Dicerie post-live: All’ombra della forca

9:41 Era del Drago, 17° giorno di Solis, da qualche parte nelle foreste di Nevarra
La tempesta si fa sempre più violenta, le cime degli alberi vengono scosse dal vento come se un gigante impazzito ci stesse giocando, fulmini si rincorrono in una gara folle, la pioggia cade così fitta da creare una coltre quasi impenetrabile. In questo momento due incauti viaggiatori, diretti alla città di Nevarra si rendono conto di non avere molta scelta.
“Benedikt, dobbiamo trovare un riparo il più presto possibile oppure finiremo male! Che tu sia dannato, ti avevo avvertito che una tempesta era in arrivo…!”
“Karlheinz, hai ragione sono stato uno stolto. Ma la fretta di arrivare a Nevarra è troppa. I nostri affari avrebbero risentito troppo di un ritardo ancora maggiore. Aspetta amico mio, forse siamo salvi. Guarda da quella parte, c’è una luce. Forse è la baita di un boscaiolo o di un guardacaccia!”
I due viaggiatori si affrettano verso la fonte di luce, ed effettivamente si ritrovano in uno spiazzo antistante una grande baita. Dalla porta aperta filtra della luce.
“Karlheinz, sia lodata Andraste, siamo salvi! Dai, andiamo a chiedere ospitalità per la notte!” esclama felice il più giovane dei due viaggiatori.
“Benedikt, rallenta. C’è qualcosa di strano in questo posto. Vedi? Qui non piove, e non c’è… non c’è nessun rumore… Nulla proviene dalla baita, nulla dalla foresta. Non ci sono animali… Andiamocene, preferisco affrontare la tempesta che rimanere qui.” Le sue parole non fanno in tempo a raggiungere Benedikt.
Il giovane è già sulla porta. La scena che gli si para davanti agli occhi non la dimenticherà mai più: la porta conduce ad un ampio salone dominato sulla sinistra da un grande camino. Sopra il camino conficcate nelle corna di un grande cervo ci sono due teste ancora grondanti sangue: la testa di una dalish, e la testa di una bambina che avrà due o tre anni al massimo. Le espressioni di quelle teste rappresentano il più profondo terrore, una paura che solo la visione della cosa più terrificante che possa esistere evoca. Ma non è tutto.
Alla base delle scale che portano al piano superiore c’è il corpo della bambina. Un corpo letteralmente strappato a metà e gettato con noncuranza a terra.
Nel centro del salone, scritto con le membra spezzate della Dalish e con le sue interiora risalta una scritta: ORA SONO LIBERO.
La vista della scena e l’odore di morte sono troppo per Benedikt che si piega a metà e vomita.
Appena riprende fiato, si gira e urla: “Karlheinz, via, corriamo via… e avvisiamo i Cacciatori.”
9:41 Era del Drago, un giorno di primavera, tarda sera, campagne ad est di Vol Dorma, Impero Tevinter
Il qunari scarlatto, pulendosi il viso dagli schizzi di sangue, rinfoderò il suo coltello e ripose i trofei dentro una sacca. Alzandosi notò un movimento tra il pagliericcio della stalla, facendo un gesto per attirare l’attenzione di altri suoi simili nelle vicinanze.
Si avvicinò a quella strana porta nascosta dal pagliericcio, mentre gli altri rimasero pochi passi dietro di lui su sua indicazione. E la prima cosa che sbucò, fu il volto terrorizzato di un umano.
“La prego, la prego!! Risparmi i miei figli, prendete ciò che volete ma non massacrate anche loro, prendere me piuttosto! Solo me!”
“La Misericordia chiedetela al vostro Creatore. Avete ucciso, rapito e venduto qunari di qualsiasi età e genere, io non mostro misericordia o pietà a nessun uomo, donna o bambino dell’Imperium… non mostro pietà a chi ci vede solo come schiavi!”
“No! Nooo aspe… ARGH!”
“Guerrieri!! Adesso sul vessillo del drago non ci sarà solo il colore verde e nero ma ci sarà il ROSSO!
Il drago inizierà a sanguinare! I loro avi hanno messo sul loro stemma un drago?! Facciamolo vedere che cosa è davvero un drago!”
9:41 Era del Drago, 17° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, sera
“Oh, eccoti! Allora, il diario?”
“… Intendi il registro?”
“Registro, diario, quello stramaledetto libro! Ce l’hai tolto dai piedi?”
“Sì, ora è in mani sicure. Adesso aspettiamo che le acque si calmino.”
“Ottimo, non ne potevo più.”
9:41 Era del Drago, 17° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Quartiere del Mercato, sera
“Junaaaaaa! …JUNAAAAAA!”
Solo il silenzio risponde al richiamo del nano.
“Dove diavolo è quella giovinastra scansafati… JUNAAAAA?!”
“Uhm… Signor Vasca, tutto bene?”
“Dove diavolo è Juna?!”
“Aveva da fare, starà via qualche giorno, vi aveva lasciato una lettera per avvisarla sulla scrivania.”
Sbraiti, imprecazioni e bestemmie diventano subito ben udibili anche attraverso le pareti in muratura, dopo qualche minuto si calmano diventando bordbottii.
“Va beh, finché non torna farai tu il suo ruolo allora. Ho degli aspiranti, ci sono cose da organizzare.”
“Ma signore veramente io…”
“STAI ZITTO! E ADESSO PRENDI INCHIOSTRO E PERGAMENA E SCRIVI!”
9:41 Era del Drago, 17° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Quartiere del Ferelden, sera
La figura ammantata si lascia cadere stancamente sulla sedia, sganciandosi la maschera con un leggero suono metallico ed appoggiandola sul tavolo, abbassandosi il cappuccio.
“Preoccupato? Ormai la loro scelta l’hanno fatta.”
“Già.”
Senza dire niente, la seconda persona si avvicina posando sul tavolo due bicchieri, stappando una bottiglia di uno dei migliori idromele del Thedas e versandone una abbondante dose in entrambi i bicchieri.
“Pensi abbia esagerato…?”
“Non direi, no. Io penso avrei fatto peggio.”
I due sogghignano, battendo assieme i bicchieri e bevendo, lasciando scorrere altro silenzio.
“Hai paura che violeranno l’accordo, vero?”
“Che qualcuno ci proverà e se lo lasceranno sfuggire. E se dovesse succedere…”
“Verranno, si. Non ho alcun dubbio che darà fondo alla minaccia.”
“… E non avrebbero nessuno scampo.”
9:41 Era del Drago, 18° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, quartiere della Chiesa
“Non ti ho mai visto così pensieroso, fratello. C’è qualcosa che ti turba?”
“No, ma… prima di accettare la chiamata del Chiesa e andare via volevo salutare una persona… ma non l’ho trovata. E non credo ci sarà una seconda occasione.”
9:41 Era del Drago, 18° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Quartiere del Ferelden, sera tardi
“Korghat, alla fine è la soluzione migliore, pensaci bene.”
“Kevin… ho accettato questo compromesso solo perché servo il Ferelden e Maximilian proprio come te.”
“E allora non farti problemi.”
“Io non mi faccio problemi, ma visto che non c’è stato un cazzo di nessuno che ha ammesso la colpa, che non ha abbassato la testa, che ha tirato fuori le palle almeno una volta… ora il mio pensiero è confermato. Fanno tanto i coraggiosi ma davanti ad un problema si nascondono come dei nug del cazzo.”
Il giovane Lord si strofina il volto, ascoltando l’amico e svuotando il suo bicchiere di birra, prendendosi poi qualche lungo secondo prima di rispondere.
“Vedi Korghat, loro non sanno che al di fuori della Spedizione c’è una continua lotta, non sanno cosa facciamo per farli avanzare, non sanno cosa perdiamo ogni giorno.”
“Vedi e proprio questo che non riesco ad accettare. Mi hanno mandato uomini e donne, uno per ogni delegazione come se fossero cani… bene! Farò vedere loro cosa è davvero una battaglia. Farò vedere loro cosa è il terrore. Farò vedere loro l’odio. Così i pavidi piangeranno… e i deboli cadranno. Si credono forti? Bene! Giudicherò io se dobbiamo davvero rischiare la vita ogni giorno per questi uomini e donne, per questa Spedizione.”
“Vedranno il fronte quindi?”
“Si, Kevin.”
“È solo una scusa per andarci.”
“No.”
“Sai che servi anche qui.”
“Ogni uomo è nato per qualcosa, Kevin. Io bramo la mischia più di ogni altra cosa, la battaglia è casa mia.”
“Va bene ma la regina ti vuole qui, quindi fai quello che devi fare e poi riportali qui.”
“Riporterò chi sopravviverà.”
9:41 Era del Drago, 21° giorno di Solis, in un accampamento a poca distanza da Weisshertz, all’alba
Poco fuori dall’accampamento, un essere cornuto accoglie due umani. “Vi chiedo di rimanere qui per il momento e di non uscire da questi confini. Non fate stupidate e usate la testa quando dovete fare qualcosa… Ma soprattutto, scordatevi di rivedere le vostre famiglie, per il momento…”
Ma le sue parole vengono interrotte da un’esploratrice qunari che corre verso di loro.
“Eskel! È arrivato uno straniero! Dice che ti conosce, dice che è venuto fin qui per un -rituale guida-… Non so cosa significhi!”
Il Tal-Vashot alza un sopracciglio sorpreso per qualche istante, ma annuisce.
“Ah. È già arrivato. Tranquilla, portalo pure nella mia tenda e fai in modo che nessuno ci disturbi. Sarà una lunga, lunghissima notte.”
9:41 Era del Drago, ultimi giorni di Solis, in una tenda allestita ai limiti del bosco più vicino a Weisshertz
“Zigrin! Vecchio orso! C’è posto per un amico qui nella tua incantevole dimora?”
“Hahahha! Certo mucchietto d’ossa, accomodati pure!”
“Cosa ci fai da queste parti?”
“Sto cercando una preda, una preda molto astuta e diabolica. Mi serve il tuo aiuto, se dobbiamo portarli a caccia dobbiamo assolutamente minimizzare i rischi. Inoltre, dovrò assentarmi per delle questioni e quindi ti chiedo di controllare alcuni… luoghi che conosco.”
“Mmmh. Si ho capito. Ci vorrà un piano, attrezzi e trappole; questo è d’obbligo, lo sai. Quindi mettiamoci al lavoro come ai vecchi tempi allora. Ma ti chiederò solo una cosa in cambio.”
“Dimmi, palla di pelo.”
“Ma perché vuoi portare quel ragazzo?”
“Perché voglio ridere Zigrin, è da tanto che non lo faccio.”
9:41 Era del Drago, 19° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Tenda dei Cacciatori di Taglie
“Quindi, fatemi capire bene…voi volete mettere una taglia sulla testa di un ladro…”
“Esattamente…”
“Un ladro del quale non sapete…praticamente nulla, giusto?”
Il Fabbro alzò un sopracciglio, manifestando tutto il suo disappunto nei confronti della attuale conversazione col cacciatore di taglie.
“Ve l’ho già detto, deve essere stato un volontario della spedizione presente tra il pubblico al torneo…questo dovrebbe ridurre il campo”
“Signor Samson, si, questo riduce il campo. Ma cercate anche di capirmi. Ci saranno state almeno sessanta persone…non posso certo perquisirli uno ad uno…però metterò i miei aspiranti alla ricerca, ve lo prometto”
Samson si alzò dalla sedia, dirigendosi verso l’uscita.
“Spero per il ladro che lo troviate prima voi, Quartiermastro Weisser. Credo che la vostra concorrenza non sarà gentile come voi”
Fyodor alzo lo sguardo confuso.
“Concorrenza? Chi altro avete pagato per trovare questo ladro?”
“Ma i Corvi, ovviamente!”
9:41 Era del Drago, 20° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Quartiere della Chiesa, all’alba
Quattro cavalieri templari sono riuniti assieme nella tenda, inginocchiati in preghiera congiunta.
“Voi vi ergete fra la Legge del Creatore
e le debolezze degli uomini.
Voi vi ergete fra il popolo di Andraste
e i suoi stessi demoni.
Talvolta è meglio che uno perisca,
piuttosto che molti soffrano.”
I peccatori meritano pietà?
I malvagi meritano di essere giudicati?
Andraste perdona! Ma noi no!”
Una volta conclusa la preghiera, due dei quattro uomini si alzano e si preparano per la partenza.
Il templare con il tabarro rosso si rivolge agli altri “Fratelli, mi raccomando. Confidiamo in voi. Il Lord Cercatore Van Reeves ci vuole di ritorno per affidarci una nuova missione.”
Il fratello con il tabarro giallo gli stringe la mano. “Si rivolgeranno a lui coloro in grado di risolvere facilmente questa situazione, quindi andrà tutto per il meglio.” gli dice in tono quasi scherzoso.
“Fate il possibile per non farli smarrire dalla retta via. Che Andraste sia con voi.” dice agli altri il secondo templare in partenza.
“CHE ANDRASTE SIA CON NOI” esclamano tutti, prima di dividersi.
9:41 Era del Drago, 20° giorno di Solis, Limitare dell’Avamposto di Weisshertz, mattina presto
“È ora di andare, Fratello.”
Dice la prima figura ammantata di bianco alla seconda, che si attardava osservando il campo della spedizione da dietro la propria maschera.
“Confesso, Fratello… che non vorrei andarmene.”
“Non sta a te deciderlo.”
Ribatté immediatamente il Cavaliere, avvicinandosi.
“Sei un Templare da anni, e oramai avresti dovuto imparare a comportarti con dignità. Hanno fatto una scelta, e a mio avviso la migliore possibile. Adesso andiamo, non abbiamo tempo da perdere in capricci. Il tempo stringe.”
9:41 Era del Drago, 24° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Quartiere della Chiesa, Alloggio della Venerata Madre
“Arthur?”
“Si, Venerata Madre?”
“Invieresti questa missiva per me, gentilmente? In canale sicuro.”
“…”
“Cosa ti turba, Arthur?”
“Posso esprimermi, Venerata Madre?”
“Siamo soli, parla liberamente.”
“È la missiva che le è stata richiesta da quel nobile, immagino?”
“Corretto.”
“… È proprio sicura di volerla inviare? La sua richiesta è stata…”
“…Particolare. Si. E si, la invierò.”
“Ma la Divina…”
“Il mittente non è la Divina.”
“… Posso chiedere chi, dunque?”
“La Mano Sinistra. Valuterà lei se portarla alla Divina o meno.”
“Oh. Vado ad inviarla subito, Venerata Madre.”
“Grazie Arthur.”
9:41 Era del Drago, 25° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Piazza principale, mattina
La folla si accalcava in piazza attorno alla bacheca pubblica. C’era chi spingeva, chi spintonava, e chi da dietro prendeva il figlio sulle spalle per permettere almeno a lui di vedere. Tutta la loro attenzione era stata catturata da un unico foglio di pergamena che capeggiava al centro della tavola di legno. Ci vollero diversi minuti prima che un gruppetto di soldati del Ferelden arrivasse sulla scena cercando di disperdere la folla. Tra di loro, due sottufficiali si fecero avanti, incuriositi a loro volta.
“Caporale, che c’è scritto?”
“È un avviso di taglia, Sergente… e credo che vogliate leggerlo…”
Il sottufficiale anziano fece un passo avanti, e un’espressione sbalordita di palesò sul suo viso.
“Non sono io che voglio leggerlo, ma credo che interessi a Sua Maestà.”
Disse strappando il foglio, per poi raccogliere i suoi uomini e tornare a passo di marcia da dove erano venuti. Sulla pergamena, avrebbe poi raccontato la gente, c’erano vergate poche parole, ma il loro senso era inequivocabile.
“Ricercato Armand Jean DeRichelieu, noto come Il Cardinale, 5 monete d’oro, VIVO O MORTO.”
9:41 Era del Drago, 27° giorno di Solis, Avamposto di Weisshertz, Taverna del Drago Ubriaco, crepuscolo
Il Capitano Dal Cuervo se ne stava tranquillo, seduto su una panca a bere un bicchiere di vino come suo solito. Sfogliava pigramente delle carte nautiche e i suoi appunti, come alla ricerca di qualcosa di interessante. Neanche si accorse quando il corpulento nano fece il suo ingresso nel locale, cercandolo.
“Capitano! Capitano!”
Lo chiamò Pietro, correndo verso di lui, agitando un contenitore rotondo in cuoio.
“Pietro! Amico mio, che ci fai qui? Ci sono problemi a bordo?”
Il Nano si andò a sedere di fronte al proprio comandante, allungandogli immediatamente il contenitore.
“Tutto il contrario, Capitano! Ne abbiamo trovato un altro, ed è qui vicino!”
Il pirata mosse una mano quasi tremando, e aperto il cilindro, ne estrasse una mappa, che poté spiegare sul tavolo. Il suo occhio si illuminò quando poté finalmente seguire la linea tratteggiata che solcava la pergamena.
“Nostromo…”
“Si, Capitano?”
“Prepara gli uomini, partiamo stasera stessa!”
9:41 Era del Drago, primi giorni di Matrinalis, tra le ombre, in un palazzo
“Maestro, Vi prego di ragionare…”
“E perché dovrei mai, Luna? Permettiamo ancora che il Nostro nome venga infangato dai capricci di un infante?”
L’Assassina fece un passo avanti verso il Primo Talon, che stava scrivendo qualcosa su di una pergamena.
“Mi rendo conto che quell’individuo abbia osato mettere in discussione la parola dei Corvi, se fossimo ad Antiva non gli avreste fatto neanche la cortesia di mostrarVi a lui…lo avremmo semplicemente fatto trovare in piazza dopo il Giudizio…”
“Così non stai perorando la sua causa, Luna…mi sta solo venendo ancora più voglia di convocare la Giuria”
“Me ne rendo conto…e so che la Vostra furia è giusta…ma riflettete. Ora ci può essere più utile che mai. Vuole riguadagnarsi un posto ad Antiva? Forse potrebbe esserci di servigio per quella questione…”
Il Talon rimase in silenzio per qualche secondo, osservando la ragazza.
“Ti prego, padre…”
9:41 Era del Drago, primi giorni di Matrinalis, da qualche parte nel Thedas
“Fermi! Nel nome della Divina, ho detto fermi!”
Il gruppo di ragazzi si paralizzano, probabilmente più dalla paura di vedere tante figure corazzate circondarli, che per l’intimidazione in sé.
“Non… Non abbiamo fatto niente, per favore!”
“Gettate a terra i bastoni… Subito!”
I maghi lasciano cadere a terra quegli oggetti da cui non si separavano mai, alzando le mani in segno di resa.
“Per favore! Eravamo solo spaventati!”
“Questo lo vedremo. Incatenateli.”
Sighiozzi soffocati e sussurri spaventati iniziano a muoversi fra i giovani maghi, quando d’improvviso un urlo di terrore congela tutti.
“Ma che cosa…?”
“ATTINGO AL POTERE DEL SANGUE!”

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