle era scura tendente al grigio, molteplici occhi in volto, inoltre credo di aver visto delle zanne fuoriuscire dalla sua bocca. La terza figura invece era un uomo alto, capelli lunghi legati, la barba ben curata e un pellicciotto sulle spalle; si è annunciato a noi dicendo di essere lo “Sceriffo della Spedizione”. Si sono presentati nel cuore della notte, dicendo di dover interrogare il nostro prigioniero poiché probabilmente era coinvolto in un’altra serie di crimini, avvenuti sempre in questa Spedizione. Noi ovviamente ci siamo rifiutati, loro hanno insistito più volte, ma all’ennesimo rifiuto la creatura mostruosa ha recitato un incantesimo, ha aggredito il mio compagno e siamo quindi venuti alle lame. Erano più forti di noi, e siamo stati sconfitti, ma lo specialista che lei aveva assoldato per occuparsi del nostro prigioniero è riuscito a chiamare l’allarme; quando abbiamo ripreso i sensi, ci siamo svegliati eravamo stati bendati, le nostre ferite erano stabili, ma non credo fossero stati i nostri compagni d’arme a farlo, forse sono state le persone che ci hanno assalito, non possiamo saperlo.
Resta il fatto che gli aggressori sono fuggiti e sembra che il prigioniero sia sparito assieme a loro.”
“…”
“Come vogliamo procedere mio signore?”
9:43 Era del Drago, 15° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, tenda comando, sera
“È tutto?”
“Direi di sì.”
Un pesante silenzio cala sul concilio superiore dopo il dettagliato rapporto della missione, un silenzio rotto solo dallo stanco vociare che viene dall’accampamento al di là della tenda. Un pesante silenzio, pregno di domande, ma arido di risposte.
“Non so pensare se, il fatto che si sia rivelato con tanta leggerezza, possa essere un bene o un male, sinceramente.”
“Per non parlare di Gherman che si è schierato con lui.”
Qualcun altro fa per parlare, per poi interrompersi, mentre un altro silenzio cala nella tenda, interrotto poco dopo da Gotrek “Non ha senso fissarci su questo. I numeri di Custodi salvati sono pochi, ma dicevate che ci avrebbero condotti a recuperare i loro compagni nei rifugi?”
“Esatto. Dalle stime, se le loro parole sono veritiere, sommando fra tutti i rifugi che possiamo raggiungere con quelli che abbiamo salvato, dovremmo riuscire a recuperare fra i cento e i quattrocento Custodi Grigi. Avremo numeri più precisi solo quando avremo rastrellato tutti i rifugi e nascondigli.”
“Sarà un processo lungo.”
“Si, ma se i numeri sono anche solo minimamente veritieri sono buoni.”
“Buoni non saprei, sicuramente oltre le previsioni.”
“Peccato per la Pietrachiave però.”
“È inutile piangere sul latte versato. Ma devono aver chiaro di fare più attenzione. Ora quell’oggetto penso dovrebbe diventare l’obbiettivo numero uno.”
Un silenzioso coro di assensi si sparge nella tenda.
“Ora direi che è il caso di prenderci un meritato riposo. La missione è stata un successo, per quanto parziale. Penseremo poi al resto.”
9:43 Era del Drago, 16° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, Taverna del Drago Ubriaco, mattina presto
Tutto tace. È mattina e gli unici rumori che provengono dalla solitamente rumorosa Taverna del Drago Ubriaco sono il costante crepitare del fuoco e il lento spazzare. Qualcuno è già al lavoro.
Al concerto si uniscono melodie di taglieri e di coltelli che si uniscono, spugne che raschiano i paioli, sedie e sgabelli smossi e perfettamente sistemati. Inizia ad arrivare un delizioso odorino di brodo che, lento e con costanza, sembra fare dei piccoli sbuffi ogni tanto, riempiendo l’ambiente del suo profumo a ritmo di una musica che nessuno può sentire.
E Beatrix, sola e cullata dal ritmo della cucina, inizia lentamente ad impastare la farina per preparare il pane.

[…]

Fuori dalla Taverna, due voci.
“Non pensi che sia un po’ TROPPO tranquilla?”
“Non lo so, ieri sera ha urlato così forte da spaccare un bicchiere, te lo posso giurare…”
“Ma sarà davvero lei? Già una volta non era lei, se ci capiamo…”
“… non credo sia questo il caso. Ha un’aura terrificante, DEVE essere lei.”
“Ma allora perché non si arrabbia? Ha già fatto una scenata per questi furti, ma comunque non può migliorare tanto la sua immagine… sanno tutti che urla tanto ma alla fine è una che ci cucina, non è che sia un lavoro così di prestigio.”
“Imbecille, e se ti sentisse? In ogni caso non credo che voglia migliorare la propria immagine, non so se gliene frega qualcosa.”
“E allora perché non sta sbraitando contro chi ha accusato la Taverna dei furti?”
“E se i responsabili fossero davvero i Tavernieri? Alcuni hanno delle facce… non sembra brava gente… a partire da quel Bort!”
“Così è troppo palese, anche una come lei farebbe qualcosa per nasconderlo. No, deve esserci dell’altro.”
I due si scambiano un’occhiata e un pensiero condiviso.
È… ferita?”
“Nah… impossibile.”
9:43 Era del Drago 17° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, zona orlesiana, uffici della Maschera di Ferro
“Signore, abbiamo un problema” l’anziano segretario porse una pergamena davanti a Françoise con dei rendiconti.
“Signore come può notare mancano dei materiali dall’inventario delle sue transazioni con l’avanguardia e dubito che abbia regalato dei prodotti.”
“Quindi mi stai dicendo che qualcuno mi ha derubato?” il mercante con tono serio guardava il segretario da dietro le lenti dei suoi occhiali.
“Esatto, se vuole posso mandare qualcuno a… battere qualche albero e vedere cosa cade.”
Una risata scuote la stanza, Renard era accasciato sul tavolo che rideva a crepapelle “Basta, basta, mi fai morire dal ridere se fai battute così serio.”
“Ma signore, l’hanno derubata! Cosa c’è da ridere, è gravissimo.”
“Suvvia, non essere melodrammatico Raul, mio errore, mio il prezzo, pagherò ciò che è stato rubato. Su, su non fare quella faccia vuol dire che mi muoverò con meno prodotti o con un altro paio di occhi! Detto questo invia queste lettere a Perivantium, Cumberland, Redcliff, Hercinia, Afsaana e questa a Lydes in sede” il mercante porge al segretario le lettere più una rossa, quella da mandare in sede.
“Signore… ne è sicuro?” Raul prese le lettere continuando a osservare Françoise.
“Mio caro Raul, ogni errore è il seme di un miglior inizio. E ora vai e portami del latte caldo.”
Raul soffermò ancora per poco lo sguardo, poi sospirando “Come volete, aggiungerò del miele per facilitare il sonno… e ora, con permesso.” uscendo dall’ufficio.
“L’avanguardia è sempre piena di sorprese, avidità e disperazione.” Françoise rimuginava ad alta voce giocherellando con il coltello.
9:43 Era del Drago 20° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, zona Dalish
Una piccola folla di dalish si accalcava alla bacheca dei clan riuniti
“Com’è possibile, perché l’ha scritto?” un’elfa si rivolge a qualcuno vicino a lei
“È impazzito, non vorrà mica sfidare il Guardiano, vero?” l’eco di un’altra voce nella risma.
il vociare sembrava non terminare; domande, dubbi e insinuazioni ben presto risuonavano nella folla.
“Non dovremmo toglierlo prima che lo veda?” una guardia del clan rivolse la fatidica domanda al collega, l’altro voleva rispondergli di sì ma allo stesso tempo non proferiva parola continuava a leggere e rileggere quel messaggio scritto sulla pergamena appesa.
“È successo qualcosa?” Quella voce, bastarono quelle poche parole per far calare il silenzio sul folto gruppo, Yhorm era li.
Il Guardiano mentre cammina verso la bacheca viene seguito da un piccolo gruppo di bambini alcuni dei quali si tengono alla sua tunica.
Yhorm si ferma a leggere il messaggio intuendo rapidamente quale tra i tanti avesse causato questo scalpore.
Le guardie sembravano statue mentre lo sguardo del Guardiano scorreva sulle parole come se il tempo si fosse fermato.
“Guardiano, la storia, ci avevi promesso che ci avresti raccontato una storia…” uno dei bambini protestò tirando la veste di Yhorm per attirare la sua attenzione.
“Giusto, hai ragione, andiamo.” stringendo la mano del piccolo il Guardiano s’incammina in direzione del suo aravel contornato dai bambini.
Pochi passi fatti poi si ferma e girandosi verso il gruppo “lasciatelo lì, non toglietelo.” poche parole dette con il sorriso sulle labbra per poi tornare ad incamminarsi con i piccoli.
9:43 Era del Drago, 30°giorno di Frumentum, zona boscosa a nord di Weisshaupt
Lugh era seduto su di un masso masticando della carne secca mentre un piccolo gruppo di cacciatori si avvicinava.
“Signore, non abbiamo trovato altre tracce di prede solo quelle di prole oscura verso la montagna”
Lugh si risistema sulla pietra, poi volge lo sguardo su di due pelli sanguinolente ai suoi lati che si muovono, solo allora risponde al cacciatore “la zona è esaurita, ci vorrà un po’ di tempo perché qualcosa oltre ai nug proliferi, ci muoveremo verso nord-ovest.”
“Signore, il Capocaccia ha detto di mantenersi al limitare delle due settimane di marcia e siamo già distanti una dall’accampamento principale…”
“Ci sposteremo domani verso quel passo ad est, è a due giorni di distanza. Voi due informate il campo del cambio e informateli che ritorneremo tra sette giorni.”
Mentre tutti ritornavano ai loro compiti, un altro cacciatore con il suo mabari si avvicina “Capo c’è qualcuno che vi deve parlare…” indicando un uomo in un mantello di foglie in lontananza.
9:43 Era del Drago, 23° giorno di Umbralis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, tenda comando, mattina
“Duecento. Sinceramente speravo di più.”
“Già. Custode più, custode meno. Ma è qualcosa.”
“Sicuramente. Quindi, ricapitoliamo?”
“Bisogna decidere le prossime mosse. Indiciamo una riunione plenaria del Concilio Nobiliare a due giorni da oggi, tutti quelli disponibili. Ci sono decisioni da prendere.”
“Convochiamo anche chi vorrà esserci dell’Avanguardia, rendiamolo un ritrovo generale.”
“… far partecipare tutti al concilio nobiliare? Non mi sembra il caso…”
“No, ma farli ritrovare non mi sembra una cattiva idea. Di sicuro hanno di cui parlare, organizzare e fare. E se qualcuno vorrà dire la sua, non vedo perché no. Tutti d’accordo?”
Il silenzio si riempie di cenni d’assenso.
“Chiamate chi di dovere per spargere la comunicazione.”
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