Dicerie pre-live: Dolce Ricompensa (parte 1)

9:42 Era del Drago, 7° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione
Un foglio viene affisso da un attendente della Gilda del Commercio a tutte le bacheche della Spedizione.
“Udite, Udite!
La Gilda del Commercio indice una Grande Asta!
Il decimo giorno del mese di Cassus chiunque avrà la possibilità di piazzare le proprie offerte per vincere i preziosi articoli che saranno messi in palio!
In questa occasione, inoltre, la Gilda del Commercio, in via del tutto eccezionale senza limiti di razza o professione, apre le selezioni per l’affiliazione di due nuovi membri.
Chiari a tutti sono gli enormi benefici che derivano dall’appartenenza a tale potente e affermata organizzazione che premia intraprendenza, dedizione e, ovviamente, il naso per gli affari.
Ho ricevuto incarico direttamente dal Signor Vimme Vasca, Deshyr della Gilda del Commercio presso la Spedizione, di supervisionare la Grande Asta e la selezione dei candidati quindi, chiunque fosse interessato, mi contatti liberamente.
Dwonar Ghernak”
Sotto ogni affissione, svetta lo stemma ufficiale della gilda.
9:42 Era del Drago, 7° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione, quartiere del mercato
“Buongiorno signor Vasca, com’è stato il pranzo con i nostri eroi?”
“Buongiorno un cazzo! Sono un debito ambulante, altro che eroi…”
“A giudicare la risposta direi di no…”
“Ti pago per farmi da contabile! Non per chiedermi queste cagate! Nemmeno i condottieri della Spedizione si rendono conto di quanto siano scarse le entrate ed esagerate le uscite, per manovrare un gruppo così numeroso di uomini o si danno una svegliata o si trovano una soluzione!”
“Non diceva che voleva contattare dei nobili per sovvenzionare la…?”
“Ho detto che ti pago per farmi da contabile! Non per chiedermi certe cagate! Certo che li devo contattare, ma non posso sempre proporrei io le soluzioni, cazzo! Prendi il mio libretto rosso.”
“Il lib… libretto rosso? Ma… Ma signore…”
“Muovi le mani, non la bocca! Libretto rosso, fogli, ceralacca, penna e inchiostro. È ora di contattare un po’ Nobili con dalle tasche piene. Se i membri della Spedizione giocano bene le loro carte, si ritroveranno qualche figlio di papà disposto a pagarli, per vantarsi di aver “partecipato” alla liberazione Weisshaupt.”
9:42 Era del Drago, in un qualche momento d’autunno, da qualche parte nelle Anderfel
“Ma che? Cosa per Andraste…? Ragazzi, tutto bene? Dove siete?”
“Mmmhh… Filbert? Dove ci troviamo?”
“Credo… credo che siamo in un fienile, dove sta Atlan? E Dougrus?”
“Amici sono qui!”
“Ohi Atlan… Perché stai abbracciando una gallina? Ma soprattutto dove sono i tuoi pantaloni?”
“Stuark… lo sai che ti mancano due denti?”
“Cos? … PER ANDRASTE! MA QUANDO È SUCCESSO?”
“Ragazzi, diamoci un calmata!… quale è l’ultima cosa ricordate?”
“Ci siamo fermati in una locanda per riposare, in quel paesino… come chiamava?”
“Io me lo ricordo! Weissherz! …E poi abbiamo iniziato a bere… a bere tanto… a proposito dove sono le latrine?”
“Ed io che ne so! Vai fuori e scoprilo… Stuark per favore concentrati almeno tu! Io non mi ricordo nulla di cosa è successo… nessuno di noi sembra ricordarselo! E come se non bastasse Dougrus non è con noi!”
“Ci sono… Controlliamo nelle sacche, magari troviamo degli indizi che ci faranno ricordare qualcosa!”
“Ottima idea… vediamo… una mappa… un pugnale… qualche moneta… e questa roba rossa cosa è?
“Fa’ vedere? Ma che roba è?… È spugnoso ed appiccicoso…”
“Però il profumo è buono…quasi, quasi…”
“Ma che fai?! Non vorrai leccarlo? E se fosse velenoso?”
“AAAHHHGR!”
“Per le tette di Andraste! Perché Atlan sta urlando? Che gli sarà successo?
“AIUTOOO! C’È UN ORSO NELLE LATRINE!”
“UN ORSO!? E come ci è finito lì dentro…!?”
“E IO CHE NE SO? PER FORTUNA SONO RIUSCITO A CHIURERMI LA PORTA ALLE SPALLE!”
“Presto andiamo via, la porta non reggerà a lungo!”
“Ma dove c’è ne andiamo, scusa? Manca Dougrus!”
“Esatto! Torniamo al villaggio! Dougrus non può esser sparito nel nulla dobbiamo cercarlo!”
9:42 Era Del Drago, 11° giorno Frumentum, Accampamento della spedizione, Quartiere Orlesiano
Un uomo vestito con eleganti abiti da viaggio entra nella tenda.
“Signore ancora sveglio? Lo sa che se non dorme abbastanza non rende al meglio… Comunque questi sono gli ultimi rendiconti.”
L’uomo dietro un tavolo alzò gli occhi, trovando il suo instancabile braccio destro con un plico di documenti. Posò la piuma nel calamaio, piegò la lettera e gli appose il proprio sigillo prima di porgerla all’uomo.
“Raul lo sai che io come il denaro non dormo mai… e poi ho troppe cose da fare, credo proprio che ci sia da lavorare qui.”
L’uomo sospirò senza parole porgendogli il plico di fogli “Signore, questi sono i rendiconti e gli ultimi rapporti. Vuole che le porti dell’altro latte caldo?”
“No mio caro Raul, grazie, fai partire queste missive con il solito corriere.”
L’uomo prese la pila di missive lievemente sorpreso “Signore qualcosa di grave, non spedite mai così tante missive.”
Françoise rivelò un volto sorridente quasi da paresi “È il prezzo perché si muovano gli ingranaggi.”
9:42 Era del drago, 23° Giorno Frumentum, in un bosco poco fuori Weissherz
“Alan dove sei? Dannato moccioso esci subito fuori e dammi una mano a portare questa legna al villaggio!”
“Padre vieni, ho trovato qualcosa, corri!”
L’uomo preoccupato ed incuriosito si precipitò dal figlio trovandolo in una piccola radura priva di foglie, davanti a lui i resti di una… bestia? Non aveva mai visto nulla del genere, pezzi di ossa e pelle erano in una pila vicino all’albero. Con fare rapido prese il figlio di peso riportandolo alla catasta di legna tagliata e senza dire una parola cominciarono entrambi a caricare il carretto continuando a guardarsi intorno. Appena il carretto fu abbastanza carico, l’uomo iniziò a far muovere il vecchio asino.
“Forza figliolo, andiamo, qua non siamo al sicuro, torniamo al villaggio…”
9:42 Era del Drago, 5° giorno di Umbralis, poco fuori da Weissherz
“Ripetimi ancora cosa stiamo cercando?”
“Una coppia di contadini è sparita, dobbiamo capire dove sono finiti.”
“Va bene, fin qui l’ho capita, ma noi siamo cacciatori di taglie! Dovremmo dare la caccia ai criminali ricercati, non cercare le persone che si imboscano.”
“Rintracciare le persone è il nostro lavoro! Che siano il più delle volte criminali non lo nego, ma quando il lavoro scarseggia possiamo accettare incarichi minori. E poi ci stiamo rendendo utili per la comunità.”
“Va bene ma sbrighiamoci… sembra che le tracce conducono fino a questa caverna.”
“Vedi nulla?”
“No null… aspetta! Cosa è quello? …sembra un… bozzolo?”
“Si… e c’è un braccio che fuoriesce da quel bozzolo! Presto apriamo!”
“…”
“MA COSA…!? QUI CI SONO SOLO OSSA! Che diamine è successo a questo corpo?”
“Non lo so… ma lo senti anche tu questo strano brusìo? Non capisco cosa sia, ma meglio filarsela…”
9:42 Era del Drago, Camposanto di Colle Ombra, Antiva
“Il Creatore veglia e provvede ai suoi figli. Andraste sua sposa intercede per noi…”
La Sacerdotessa decantava e pregava, dando le spalle ai fedeli e ai catafalchi fiammeggianti, senza lasciar intendere se lo facesse per rito o per disgusto. E chi avrebbe potuto darle torto? Molti corpi erano coperti da sudari e sindoni per celarne l’orrido aspetto derivante dalla cruenta e violenta dipartita e l’olezzo dei corpi bruciati attirava mosche e insetti. Tra la folla, due individui si piegarono per poter discutere fra loro.
“Quale disgrazia, Donna Maria.”
“Potete ben dirlo, Don Diego.”
“Chi avrebbe potuto pensare una cosa del genere? Così tante vite…e in un ambiente così rispettabile, in una notte così insospettabile!”
“Esistono notti sospettabili, Don Diego?”
“Beh, sapete…c’è quella notte…”
“Noi non parliamo di quella notte, Don Diego, la Legge lo vieta.”
“Avete ragione, ma non cambia che…sia davvero un disastro…e proprio ora che la baia aveva smesso di sanguinare…”
Di fronte alla folla, in un vaso, erano state raccolte centoventi conchiglie, che sarebbero poi state riversate nella baia. Centoventi conchiglie per centoventi vite, spezzate in una sola notte. Centoventi conchiglie per centoventi pire.
9:42 Era del Drago, Villaggio di Weissherz, Quartiere del Ferelden, Taverna
Il burbero Quartiermastro spalancò la porta della taverna, avanzando lentamente. Si portò di fronte al bancone, afferrò un bicchiere e lo riempì con una bottiglia trovata subito dopo la tavola di legno che separava l’oste dai clienti. Si sedette quindi su uno sgabello e iniziò a parlare, rivolgendosi proprio oltre lo stesso bancone sul quale si stava appoggiando.
“Ah…ci voleva…una pausa da tutto questo casino. Eh, sì che ne ho viste di feste, ma questa…uuuuh mamma…questa è una festa coi fiocchi.”
Disse, bevendo dal bicchiere, tracannando quello che doveva essere del rum.
“Un tempo era più facile fare questo lavoro, sai? Eravamo di più, quelli come me e quelli come Korgath…e che differenza c’è, mi chiedi? Beh, intanto io non ho voglia di rischiare la pelle andando in faccia ai decerebrati ai quali diamo la caccia…forse me ne manca il coraggio…o forse è pigrizia. Alla fine, è più facile, da tiratore, prendere la mia balestrona e piantare un quadrello in testa ad un cretino da cento metri di distanza. Korgath invece è impetuoso, violento, diretto. Lui va dal cretino e lo ammazza a colpi d’ascia…cazzo quanto lo invidio.”
Disse poi bevendo un altro sorso.
“Ah, ma le cose cambieranno, io lo so, ci serve solo rimpinguare le fila! E so che il grand’uomo avrà trovato delle reclute, sta solo a vedere se…”
Un rumore ormai noto di bottiglie rotte e schiamazzi attirò l’attenzione del cacciatore, portandolo ad osservare la porta della taverna.
“Beh, è giunta l’ora di tornare al lavoro. A più tardi, vecchio mio.”
Concluse, estraendo da una fondina alla cintura una balestra ad una mano e facendo un inchino allo specchio dietro al bancone della taverna vuota.
9:42 Era del Drago, primi giorni di Cassus, esploratori in pattuglia
“E quindi la situazione è questa. Sono scappato così rapidamente che sono riuscito a fare tutto il giro e arrivargli alle spalle… o meglio dal cielo!”
“A ognuno la sua tecnica Garvin, lo sai meglio di me. Io preferisco affrontare il nemico faccia a faccia.” Il nano ridacchia mentre osserva l’elfo dai capelli ramati continuare a muoversi nervosamente. Poi un’ombra sembra scendere sul suo viso mentre gli occhi guizzano rapidi come sempre.
“Garvin… no, niente.”
“Hai detto qualcosa, Birra?” L’elfo si volta facendo qualche passo indietro. “È che forse stiamo correndo troppo, dove sono…” Lo stesso sguardo del nano viene riflesso nel giovane esploratore, lo sguardo di chi cerca qualcuno che non c’è. “Sai, mi sono reso conto di non conoscerli bene. La mia sfortuna spesso è vista come un peso, all’inizio non mi hai giudicato vero? Vero? Vero? Vorrei aiutare a creare un gruppo ma sai come sono fatto… però mi piacerebbe farne parte, sai? Loro sono… curiosi. Cassandra, Fernando… Eyra… e anche Emrys? Credo si chiami così? E poi c’è quell’altra! L’ho vista in giro, sai, mi pare si chiami Ivon, mi piace come si veste. E a te? Ti piace, Birra?”
Il nano sospira. “Spero che siano pronti.”
“E tu?” L’elfo ridacchia mentre salta su dei massi.
“Attenti. Attenti!” Due voci femminili all’unisono interrompono bruscamente la conversazione. E poi un tonfo seguito da un urlo.
“Garvin!” Eyra si precipita vicino all’elfo, cercando di capirne le condizioni, Birra invece alza lo sguardo e capisce.
“Fermi, questo non è normale.”
“Direi proprio di no, Birra. Anche perché non stiamo sbagliando strada e se sfruttiamo le informazioni che abbiamo… non possiamo aver deviato.” La voce squillante di Cassandra esprime il pensiero generale.
“A meno che non siano loro ad averci anticipati” Lo zio interviene nella conversazione.
“No…” Emrys scambia uno sguardo d’intesa con Eyra per poi mostrare al resto del gruppo una freccia di fattura Dalish. “È opera di qualcun altro.”
“Ma non vedo corpi… strano.” Il nano sospira e continua a guidare il gruppo, costeggiando quel cimitero di frecce.
9:42 Era del Drago, 3° giorno di Cassus, Spedizione in marcia
“Ma quindi? Non ho capito, qual è la prossima tappa? Dopo tutte queste manovre per evitare i Templari ho perso l’orientamento.”
“Stiamo per tornare a Weissherz.”
“Weissherz… finalmente!”
“Già, un po’ di pausa prima di affrontare qualsiasi cosa ci aspetti a Waisshaupt…”
“Ottimo, quindi potremmo finalmente riposarci. Chissà come se la passa la gente… e il decano? L’ultima volta che l’abbiamo visto, mi sembrava una persona molto simpatica, nonostante dovesse gestire un paesino in assenza dei nobili della Spedizione.”
“Sai che in effetti ho sentito che è da un po’ che non arrivano notizie su di lui?”
“Ma perché, scriveva regolarmente alla spedizione?”
“No, scrivere non scriveva, però siamo rimasti sempre in contatto con Weissherz, spesso alcuni dei nostri messaggeri si fermavano lì per riposare tra un viaggio e l’altro, e l’anziano ci mandava sempre i suoi saluti. Ma mi sembra ormai che sia qualche mese che non si ha più sue notizie.”
“Vabbè che ci vuoi fare, è anziano e deve gestire tante cose, avrà i suoi mille impegni e poche energie per affrontarli tutti. Però sai una cosa? Dato che lo abbiamo aiutato a ricostruire il villaggio, e a farlo tornare fiorente, quando la Spedizione varcherà la soglia, come minimo mi aspetto un bel caloroso benvenuto dai suoi abitanti! Tu che ne pensi?”
“A me basterebbe poter riposare, le lunghe marce degli ultimi periodi mi hanno stremato…”
“Che sei invecchiato tutto di un tratto? Non hai voglia di festeggiare le nostre ultime conquiste e fare baldoria?”
“CONQUISTE? VITTORIE? Abbiamo perso molti uomini durante questo viaggio! Cosa vorresti festeggiare?”
“Aver portato a casa la pelle è di sé una vittoria! Se non hai voglia di festeggiare lo comprendo… ma almeno un brindisi ai caduti è d’obbligo!”
“Si… un brindisi ai caduti lo faccio più che volentieri…”
9:42 Era del Drago, 3° giorno di Cassus, Accampamento della Spedizione, Taverna del Drago Ubriaco, sera
“Ma… quella…?”
“Ma chi…?”
“Minchia Johnny come chi?! Una qunari c’è in tutta la taverna e mi chiedi chi?!”
“Eh. È una qunari Jack, che minchia vuoi che ti dica?!”
“Minchia Johnny ti spaccherei la faccia a volte. Sai chi è? Non l’ho mai vista! Ma che sta facendo poi…?”
“Recita poesie.”
“Recita poesie…?”
“Si Jack. Recita poesie.”
“Ma Johnny ma ti sembra normale una qunari, mai vista, che recita poesie in taverna?!”
“Ma che minchia vuoi che ne sappia io, John?!”
9:42 Era del Drago, 5° giorno di Cassus, in un ampio piazzale di una fortezza
Una grossa figura dalle ampie corna ricurve si avvicina alla persona che osserva tutto dalla balconata, inginocchiandosi.
“Mio signore, mi ha fatto chiamare?”
“Si. Alzati, non abbiamo tempo per questi convenevoli. Le difese come sono messe?”
“Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Ma le recupereremo. Li spronerò personalmente…”
“Non sarà necessario, mio furioso amico, non sarà necessario.”
“Ma signore, ma dobbiamo essere pronti per l’arrivo. Non possiamo permettere che…”
“Non stai considerando un nostro alleato, amico mio.”
“Alleato signore? Nella Spedizione…?”
“Oh no, no. L’inverno. L’inverno ci sarà alleato.”
“Capisco.”
“Però c’è una cosa che dobbiamo chiarire. Una questione… Inaspettata. Ma è solo curiosità, per ora forse può attendere.”
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