Dicerie post-live: Acciaio Cremisi

9:45 Era del Drago, 26° giorno di Eluviesta, Perendale, Nevarra

“Strano che non si veda più…”
“È da giorni che non si vede più il lattaio. Quello con la giacca rattoppata e il cane mezzo cieco. Passava sempre all’alba, lo sentivi arrivare dal rumore del carretto. Un cigolio lungo, come un lamento. Poi bussava piano alle porte e lasciava le bottiglie.
L’ultima volta l’hanno visto partire con un pacco sotto il braccio. Qualcuno gli aveva chiesto una consegna. Lui prendeva ogni lavoretto che poteva. Era povero, ma dignitoso. Non chiedeva mai niente. Se gli lasciavi qualche moneta in più, ti faceva un sorriso così grande che ti veniva da vergognarti.
E ora… sparito. La porta è chiusa. Le bottiglie non sono mai state ritirate. Il cane, invece, c’è ancora. È lì. Ogni sera si mette davanti alla porta, quella con le assi storte e i gerani secchi sul davanzale. Sta fermo. Aspetta. Passa gente, piove, fa freddo… lui resta lì. Come se da un momento all’altro potesse vederlo tornare, con il passo lento e la cesta vuota.
Forse tornerà, magari è solo andato lontano. Ma è strano, sapete? Lui non mancava mai. Neanche con la febbre. Neanche con la neve.
Io dico che qualcosa dev’essere andato storto. Ma non lo sapremo mai. E intanto, quel cane aspetta.”

9:45 Era del Drago, 24° giorno di Eluviesta, Colle Terminus, Impero Tevinter, sera

A seguito dello scontro con l’esercito della Spedizione, ciò che rimaneva dell’armata templare andò in rotta.
Dopo la sconfitta del battaglione di Asmodeus da una carica della fanteria fereldiana, alcuni battaglioni templari si lanciarono all’assalto in modo scoordinato verso la cavalleria orlesiana e altre unità della Spedizione, arroccate appena oltre il fiume che scorreva accanto a Forte Terminus.
Dopo una disastrosa ultima carica, un’unità templare batté in ritirata, ma questo provocò un crollo nel loro morale e una conseguente fuga in preda al panico. Come risultato, uno dopo l’altro le unità templare cominciarono a venire assalite dal panico e, in pochissime ore, l’intero esercito templare si sciolse gettandosi in una ritirata scomposta. Molti vennero intercettati e cacciati dai soldati della Spedizione che non erano occupati a contrastare i pochi che resistettero fino all’ultimo istante.
Ma, appena più a nord di Colle Terminus, ben prima del fiume, un esercito con le insegne dell’Impero Tevinter era in attesa.
Lieti di potersi prendere una buona fetta della gloria con nessuno sforzo, non dovettero fare altro che intercettare i templari che stavano fuggendo in territorio imperiale.
Ben pochi ne sopravvissero.
I più fortunati, che avevano deciso (ed erano riusciti) a fuggire verso sud, sarebbero andati ad ingrossare le fila di un altro comandante caduto, che serviva sotto un altro Magister Siderale, in una diversa guerra.

9:45 Era del Drago, 30° giorno di Eluviesta, Weissherz, Quartiere Tevinter, mattina

“Padron Atrocitus? Tutto bene?”
Lo schiavo bussò di nuovo alla porta del suo padrone, sorpreso di non averlo ancora sentito quella mattina.
“Padrone? Le chiedo scusa, mi permetto di entrare, va tutto…?”
Aprendo la porta s’interruppe.
All’interno la stanza era un orrendo scempio di carne e sangue.
Il corpo di Atrocitus e delle sue guardie personali erano al centro della stanza, o almeno lo erano i pezzi principali, mentre le parti restanti erano in giro per l’ampio salotto, i cui mobili erano stati distrutti, ribaltati e spostati agli angoli per fare spazio al centro, dove cerchi e diagrammi erano stati tracciati con litri e litri di sangue per l’intera stanza, ora completamente secco ed annerito.
L’aria, colma del tanfo ferroso del sangue e della morte, era ancora vibrante per ciò che era successo durante la notte.
Lo schiavo, dopo essere rimasto impietrito ad osservare la scena per diversi secondi, sbiancò e perse i sensi.
Solo qualche ora dopo sarebbe stata confermata la morte del Laetans Atrocitus e delle sue 6 guardie del corpo.

9:45 Era del Drago, 30° giorno di Eluviesta, Accampamento dell’Avanguardia di ritorno a Weissherz, sera tardi

Il mago era seduto a terra, dopo aver finito di preparare il rituale davanti a sé. Stappò la boccetta di Lyrium Puro, per farsi aiutare dai vapori sebbene non dovesse entrare lui stesso nell’Oblio, e cominciò a cantilenare la formula.
Nel giro di pochi secondi, una figura incappucciata gli era apparsa davanti, gli occhi rossi semi-nascosti dietro a degli occhiali dalle lenti dello stesso colore, che sembravano brillare inquietantemente alla luce della luna, il mantello strappato e stropicciato, sul volto un ghigno da cui spuntavano dei denti aguzzi. E, pendente da una mano, l’immancabile inquietante bambola di pezza appesa ad un filo.
“Sai… c’erano modi più semplici di chiamarmi. Ho ancora un socio nell’Avanguardia.”
Valoran alzò lo sguardo su di lui e fece spallucce.
“Buono a sapersi.”
“Per quale motivo mi hai chiamato? Cosa posso fare per te?”
“Ho una domanda, mi serve sapere quanto in là si può spingere il tuo potere in… uno specifico ambito.”
“Interessante. Ti ascolto.”

9:45 Era del Drago, primi giorni di Molioris, Weissherz

Erano i primi giorni di Molioris, appena in tempo per la festa di inizio estate, quando l’Avanguardia e l’esercito della Spedizione rientrarono in trionfo a Weissherz.
Era stata organizzata un’accoglienza degna della vittoria ottenuta e i membri dell’avanguardia, assieme ai condottieri dell’esercito, sfilarono chi a piedi e chi a cavallo, entrando per primi nella cittadina in festa.
Striscioni, festoni e musica erano pronti a dar loro il bentornato e la popolazione esplose di esultanze al loro ingresso. I membri del Concilio Superiore e del Concilio Nobiliare per primi, tutti a cavallo, e dietro tutti gli altri, divisi per le delegazioni che componevano la Spedizione, stavolta con anche l’aggiunta di Antiva.
L’intera giornata sarebbe stata dedicata ai festeggiamenti per la vittoria e per i vittoriosi, mentre i giorni seguenti sarebbero stati dedicati al lutto per i moltissimi caduti.
“Ma c’era davvero bisogno di tutto questo? Sembriamo quasi una parata orlesiana…” venne da una conversazione fra qualcuno dell’Avanguardia mentre avanzavano attraverso l’ingresso di Weissherz.
“A volte festeggiare è necessario. Il morale è importante ed abbiamo avuto una vittoria fenomenale. Non sappiamo quanti altri momenti così avremo. È importante farne tesoro e sono momenti di unione.”
Lumiere avrebbe avuto tempo l’indomani di incidere tre nuovi nomi sul palo al centro della Taverna del Drago Ubriaco. Ma non oggi. Oggi sarebbe stato per i festeggiamenti.

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