| 9:44 Era del Drago, 25° giorno di Nubulis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, zona centrale, sera tardi | |
| Era da qualche giorno che i fereldiani stavano preparando qualcosa nella zona centrale dell’accampamento, creando un ampio spazio circolare e preparando quella che sembrava in tutto e per tutto una pira funebre. Richiesta di un nobile dell’Avanguardia, si diceva in giro. Poi, la sera del 25° giorno di Nubulis, ad esattamente un mese dall’ultima missione dell’Avanguardia, venne indetto un raduno per commemorare tutti assieme, anziché separatamente, i caduti. Lord Aurelion Pendragon era in prima fila, divenne subito chiaro ai più attenti che molto probabilmente avesse organizzato lui il tutto. E tutti erano invitati, indipendentemente dalla nazione, dal ceto, dalle credenze. Sulla pira, ovviamente, non vi erano corpi, si trattava di un momento simbolico di commemorazione e di unione. Le sorelle della chiesa, ad un segnale del nobile fereldiano, si fecero avanti ed utilizzarono delle torce per accendere il legno. Quando la pira cominciò ad ardere abbastanza da illuminare più chiaramente la zona e i volti dei presenti, Lord Pendragon cominciò a parlare “Oggi, fratelli e sorelle del Thedas, è il giorno del lutto e del pianto, perché non c’è niente di male a piangere per coloro che non ci sono più. Ma domani, sarà il giorno della rivalsa, della giustizia e della VITTORIA! Portate nel cuore tutti coloro che non ci sono più, amici ed estranei, perché da essi potrete trarre tutta la forza di cui avrete bisogno. Loro vivranno in voi e le vostre vittorie saranno le LORO!” Da molte delle persone presenti salì un ovazione, contenuta solo per rispetto del momento “A tutti i caduti della Spedizione!” urlò qualcuno, ed un’altra simile ovazione si alzò, mentre molti alzarono calici e corni, contenenti bevande di vario tipo, ad un silenzioso brindisi verso tutti coloro che, negli anni trascorsi finora da quel primo giorno di ritrovo alla stazione di posta vicino a Perendale, il nono giorno di Cassus, nel 9:38 Era del Drago, erano periti per una giusta causa. |
| 9:44 Era del drago, Weissherz, una sera | |
| “Mamma, mamma” un bambino corre giù dalle scale “l’ho vista” La madre del piccolo gli corre in contro allarmata “Cosa c’è? Cosa è successo” “Mamma, mamma l’ho vista, l’ho vista” il piccolo sembrava entusiasta saltellava sulle scale di legno illuminate dalla luce del fuoco scoppiettante della stanza. “Cosa hai visto” la madre ansiosa guardava il piccolo “Una casa con le gambe passava sulla collina illuminata dalla luna e una slitta la precedeva” Un sospiro di sollievo viene esalato dal genitore che prende in braccio il piccolo e lo riporta nel suo letto “Davvero, che brutto sogno, tutta colpa di tuo padre e del fatto che ti ha fatto mangiare di nuovo quella frutta caramellata prima di cena, dopo io e lui facciamo i conti” “Ma mamma era vero! Lo giuro!” “Sì, si ora però devi dormire.” |
| 9:44 Era del Drago, primi giorni di Eluviesta, in un ampio studio scarsamente illuminato, Weisshaupt | |
| “Entra pure.” “Signore. Ditemi.” “Intendo riunirli tutti e tre. Il momento è arrivato prima del previsto. Manda ordine al guerriero di entrare, ed una missiva all’ultimo rimanente. Li voglio tutti qui entro una settimana.” “Si signore ma… potrebbe volerci un po’, si trova ad Antiva, è un viaggio lungo…” “Troverà un modo. Non è nulla di cui tu debba preoccuparti.” “Si signore. Li mando a chiamare immediatamente.” |
| 9:44 Era del Drago, 20° giorno di Eluviesta, Taverna del Drago Ubriaco, sera | |
| “Cazzo…” dice l’uomo col passo spedito verso la Taverna “Pfff.. ma la civiltà della gente?! Sparita?! …. ingrati! Lumiere. Catarina. Avanti con quei piatti” bofonchia la donna andando nel retro mettendoli a pulire quei tavoli di legno con pile di piatti da portare via. La porta si spalanca. Tonfo secco, occhi iracondi dell’uomo che scrutano ovunque “Beatrix! Dov’è?!” la voce roca che gorgoglia guardando a destra e sinistra. La donna appare dopo poco tornando dal retro “Ahh ma guarda chi è tornato dal regno animale. Andata bene la caccia?!” Il passo dell’uomo è pesante, come se non ammettesse nessuna risposta se non quella che vuol ora sentire. Le figure dei due lavoratori della Spedizione non passano a lui inosservate, ma non ha tempo per loro.. non ora “Dov’è.” Guardandola negli occhi, fisso, rabbioso, immobile. La donna sostiene il suo sguardo come sempre, poi tiepidamente sorride “Non preoccuparti è dietro nelle cucine. Ma… Geralt, Ciri non sta bene. Non so esattamente cosa sia successo, mi hanno detto troppe cose tutte insieme e io non ci ho ancora capito un accidenti! Pfff, e si che, quando vogliono, la parlantina ce l’hanno” adocchiato i due e buttando lo straccio sul tavolo a lei di fianco. Geralt non proferisce parola ma i suoi occhi non perdono di vista niente di cosa accade all’interno, i movimenti che compie ogni presente nella Taverna. Sospira pesante; sembra più un ringhio che un respiro “La situazione è più complicata Bea. Ti spiegherò…” Piccolo silenzio tra i due. “La sola cosa che possiamo fare ora è la nostra parte: io le intensificherò gli allenamenti; tu le darai le sue mansioni in Taverna e le starai vicino come sempre, i tuoi modi sono.. bislacchi, ma a lei piacciono, si sente tranquilla con te quando non ci sono. Bea…te lo chiedo come favore personale. Per lei…” Con un cenno di capo la donna indica le cucine. “La terremo impegnata, tranquillo. Ora vai, è sul retro.” Le nocche diventano bianche dal quanta forza usa per stringere la catena al collo “E in quanto a loro… ci penserò io…”. Serio. Serio e preoccupato. Serio e pensieroso. Serio e irato. “Si si va bene, basta che non mi distruggi tutto come l’altra volta..” sbuffa la donna vedendolo sparire dietro le porte e riprendendo a pulire il tavolo, mentre l’uomo sparisce per un attimo dietro le cucine tornando con una bella bottiglia. Chiaro come anneghi la rabbia in quel gigante sorso, molto probabilmente di alcool, andando poi con un gesto di apparente gentilezza ad offrirlo anche ai due membri Spedizione che ormai da tempo corrono ai ritmi della Taverna “Un omaggio della casa…” senza dire altro, sparendo alla volta di raggiungere Ciri dietro le cucine. Beatrix sospira scuotendo il capo.. “Sento che accadrà qualcosa… e come sempre niente di buono. Cazzo” |
| 9.44 era del drago, in uno dei tanti giorni di pioggia tra Eluviesta e Molioris, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt | |
| Sotto una pioggia scrosciante, vi sono due soldati della Spedizione che hanno trovato riparo in una tenda “Non ci sono più mezze stagioni…” “Cosa? In che senso?” “È un modo di dire, non lo conosci? Un giorno ti svegli e si muore dal caldo come se fossimo d’estate, il giorno dopo invece piove c’è vento e fa freddo, come se fossimo in inverno; questo clima è impazzito e non si vedono più giornate miti e primaverili” “Da quando ti preoccupi così tanto del clima? Che faccia freddo o caldo stare di guardia è sempre uno schifo.” “La mia famiglia ha origini contadine, con un tempo così instabile i frutti marciscono ancora prima di coglierli dagli alberi e il raccolto non germoglia, per non parlare del rischio di allagamenti o peggio siccità” “Adesso però non ti seguo, cosa intendi con allagamenti e siccità?” “Lo sbalzo tra forti acquazzoni e sole cocente, fa sì che il terreno non riesca ad assorbire tutta l’acqua piovana, significa che ci ritroveremo presto a marciare con l’acqua alle caviglie se non peggio, poi arrivata l’estate la terra sarà talmente asciutta che non crescerà nulla, toccherà razionare l’acqua per noi o per il raccolto, sono tutte cose che mi sono successe in gioventù.” “Tu ti preoccupi troppo” “Io mi preoccupo il giusto, finché sei ragazzino non ci fai caso, ma sapere di dover combattere in mezzo al fango o affrontare i nemici quando non bevi da giorni può costarti la vita” “Vero… ma forse non te lo ricordi, attualmente ci troviamo nella cittadella dei Custodi Grigi. Questa non è una semplice città fortezza, è stata progettata e costruita per poter resistere ad assedi della durata di anni! Avrà sicuramente dei pozzi di raccolta per l’acqua piovana, per evitare allagamenti e per sopravvivere ai momenti di siccità. Finché riusciamo a tenere la posizione non avremo di questi problemi, invece di pensare al clima preoccupati di sopravvivere agli scontri con i nostri nemici!” La pioggia che tratteneva i due soldati sparisce lasciando al suo posto una giornata calda e soleggiata. “Hai visto? questo tempo è impazzito non si capisce più se è estate o inverno Come ti dicevo io!” “Oppure era soltanto una nuvola passeggera. Vedi di non lasciarti condizionare dal clima ora torniamo alla nostra postazione” |
| 9:44 Era del Drago, 3° giorno di Molioris, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, sera | |
| “Hey Jacque, hai sentito?” “Del Mabari che fa casino nella zona del Ferelden?” “Ma no, ma chi se ne frega di un mabari! Che c’è un nuovo Console!” “Un nuovo cosa…?” “Tu non sei andato molto a lezione dalle sorelle da piccolo vero…? Un Console! È un ruolo importante! Praticamente l’equivalente di un nobile, perfino i Lord devono portargli rispetto!” “Ah… e chi è? Uno dell’Avanguardia immagino.” “Pierre l’Angelle. UN MAGO!” “Un mago…? Ma da quando i maghi possono diventare nobili…?” “Non possono, ma il conte non è TECNICAMENTE nobile, anche di fatto non cambia nulla.” “Bella scappatoia. Buon per lui! Ho sentito parlare che è un vero orlesiano.” “Anche io, l’ho incontrato qualche volta. Non stento a credere che Sir Duval si sia fidato a dargli questo ruolo.” “Da maggiordomo a Console… non male.” |
| 9:44 Era del Drago, 18° giorno di Molioris, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, zona del Ferelden, in una tenda, sera | |
| Il gruppetto di amici si trovavano nella tenda a bere, mangiare e parlare dei tempi andati, uno dei pochi momenti di allegria che riuscivano a trascorrere da davvero tanto tempo, soprattutto assieme. “Certo che è proprio brutta comunque. Mi aspettavo di meglio da Sandal!” “A me non dispiace. Certo, gli avevi ordinato una maschera raffigurante un cane mentre sembra decisamente più un lupo, però…” “Ma poi, perché un cane…?” La figura in nero dell’Eroe del Ferelden prende la maschera dorata dalle mani di Vanya, che la stava ancora osservando da vicino, scrutandola per qualche secondo “Perché è il simbolo del Ferelden.” “Mah. Io avrei chiesto una maschera da grifone.” I tre continuano a chiacchierare e ridere, quando una voce li interrompe “Neanche un bicchiere ad un viaggiatore stanco e assetato…?” In un lampo, l’Eroe si porta la maschera al volto, mentre tutti e tre si girano allarmati verso la figura a sua volta ammantata di nero, mentre questa si fa avanti con calma, abbassandosi il cappuccio e mostrando un ghigno divertito “Avevo sentito che una certa maghetta fosse risbucata, ma non sapevo se crederci. È bello rivedervi.” |
| 9:44 Era del Drago, 20° giorno di Molioris, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, zona dei Clan Riuniti Dalish, in un aravel, sera tarda | |
| “Hey eccoti. Tutto bene? Non hai ancora cenato immagino.” L’elfo andò a sedersi su un cuscino, posando un piatto fumante sul piccolo basso tavolino dove la donna stava ancora lavorando. “In effetti no. Grazie.” “Come sta andando?” chiede di nuovo, porgendole anche un corno dopo averci versato del liquido ambrato. “Bene, credo di aver finito. Beh, almeno… una bozza. Poi starà a loro.” “Soddisfatta?” “Abbastanza. Questa…” solleva il piccolo anello di pietra su cui sono tracciati dei glifi lucenti “… era più complessa del previsto. Ma questo sono sicura che funzionerà se verrà fatto bene. Solo…” “Solo?” Si volta verso il dalish, bevendo un lungo sorso dal corno “Solo sarà una scelta che potrebbero trovare molto difficile. Alcuni di loro almeno. E… penso che sarà il caso di parlarne anche con Vanya.” “Non vi siete ancora viste, vero? Sai che vuole vederti, vero?” “No. E sì. Ma… in parte quello che le è successo è colpa mia. Ho bisogno di tempo.” |
| 9:44 Era del Drago, ultimi giorni di Molioris, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt | |
| Gli ultimi mesi erano stati sorprendentemente tranquilli. A seguito della missione dell’Avanguardia nel “Sanatorio”, gli attacchi della prole oscura si erano drasticamente ridotti, sia in numero che in intensità. Nessuno riusciva davvero a spiegarsene un motivo, ma da diversi pesanti attacchi ogni giorno erano diventati solo uno o due attacchi più blandi al giorno. Giusto il necessario per impedire alle truppe della Spedizione di avanzare e conquistare altro territorio, aveva ipotizzato qualcuno. Ma non era il caso di perdere tempo, così la Spedizione aveva subito iniziato a riorganizzarsi, aggiustando i turni per permettere alle truppe stanche di riposarsi, aumentando il ritmo di lavoro nei laboratori per produrre più e meglio gli equipaggiamenti, addestrando a ritmo più serrato le reclute… Era chiaro a tutti che si trattava solo della calma prima della tempesta. Nessuno sapeva quando, ma qualcosa stava per succedere. I veri dubbi erano chi avrebbe agito per primo e in che modo. Ma, per ora, chi poteva, si godeva quel poco più di tranquillità, preparandosi per un futuro decisamente incerto. |
