| 9:40 Era del Drago, 1° giorno di Nubulis (3° mese), Accampamento della Spedizione, Ospedale della Spedizione | |
| “Dottor Hetzer, ne arrivano altri!” “Dannazione, fatemi spazio sul pavimento e procuratemi degli scudi a torre o delle barelle! Non abbiamo più letti, ma non li faremo stendere di certo sul pavimento.” Il cerusico si gratta il mento preoccupato mentre il suo sguardo va ai suoi colleghi, dai più inesperti ai veterani, impegnati ogni secondo nel cercare di dare a quei valorosi soldati tutto l’aiuto possibile. “Ah, dannazione, odio quella strega! Wilhelm, Fergus! Andate all’Obitorio, ci servono dei posti. E fermatevi a prendere altri rifornimenti nel magazzino, stiamo finendo bende e stracci.” “Non siamo più utili qui?” Accenna Fergus. “Sì, ma Tyrenus e Asclepio si stanno occupando di quei fanti e sembra che ne avranno ancora per molto, Enelye sta già pulendo le ferite di quegli esploratori e Sive mi serve perché abbiamo delle fratture da rimettere in asse, quindi correre, correre!” |
| 9:40 Era del Drago, 1° giorno di Nubulis (3° mese), Accampamento della Spedizione, tenda obitorio, poco dopo | |
| “Vi ho già detto che non potete metterli qui, sto iniziando ad innervosirmi!” “Lo sappiamo, Dottoressa, ma Sigmund continua ad insistere… Non abbiamo posto nei locali adibiti all’Ospedale…” “E vi sembra che questo sia il luogo adatto per ospitare dei feriti, anche se lievi?” La donna indica i cadaveri sparsi per il pavimento. “Sto già ospitando gli ottimi risultati del vostro lavoro, volete darmene altro?” “Ma…” “Nessun MA Wilhelm, nessun MA. E non provare a fiatare nemmeno tu, ho visto il tuo sguardo Fergus.” Helianor sospira pesantemente prima di sedersi sull’unica panca libera del locale. “So che non è colpa vostra, so che non è colpa di Sigmund, ma qui non c’è spazio.” “Sì, ma allora dove li mettiamo?” Un sospiro rompe il pesante silenzio. “Ara‘El, sono certa che dei prestanti guerrieri saranno felici di spostare i caduti su una pira il più in fretta possibile: occupati della cosa e mandameli qui il prima possibile. Silus, sbrigati a chiudere quello sul tavolo di destra, avrai tempo per esercitarti sulle suture estetiche un’atra volta. Sohel, riorganizza e sistema l’angolo degli strumenti così vi mostro come potete impiegare gli attrezzi da anatomista anche per dare una mano ai cerusici. Forza voi altri! Che aspettate?” Lo sguardo vispo si posa sui cerusici, in piedi all’ingresso. “Aiutatemi! Qui bisogna pulire tutto se vogliamo evitare che gli ospiti eccezionali dell’obitorio muoiano… però non troppo bene, se poi li salvo tutti Sigmund si offende perché gli rubo il lavoro.” |
| Una pagina di diario | |
| E così, in una notte senza stelle, la Guerra è calata su di noi, inesorabile e straordinariamente implacabile. L’ho rivista dopo anni ed essa si è manifestata con la stessa violenza che è stata vivida e presente nella mia memoria, come uno spettacolo tanto macabro quanto eroico: i soldati si ammassano sulla breccia urlando e imprecando, in un tentativo di darsi coraggio o forse per spaventare il nemico; ma la verità è che non lo sanno nemmeno loro, o cuori il cui ardore non è bastevole per la vittoria senza il sangue della spada. C’è stata una guerra e noi l’abbiamo combattuta e qualcuno prima o poi si porrà la domanda più terrificante di tutte quando si riguarda alla storia passata. Perché? Le risposte sono già state date più e più volte; in verità non esiste una nuova risposta, da qualche parte qualche generale o qualche Re ha già detto le parole che si affollano nelle menti dei nostri comandanti: “È stata una guerra giusta” oppure “Dovevamo liberare questa gente dall’oppressione”. È buffo come questa frase verrà detta da persone che vivono in alcune delle nazioni più opprimenti e ingiuste di questo nostro povero mondo. Cosa possono insegnare a queste persone in merito alla libertà regni come l’Orlais, il Tevinter o Antiva, paesi che fanno del bieco e scellerato sfruttamento degli altri la propria unica metodologia di sopravvivenza. Ad una città che ha conosciuto il terribile e soffocante peso della schiavitù, vorranno forse insegnare come indossare più propriamente il giogo? Oramai la vita di queste persone è stata distrutta, non resta che cercare di ricomporre i frammenti e permettere loro una vita in pace. Il mio precettore un giorno mi disse: “Le guerre devono essere combattute per questo motivo, per poter vivere in pace senza oltraggio. Ottenuta però la vittoria, devono essere sempre salvati coloro che in guerra non furono né crudeli né disumani. I nostri antenati infatti non solo furono rispettosi con i popoli con cui dovevano trattare la pace, ma decisero anche di concedere il diritto di cittadinanza ad alcuni di quelli. Invece distrussero dalle fondamenta di paesi ribelli affinché non avessero mai più la possibilità di scatenare una nuova guerra. Se faremo così, avremo un Imperium migliore e più stabile.” Non potei che trovarmi ad obiettare che anche gli schiavi che i nostri condottieri riconducevano nelle nostre città erano legalmente dei cittadini. Ricordo che sorrise, annui amaramente e concluse poco dopo che il punto era proprio quello. Ora mi devo coricare poiché le ferite mi tormentano, ma non posso che temere per quello che accadrà d’ora in avanti. Aureliano Seneca, excogitator in exilium |
| 9:40 Era del Drago, 1° giorno di Nubulis (3° mese), Accampamento della Spedizione, tenda comando | |
| “Quindi, la situazione?” “Abbiamo già perso una gran parte dei feriti che ci aspettavamo di recuperare e altri si sono aggravati. Secondo Hetzer e la Mariller si tratta dello stretto contatto con i non morti, hanno causato infezioni e malattie fra i soldati, le ferite stentano a recuperare.” “Maledizione… Magister, la nostra guida?” “Judith vede sempre la luce, più o meno in direzione est di Nordbotten, ma è difficile giudicare con precisione.” Il silenzio cala nella tenda dove le alte cariche della Spedizione stanno riflettendo sul da farsi. È Elissa Cousland a spezzare il silenzio. “Non possiamo proseguire così. Il nostro esercito già esiguo è decimato. Abbiamo bisogno di ritirarci in un posto sicuro e rimetterci in sesto.” “Concordo con la regina del Ferelden” annuisce il Cardinale “avanzando ora se venissimo attaccati rischieremmo troppo di venire annientati e stiamo andando verso l’ignoto.” “Il problema è che il posto più vicino sicuro è ritornare a Weisshertz.” “E allora torneremo indietro. Proseguire in queste condizioni sarebbe effettivamente un suicidio.” “Ma possiamo permetterci di aspettare…? Questa Spedizione si sta rivelando molto più lunga del previsto… Dobbiamo inseguire dei… Macchinari runici…? Chissà dove in giro per le Anderfel e intanto chissà in che stato è Weisshaupt.” “Con tutto il rispetto, ma sono convinto che i Custodi Grigi sappiano il fatto loro.” Sbuffa Anaximander Magnus “Durante il secondo flagello Zazikel e le sue infinite orde di Prole Oscura assediarono Weisshaupt per vent’anni senza successo. Certo avevano i grifoni dalla loro per assicurarsi rifornimenti aerei ed erano sicuramente di più di come sono oggi, ma si sta parlando di 900 anni fa e ora non vi è un arcidemone a minacciarli. Sono certo che i nostri regni preferirebbero vederci andare cauti e che Weisshaupt, qualsiasi sia la sua situazione, possa resistere un paio di mesi in più, piuttosto che rischiare di vedere questa Spedizione annientata e doverne finanziare una seconda, cosa che oltretutto richiederebbe molto più tempo.” La maggior parte delle teste annuiscono, così Lord Maximilian annuisce a sua volta “E sia, torneremo a Weisshertz a leccarci le ferite. Facciamo inviare un corvo per avvertire del nostro ritorno, ma senza eccessivi particolari.” |
| 9:40 Era del Drago, 26° giorno di Nubulis (3° mese), Avamposto di Weisshertz | |
| Le truppe della Spedizione, compresi gli uomini e le donne dell’Avanguardia, varcano stancamente i confini dell’avamposto che avevano tanto faticosamente e con tanti sacrifici conquistato solo pochi mesi prima, distrutti dalla marcia forzata di un mese per portare il più presto possibile i feriti dove sarebbe stato possibile dar loro migliori cure e dove, forse, se ne sarebbe salvato qualcuno in più. “Bentornati. Dai volti che vedo mi sembra che la battaglia di Nordbotten non sia andata bene come ci è giunta voce…” “Buona sera Decano… La battaglia è stata vinta, Nordbotten è libera e abbiamo un nemico in meno di cui preoccuparci… Ma non avremmo mai immaginato ad un prezzo del genere…” “Beh ora non preoccupatevene, abbiamo fatto preparare alloggi per tutti, in muratura per i nobili e tende per gli altri, avete decisamente bisogno di riprendervi.” |
| 9:40 Era del Drago, 15° giorno di Eluviesta (4° mese), Avamposto di Weisshertz, Taverna del Drago Ubriaco | |
| “Certo che è strano, dopo tutto questo tempo a viaggiare, è strano rimanere fermi per così tanto.” “E probabilmente lo sarà ancora per un bel po’…” “È così brutta la situazione?” “Alcuni feriti e malati iniziano a riprendersi, ma la situazione non è facile, rimarremo qui ancora almeno un mese. I dottori dicono che se andrà bene potremo ripartire per metà ferventis.” “Per Andraste… Beh almeno avrete un sacco di tempo libero.” “Ah! Tu dici? Siamo stati messi tutti al lavoro, perfino quelli dell’Avanguardia. Bisogna comunque guadagnarsi lo stipendio no? Chi fa da guardia al perimetro, chi va a caccia, chi batte i dintorni per liberarli da prole oscura o per recuperare risorse utili, chi a costruire… La cosa buona è di sicuro che con tutte queste braccia in più l’avamposto sta venendo su più veloce che mai!” |
