Dicerie pre-live: Il Lamento del Grifone (parte 1)

9:37 Era del Drago, 3° giorno di Umbralis (11° mese), palazzo reale di Denerim, nel Ferelden
“Vostra Maestà, mi avete fatto chiamare?”
“Si Erik entra pure. Ci sono per caso stati problemi con le lettere recentemente?”
“Uhm… Non direi, mio Re. I corvi in arrivo e in uscita sono sempre stati molto puntuali quest’anno.”
“Nessun problema? Nessun caso di lettere non recapitate?”
“No nessuno che io ricordi. Ma se posso chiedere… Qualcosa la preoccupa?”
Un sospiro esce dalle labbra del sovrano, che scuote il capo “Niente di che, stai tranquillo Erik, puoi andare grazie.”
“Come desidera Maestà.”
Mentre il ragazzo esce il re si lascia cadere su una sedia dell’ampio studio, portandosi l’indice e il pollice della mano sinistra a stringere la base del baso, fra gli occhi chiusi.
Non passano pochi istanti, che una voce lo raggiunge, dalla stanza attigua.
“Alistair, cosa succede?”
Il Re alza lo sguardo, sorridendo alla propria Regina “Niente amore mio, solo…”
“Avanti parla, è chiaro che qualcosa ti preoccupa molto.”
“Non ho ancora ricevuto risposta all’ultima lettera da Loro.”
La donna si avvicina, portandosi alle spalle del marito ed abbracciandolo, dandogli un bacio fra i capelli biondi “Non mi sembra così preoccupante, sai che son sempre molto indaffarati…”
“Mi hanno sempre risposto nel giro di un mese al massimo… Sto aspettando la risposta da almeno 3 mesi. Ed ho una orribile sensazione.”
“…Ti sentiresti più tranquillo se organizzassimo degli esploratori e li mandassimo a controllare?”
“Penso… Penso di si. Grazie amore mio.”
9:38 Era del Drago, in un accampamento di Elfi Dalish sul finire dell’inverno, da qualche parte nei Liberi Confini
Un elfo si trova nella sua tenda, intento a lucidare un arco, quando un altro della stessa specie irrompe.
“Fen’Herin?”
“Mh?”
“E’ arrivato un corvo con una lettera per te. Sembra venga da uno shemlen.”
L’elfo sospira, posando a terra delicatamente l’arco e il panno con cui lo stava lucidando, alzandosi e raggiungendolo.
“Non vedo come questo ti sorprenda, dopo tutti questi anni. E sai che non voglio la chiami così.”
“Non è dalla solita shemlen, è un altro, uno importante.”
Fen’Herin osserva l’altro con sguardo perplesso, afferrando la lettera che questo gli porge e poi, salutandolo cortesemente, torna a sedersi dove si trovava, osservando il sigillo reale del Ferelden integro, lo spezza ed apre il messaggio.
“Amico mio
Mi rammarico del molto tempo che non ci vediamo, ma le ultime notizie che ho ricevuto ti vogliono riunito al tuo clan, in salute e in lieta compagnia. Spero sia ancora così.
Mi rammarico ancora di più di trovarmi a scriverti per darti notizie tanto infauste.
Come ben sai, in seguito agli eventi di nove anni fa e alla mia incoronazione, avevo promesso di mantenere uno stretto rapporto epistolare con i Custodi Grigi e la fortezza di Weisshaupt e di dare loro tutto il mio appoggio. Ed ho mantenuto la parola, con estrema regolarità e puntualità mi sono mantenuto in contatto con loro. Tuttavia sono ormai mesi che non ricevo più alcuna notizia.
Io ed Elissa abbiamo organizzato una squadra dei nostri migliori e più rapidi esploratori e li abbiamo inviati nelle Anderfels, ma non abbiamo più avuto loro notizie. Abbiamo quindi inviato una seconda squadra, scomparsa come la prima.
Elissa e zio Eamon mi hanno (giustamente) impedito, in una crisi di panico, di inviare una terza squadra; invece, dopo una lunga riunione, abbiamo deciso di chiedere aiuto.
Una lettera simile, sebbene molto più formale, è stata inviata alla corte di ogni nazione umana, alla corte del Re di Orzammar e perfino ai qunari di Par Vollen. Sei l’unica mia conoscenza fra i Dalish e spero che tu possa portare la mia voce ai vostri Clan.
Non penso serva dirti quanto la situazione sia pessima, sebbene l’ultimo Flagello sia stato solo un decennio fa, se ne dovesse capitare un altro l’assenza dei Custodi Grigi potrebbe essere catastrofica. Oltre alla enorme preoccupazione per ciò che potrebbe essere successo loro.
Quello che vorremmo fare è organizzare una grossa spedizione volontari, finanziata dalle nazioni, che si diriga nelle Anderfels per scoprire cosa sta succedendo. Spero che tu riesca a convincere almeno alcuni dei clan a supportare questo progetto.
Attendo impaziente tue notizie
Il tuo vecchio amico
Alistair”
Con sguardo ora rabbuiato, l’elfo riarrotola la lettera ed alza lo sguardo verso un angolo della tenda, dove una vecchia armatura spicca da un baule aperto.
9:38 Era del Drago, 10° giorno di Nubulis (3° mese), in un ricco palazzo della città di Nevarra
“La risposta è no. Mi dispiace.”
“Non mentire, non ti dispiace per niente.”
“Purtroppo la corona ha preso la sua decisione, Cesare.”
“Non prendermi in giro Matthias. Sappiamo entrambi che sono stati i burocrati a deciderlo per conto del Re.”
“La decisione non cambia.”
“Matthias maledizione! Sei uno studioso come me! Hai letto quella maledetta lettera?! Sai cosa diavolo potrebbe succedere se arrivasse un Flagello in assenza dei Custodi Grigi? L’opinione del Primo Incantatore non conta niente per voi?”
“Lo so bene, ma la decisione continua a non cambiare. Mi dispiace.”
Il mago si volta di scatto, trattenendosi palesemente a stento dal vomitare una sequela di insulti verso l’interlocutore e comincia a camminare nervosamente avanti e indietro per la stanza.
“Se lei volesse prendere congedo ora, Primo Incantatore io avrei da…”
“Un momento. Ho una proposta alternativa.”
“La ascolto.”
“Nevarra non proporrà una propria delegazione e non parteciperà al finanziamento della spedizione…Ma io invierò un Incantatore Anziano di mia fiducia. E mi prenderò la briga di trovare un luogo d’incontro per tutti i volontari in partenza. Se non erro possediamo ancora dei territori al confine con le Anderfels e molto vicini al Tevinter e a Orlais.”
L’altro uomo rimane in silenzio per lunghi secondi, riflettendo sulla proposta, per poi annuire “Va bene, questo è accettabile.”
9:38 Era del Drago, 1° giorno di Nubulis (3° mese), palazzo imperiale di Val Royeaux
Un uomo con un lungo cappotto rosso scuro ed una maschera dorata in volto varca la soglia della stanza e togliendosi il cappello a tesa larga con un ampio gesto si inchina profondamente alla donna minuta seduta alla grande tavola.
“Mia Imperatrice. Mi avete fatto chiamare?”
“Si amico mio, accomodati pure.”
L’uomo esegue e, sedendosi davanti all’Imperatrice e posando il cappello su una sedia accanto alla sua, rimane in silenziosa e rispettosa attesa, fino a che non è la donna stessa a parlare.
“C’è una questione importante di cui vorrei parlarti, su cui avrei bisogno di un tuo consiglio.”
“La ascolto, mia Imperatrice.”
La donna scruta il volto inespressivo della maschera dorata per diversi secondi, prima di riprendere “L’hai già letta, non è vero?”
“Che cosa, m…”
“Sai benissimo cosa. La lettera del Re del Ferelden.”
Schiarendosi la voce l’uomo si sistema meglio la maschera sul volto “Volevo solo assicurarmi che non potesse in alcun modo rappresentare un pericolo per voi.”
L’Imperatrice scuote il capo sospirando, mentre lui riprende “Gradite un bicchiere di vino…?”
“No, grazie. Niente giochetti questa sera per favore.”
“Come desidera.”
“Dunque ne conosci già il contenuto. Cosa ne pensi?”
Per diversi secondi l’uomo rimane in silenzio, ricambiando lo sguardo di Celene “Non ho mai incontrato Re Alistair Theirin; e, sebbene abbia cospirato contro suo padre Maric, l’ho sempre rispettato. Sappiamo però che è stato un Custode Grigio e abbiamo fin troppi resoconti del pericolo che rappresentano i Prole Oscura. Inoltre so per certo che ha veramente mandato missive simili ad ogni altro regno e non si arrischierebbe mai a far adirare tutti. Penso valga la pena concedergli il beneficio del dubbio.”
L’Imperatrice Celene annuisce, abbassando lo sguardo sulla lettera arrotolata poco più in la sul tavolo “Sono d’accordo.”
Dopo diversi secondi di silenzio, l’uomo si alza e, facendo un profondo inchino, si volta per uscire dalla stanza; quando la donna alza una mano per richiamarne l’attenzione “Aspetta, sarebbe necessario cominciare…”
“I preparativi sono già avviati, mia Imperatrice.”
E con queste parole l’uomo esce dalla stanza, seguito da un sorriso compiaciuto di Celene.
9:38 Era del Drago, 28° giorno di Pluitanis (2° mese), distretto dei diamanti a Orzammar
“Livon, eccoti!”
“Salve maestà.”
“Ah! Dopo tutto questo tempo, sai che non serve essere così formali in privato. Bevi qualcosa?”
“Volentieri Bhelen.”
“Ho bisogno di un favore da parte tua, amico mio.”
“Cosa succede?”
“Re Alistair ha mandato una lettera. Pare che i Custodi Grigi siano scomparsi e vuole org…”
Il Re dei nani non fa a tempo a concludere la frase che il suo Campione si è alzato di scatto sbarrando gli occhi.
“Calmati e siediti, scemo.” Sbuffa il sovrano, interrompendo Livon prima che cominci a parlare, quindi riprende mentre l’altro torna lentamente a sedersi “Come dicevo, vuole organizzare una spedizione nelle Anderfels per scoprire cos’è successo. Ha chiesto a noi e ad altri regni di finanziare la spedizione e di fornire delle delegazioni di volontari.”
“Dobbiamo accettare! Se vuoi una mia opinione non possiamo…”
Ma viene interrotto di nuovo da Bhelen con un gesto infastidito “Ho già deciso di accettare. Per gli Antenati, vuoi calmarti?!”
Il Campione subito si zittisce, annuendo, e il re torna a parlare “Vorrei chiederti di supervisionare questa cosa. E guidare la nostra delegazione. Tu sei già stato in superficie e serve qualcuno che guidi i nostri in un ambiente a loro ostile.”
“Certamente! Non vedo da molto tempo Alistair, ma son sicuro sarà contento di sapere che sono io a guidare gli inviati di Orzammar. Anche se non so se sarà facile trovare qualcuno disposto a salire in superficie…”
“Di questo ce ne occuperemo. Ovviamente avrete un permesso speciale dall’Assemblea per uscire dal sottosuolo.”
9:38 Era del Drago, 16° giorno di Nubulis (3° mese), in un opulento palazzo di Minrathous
Un gatto nero alza lo sguardo sonnolento per osservare l’uomo che entra nel salotto, mentre questo si avvicina ad un tavolino attorno al quale sono già seduti due uomini in abiti lussuosi.
“Arconte Radonis, buona sera. Magister Magnus buona sera anche a lei.”
“Buona sera Magister Pavus.”
L’Arconte risponde con un rispettoso cenno e intanto coccola il gatto che comincia a fare le fusa “Benvenuto Halward, accomodati.”
Il nuovo giunto annuisce, sedendosi e rifiuta il calice di vino speziato che gli viene offerto da un solerte schiavo elfo.
Dopo pochi secondi Radonis prende la parola, continuando a carezzare il gatto “Per quanto non siete mai andati particolarmente d’accordo, siete due dei membri del magisterium su cui confido di più, siete fra quelli con maggiore esperienza. Vorrei avere un’opinione sulla questione di cui si è discusso oggi.”
I due rimangono a lungo in silenzio, quindi si scambiano un’occhiata e ad un cenno è il capofamiglia Pavus a prendere la parola.
“Immagino si riferisca alla proposta del re del Ferelden.”
Radonis si limita a fare un cenno d’assenso e l’altro riprende.
“Come ho detto durante la riunione, ritengo non sia qualcosa da sottovalutare. Non so quanto possiamo fidarci della parola di un “cane” ma… Se davvero ci fosse una minaccia nelle Andarfels, sarebbe sarebbe pericolosamente vicina a noi.”
“Magister Magnus?”
Anaximander Magnus si limita ad annuire, fissano il calice di vino posto davanti a lui senza davvero vederlo, riflessivo. Rimane immobile ed in silenzio diversi secondi, prima di passarsi una mano fra i lunghi capelli, fino a sciogliere la coda e, solo allora, raddrizzando la schiena, cominciare a parlare.
“Re Alistair non è sicuramente famoso per essere una mente brillante o un fine diplomatico, ma anzi per essere un ingenuo. Questo espone questa fantomatica spedizione al rischio di risultare un buco nell’acqua, frutto della paranoia o della stupidità di un folle.”
Gli altri due lo osservano in silenzio, mentre prende il bicchiere di vino e ne beve un lungo sorso.
“Tuttavia, se invece avesse ragione, potrebbe dimostrarsi un pericolo enorme. Sapete che, a differenza di molti membri del Magisterium, ho affrontato i Prole Oscura. So quanto possano essere temibili.”
I due si limitano ad annuire, lasciandolo finire.
“Che io sappia, le casse dell’Impero sono colme. Anche ad un conto pessimistico potremmo tranquillamente permetterci di finanziare parte della spedizione senza nessuna preoccupazione. Inoltre, se il pericolo fosse reale, vogliamo veramente lasciare tutto nelle mani di certi zotici? Ad un confronto ritengo quindi che il rischio vada la candela. Io accetterei la richiesta.”
Halward Pavus annuisce ed entrambi voltano lo sguardo verso l’Arconte che, lasciando balzare il gatto a terra e prendendo anche lui il suo calice di vino, si fa pensieroso.
“Sono d’accordo. Ma sarà necessario trovare qualcuno di affidabile che guidi i volontari del nostro Impero. E preferirei fosse quantomeno un Altus.”
“Non sarà facile trovare qualcuno che voglia spedire in una impresa del genere un suo parente stretto.”
“Oh! Per le tette di Andraste! Metà dei Magister dovrebbe vergognarsi per la loro codardia! Ci andrò io.”
“Magister Magnus… Soprassederò al tuo insulto ma, ne sei certo?”
“Se vuoi un lavoro fatto bene a volte devi farlo da solo. O per lo meno supervisionarlo.”
“E sia.”
9:38 Era del Drago, 25° giorno di Ferventis (6° mese), in una foresta fra Nevarra e Orlais
“E tu avresti richiesto una riunione straordinaria dei clan per questo?!”
“Non vi sembra un motivo sufficiente?”
“Per chiederci di correre in aiuto di un gruppo di shemlen?!?”
“Guardiano Alerion si quieti. Devo ricordarle che il sovrano del Ferelden ha aiutato il nostro popolo?”
“Ha aiutato il tuo clan vorrai dire!”
“Ci ha concesso la Foresta di Brecilian!”
“Vi ha donato qualcosa che già apparteneva al nostro popolo!”
“Dobbiamo aiutarli! Se i Custodi Grigi scompaiono sarà un disastro per tutti, anche per i nostri clan!”
“Tu lo dici solo perché hai passato anni con loro! Sei uno sporco shemlen come loro!”
Le discussioni aumentano con rapidità allarmante e, dopo pochi minuti, la riunione è ridotta ad un caotico insieme di urla.
“SILENZIO!”
L’urlo dell’anziano elfo rimbomba nella radura, che pian piano torna silenziosa fino a che questo non annuisce soddisfatto.
“Guardiano del clan Sabrae, finisci pure di parlare.”
“Grazie. Come stavo per dire, Re Alistair non è interessato a chiedere anche a noi Dalish di finanziare la spedizione, ma conosce la nostra abilità in battaglia e nelle arti e ci chiede dunque di aiutare inviando qualcuno per supportare quella che sarà la retroguardia della spedizione… E possibilmente qualcuno che faccia da prima linea.”
“Trovo assurdo rischiare degli elfi per aiutare gli shemlen.”
A quel punto Fen’Herin non riesce più a trattenersi e si alza di scatto “Ha già chiarito la sua posizione, Guardiano. Ma rimane il fatto che i Prole oscura hanno più volte fatto stragi anche del nostro popolo. Non dimentichiamo i torti subiti, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare quanti Custodi Grigi ci hanno aiutato in passato.”
Per un po’ cala il silenzio sull’assemblea, frammentato solo da qualche mormorio, finché un minuto guardiano, rimasto finora in silenzio, non si alza.
“Accompagnerò Fen’Herin in questa spedizione. Condurrò con me mia moglie e buona parte del mio Clan.”
Fa una pausa qualche istante, mentre la radura è calata nel silenzio più totale, quindi riprende:
“Ed accetterò volentieri tutti i volontari che vorranno venire da ognuno dei vostri clan.”
Si volta, incrociando lo sguardo di Fen’Herin, ancora in piedi, che gli fa un cenno di gratitudine.
9:38 Era del Drago, 15° giorno di Solis (7° mese), palazzo reale di Denerim, nel Ferelden
“Zio Eamon, come siamo messi?”
“Orlais ed Orzammar accettano e, per quanto incredibile, anche il Tevinter.”
“Bene ma… Nessun altro?”
“Non mi sarei aspettato di più, Alistair. Loro ci aiuteranno a finanziare la spedizione; i Dalish no, ma è arrivato un corvo stamattina: ci forniranno tutti i volontari possibili. Gli altri regni apriranno solo la possibilità ai volontari, ma nulla più.”
Alistair annuisce, osservando una serie di fogli sparsi per la scrivania. Dopo pochi istanti il suo consigliere fa un cenno, finendo di leggere una lettera:
“Sembra che anche la chiesa ci invierà degli aiuti. E il Primo Incantatore di Nevarra offre un supporto minimo ed un luogo dove far radunare tutti per organizzare la partenza. Si scusa ma sembra non abbia potuto ottenere di più.”
“Meglio che niente. Che posto?”
“Una stazione di posta, a nord di Perendale, fra le campagne.”

Torna in alto