Dicerie Pre-Live: Punto di rottura (parte 2)

9:42 Era del Drago, in un giorno d’estate, Quartiere dei Diamanti, Palazzo dell’Assemblea, Orzammar
“Nobili dell’Assemblea vi prego di ascoltarmi prima di…”
Ma le parole di Livon vengono interrotte da uno dei tanti nobili capifamiglia che compongono l’Assemblea di Orzammar “Ascoltarti?! Ci stai chiedendo di riconoscere come nano di casta un senzacasta morto in superficie! Presunto membro del Carta, oltretutto! Ecco! Ecco nobili dell’Assemblea che le origini di Livon Brosca si mostr…”
“NON OSARE!” tuona immediatamente Re Bhelen Aeducan, scattando in piedi dal suo seggio ed impugnando il suo imponente martello, facendo istantaneamente calare il silenzio nell’enorme salone di pietra.
“Non osare.” Ripete, una volta che ogni minimo sussurro si è chetato “Finché io sarò Re… No, finché un Aeducan regnerà, NESSUNO si permetterà di mancare di rispetto ad un Campione Vivente! Soprattutto non ad uno che ha affrontato personalmente un Arcidemone! E se qualcuno ha intenzione diverse, sarò ben felice di affrontarlo nell’Arena per mettere in discussione il mio trono!”
Per diversi secondi il silenzio aleggia nel salone, tanto da essere quasi assordante, mentre il nobile che aveva parlato sembra essersi fatto tanto piccolo da essere scomparso. Dopo qualche istante, Re Bhelen fa un cenno verso Livon, che riprende la sua arringa.
“Nobili Capifamiglia dell’Assemblea… Io capisco la vostra reticenza alla mia richiesta. Gothar era un senzacasta e, senza alcun dubbio, uno che aveva fatto molti errori nella sua vita. Ma era anche un nano coraggioso, valoroso e, nonostante tutto, onorevole. Conoscete tutti molto bene le mie origini. Eppure, questo non mi ha impedito di essere qui, di venire da voi nominato Campione Vivente, non mi ha impedito di diventare un portavoce degli Antenati ed un Campione della Pietra. Ho conosciuto personalmente Gothar e si, aveva indubbiamente dei trascorsi con il Carta. E si, indubbiamente è morto ben lontano dalla sua casa, in superficie. Ma è morto con onore, combattendo contro un nemico terribile, combattendo a testa alta per un ideale e per uno scopo che noi tutti onoriamo. E siamo onesti: quanti nani, indubbiamente peggiori di lui, hanno trovato redenzione sacrificandosi alla Legione, accettando di porgere la propria vita per il bene del loro popolo? In cosa il sacrificio di Gothar è stato diverso? Possiamo davvero dire che i tanti criminali che hanno trovato redenzione tramite la Legione fossero migliori di lui? In quanto Campione Vivente, io non ho alcun dubbio che se Gothar si riunisse alla Pietra, non la indebolirebbe, ma che anzi essa riconoscerebbe il suo onore e il suo valore, permettendogli di sedere fra gli antenati. Vi chiedo di valutare attentamente la mia richiesta, nobili capifamiglia. Non è qualcosa che vi porto a cuor leggero, ma è qualcosa in cui credo fermamente.”
Al termine dell’arringa del nano, un vociare comincia a dilagare all’interno dell’assemblea, sebbene ancora piuttosto sommesso.

[…]

Qualche ora dopo, nella sala privata del Re, Livon entra strofinandosi il volto.
“Hai rischiato grosso. Lo sai, vero?” Commenta Bhelen, versando della birra in due grossi boccali. Il Campione annuisce, lasciandosi cadere sulla sedia accanto al cognato “Lo so bene, ma era una questione d’onore. E ti ringrazio per avermi appoggiato.”
“Mi fido di te, lo sai. Ma spero che tu sappia che quello che hai fatto, non è qualcosa che potrai rifare facilmente. Non essendo tu a proporlo, quantomeno.”
“Lo so bene.” Commenta Livon, afferrando uno dei due boccali “Ma ora Gothar è un nano di casta. Potrà tornare alla Pietra come merita. Per me va bene così.”
“Sei sempre un idiota troppo corretto e troppo sentimentale.”
“Gli antenati mi fulminino il giorno in cui anche tu lo diventerai.”
I due sogghignano; quindi, Bhelen alza il suo boccale “Alla Spedizione. Che possa continuare ad essere vittoriosa verso il suo scopo.”
“Alla Spedizione.” Ed i due boccali cozzano rumorosamente, mentre il liquido ambrato al loro interno si mischia per il colpo.
9:42 Era del Drago, sul finire dell’estate, Accampamento della Spedizione, zona di Orzammar, Nella tenda di Lord Garagrim Makaisson
In una tenda della spedizione, il Nobile Garagrim Makaisson leggeva e rispondeva alle lettere che giacevano accumulate sul suo scrittoio. Una fra tutte, però, catturò la sua attenzione. Era una lettera semplice, con carta e pergamena molto economici. Il nobile nano la prese e la lesse, e nessuna emozione sembrò trasparire dal suo viso. Si limitò a cercare un foglio di pergamena dalla risma, per poi iniziare a scrivere.
“Amico mio, mi addolora scrivervi in questa situazione, ma la delusione attanaglia la mia mente…”
9:42 Era del Drago, 18° Giorno Parvulis, Accampamento della Spedizione, Anderfel
Un piccolo gruppo di carri con la scorta si avvicina all’ingresso dell’accampamento presidiato.
“Fermi, identificatevi” la guardia esce e si para davanti al mulo di testa della piccola carovana.
Da uno dei carri esce un uomo di media statura con una giacca sgargiante e una vistosa benda sull’occhio con un plico di fogli in mano: “Scusate, siamo la compagnia mercantile della Maschera di Ferro” ma mentre si avvicina un’improvvisa folata di vento gli fa volare la maggior parte dei fogli e tra le risate soffocate delle guardie, che non accennano ad aiutarlo, il giovane si trova costretto a rincorrere i fogli per la piana. Una volta raccolti, con il fiatone si avvicina alle guardie “uff, uff, ecco a voi la documentazione…”
La guardia più anziana li prende e li ispeziona “Bene, cosa trasportate? “avvicinandosi e scoprendo uno dei carri, rivelando vasi, bottiglie, pelli e persino armi. La guardia si gira guardando il volto del rappresentante.
“Non lo vede? Trasporto pietre.” Risponde questo, sorridente.
Tra lo stupore generale la guardia si mette a ridere “Buona questa, potete passare”. Mentre i carri si rimettono in marcia, si gira verso l’uomo che ancora sorride e mettendogli una mano sulla spalla “Sei simpatico sai, vieni con me ti faccio vedere cosa succede ai tipi simpatici” e dicendo questo trascina il rappresentante dietro una fila di tende.
9:42 Era del Drago, 19° giorno di Parvulis, accampamento della Spedizione, alba
Mentre la Spedizione smonta l’accampamento, preparandosi a riprendere la marcia, un gruppetto di individui se ne sta davanti ad un muro, dove una grossa L è stata tracciata con il sangue e davanti ad essa due teste umane impalate.
“Oddio…”
“Sono stati…”
“Sorprendentemente violenti…?”
“Già.”
“Temo che al Conte questo non piacerà…”
9:42 Era Del Drago, 19° Giorno di Parvulis, zona rocciosa nelle Anderfel
“Dov’è andato, il sergente ci ammazza se ce lo siamo fatto scappare. Ehi mi senti, hai capito?” il giovane soldato si gira osservando solo la fitta rete di rocce del canyon. “Ma dove è andato, tre mesi di addestramento e mi ritrovo nelle Anderfel, chi me la fatto fare…” continuando a cercare il compagno nota un pezzo di stoffa bianco dietro un cespuglio “Ti sembra il momento di fare le tue cose?” Avvicinandosi la giovane recluta trova il corpo del suo commilitone con il cranio fracassato, ma non fa in tempo a proferire parola che due mani gli si chiudono attorno al collo e lo sollevano di peso. Sorpreso e spaventato il giovane lascia cadere la spada e cerca in tutti i modi di fuggire da quella presa. Inutilmente. In quella zona del bosco si sentiva solo il gorgogliare affannoso del giovane fino ad un sordo e netto “CRACK”. La strana figura sembra per un momento fermarsi come se stesse ascoltando i dintorni “Stupidi, inseguire me qui. Ho perso troppo tempo e le tracce ora sono confuse e fredde.” con sdegno lascia i corpi alle bestie del deserto, scomparendo nell’ombra.
9:42 Era del Drago, 20° giorno di Parvulis, Città di Antiva, Zona del Porto
Il fetore nell’aria era nauseabondo, e più di una persona sui moli stava vomitando. Chi in un vicolo, chi dai pontili, ma tutta la popolazione nella zona soffriva per l’odore mortale, che solo il vento sembrava spazzare via di tanto in tanto. Tre figure, in piedi alla base del faro, sembravano imperturbabili di fronte alla macabra scena. L’acqua della laguna brillava rossa, innaturale, emanando l’inconfondibile odore del sangue. Una delle tre figure, un uomo, si chinò di lato verso una donna in abiti clericali.
“E così…siamo arrivati a questo…”
“Avevate dubbi?” rispose “La rottura dei patti ci ha portati a soluzioni estreme, e quelle dannate lettere hanno rintuzzato la fiamma dell’odio.”
Intanto, la terza figura, un templare, si divincolava ai suoi piedi, mentre un sottile filo gli si stringeva attorno al collo, tagliandogli la pelle e strangolandolo lentamente.
“Venerata Madre, sarete però d’accordo che agendo così abbiamo comunque ridotto le perdite al minimo, preservando l’integrità del…”
Non finì, interrotto dal suono di un collo che si spezzava, mentre il filo si ritraeva fra le maniche della donna e il templare si accasciava morto.
“Perdonate Quinto, temo di non avervi sentito…mi fareste la cortesia di gettare anche questo corpo?”
Chiese la donna. Il Quinto Talon sorrise, e con un piede spinse il cadavere del templare oltre il limite della banchina, dandolo in pasto ai flutti.
“Non trovate che sia meraviglioso?”
“Cosa, Venerata Madre?”
La donna indicò la laguna.
“Non un corpo in vista…ah, le meraviglie delle armature d’acciaio.”
9:42 Era del Drago, 29° giorno di Parvulis, Spedizione in marcia
“Minchia Johnny!”
“Che c’è Jack?”
“Hai sentito del veggente?”
“Veggente? Ti sei fatto intortare ancora dalle cazzate di Al…?
“No Johnny te lo giuro! Ero lì l’altra sera, a bermi la mia pinta al Drago Ubriaco, minchia Johnny quanto è buona la birra di Bort…!”
“Jack non ti distrarre!”
“Ah sì, dicevo, e ho sentito parlare di questo veggente itinerante che si è fatto vedere da queste parti! E Al dice di aver sentito che ha letto il futuro ad un re o una reggina! Un re o una reggina, johnny!”
“Ma sarà un altro ciarlatano come ce ne sono tanti. E Al ti avrà preso per il culo come al solito.”
“No Johnny ti dico che è molto considerato dalla nobiltà, ne sono sicuro!”
9:42 Era del Drago, 30° giorno di Parvulis, in una casupola nel bosco, Anderfel, tramonto
Un calderone bolle, boccette e vasi adornano le pareti contenenti liquidi di vario colore, dalle travi del soffitto pendono mazzi di erbe essiccate e animali. Da un lato rovistando tra i libri di una vecchia e maltenuta libreria una figura con lunghi e spinosi capelli grigi è intenta a cercare furiosamente qualcosa. “Ma dov’è, dove l’ho messo. Era qui! Maledetti quei giovinastri che mi hanno distratta per tutto il giorno!” Sposta una pila di libri che cade sollevando una nuvola di polvere.
9:42 Era del Drago, 29° giorno di Parvulis, in un accampamento al limitare di una zona boschiva, Anderfel
“È permesso?”
“Vieni pure.”
Il soldato entra nella tenda, ritrovandosi davanti il suo superiore che osserva una mappa con raffigurato un bosco, un’ampia radura al centro della quale vi è una struttura in muratura, ed una strada ben battuta che arriva alla struttura e passa poi oltre. Quando il soldato entra, il comandante alza gli occhi verso di lui, non dice niente, attendendo che l’altro parli per primo.
“Sono pronte le vostre armature, signore.”
“Molto bene, appena in tempo. Entrambe?”
“Sissignore. Theo si scusa per il ritardo nella produzione ma questo nuovo materiale si è rivelato… Complesso. Non fosse stato più stabile del precedente, la sua richiesta sarebbe stata impossibile.”
“Nessun problema. Falle portare qui il prima possibile.”
“Sissignore!”
9:42 Era del Drago, 30° giorno di Parvulis, in un accampamento al limitare di una zona boschiva, Anderfel
I due individui stanno all’interno della tenda, osservando le varie immagini inserite in quelli che sembrano in tutto e per tutto dei manifesti da ricercato.
“Quindi sono… questi?”
“Sembrerebbe di sì.”
“Caspita ma sono davvero tanti. E… non esattamente del solito tipo. Beh, non tutti almeno.”
“Già ma il comandante è sicuro. Dice che tutti sono strategici, in un modo o nell’altro.”
“E va bene. Facciamone fare qualche copia e facciamoli girare allora. Ah, e fai avere le chiavi dei registri ai comandanti.”
“Ricevuto!”

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