Dicerie pre-live: All’ombra della forca (parte 3)

9:41 Era del Drago, mese di ferventis, da qualche parte in mare
“Dunque, fratelli e sorelle mie! Ancora una volta solchiamo una rotta famigliare, e in meno di una settimana, ci apprestiamo ad approdare ancora una volta nelle oramai famigliari terre delle Anderfel!”
Il Capitano Dal Cuervo era in piedi sulla balaustra del cassero, vicino al timone, così che tutti sulla nave potessero sentirlo.
“Abbiamo affrontato un destino infausto, fratelli miei, MA! E dico MA! Ne siamo usciti più forti, migliori! E con dei fratelli in più!”
L’equipaggio esultò all’unisono, mentre pacche e abbracci venivano distribuiti al piccolo gruppo di cinque avventurieri che presenziava al discorso del Capitano in prima fila.
“I nostri viaggi non sono finiti qui! Abbiamo altre rotte da esplorare, nuovi cieli da vedere e nuove terre da visitare! Questa è solo una pausa per riprendere le forze e ripartire ancora più agguerriti di prima! Torneremo a viaggiare, fratelli e sorelle! A voi levo il boccale per un brindisi!”
E mentre tutto l’equipaggio si univa al rumoroso brindisi del Capitano, chi con bicchieri, chi con fiaschette e chi altro con bottiglie, una voce giovane si levò fra le fila.
“Per il Capitano Dal Cuervo, URRÀ! Per la Desiderio Cremisi, URRÀ! Per i Predoni del Mare del Risveglio, URRÀ!”
E con la volontà di un solo uomo, ogni membro dell’equipaggio, nessuno escluso rispose.
“URRÀ! URRÀ! URRÀ!”
9:41 Era del Drago, 9° giorno di solis, Avamposto di Weisshertz, mattina presto
“Hey Jack…”
“Mh? Che minchia vuoi Johnny?”
“Ma hai visto cosa stanno costruendo lì…?”
“Si è da ieri che ci lavorano. Secondo te che roba è?”
“È una forca, Jack.”
“Una che…?”
“Serve per impiccarci la gente.”
“Ah…”
9:41, Era del Drago, 10° giorno di solis, da qualche parte nelle Anderfel
“Antonio, quanto manca all’avamposto?”
“Meno di una settimana, se non avremo altri intoppi, perché me lo chiedi?”
“Perché non sopporto più quel dannatissimo burocrate, non sopporto più la sua arroganza, non sopporto più i suoi modi… il Principe Mercante non ci paga abbastanza per questa merda.”
“Porta pazienza, a Weisshertz spenderemo tutto in alcolici… e divertimenti vari, se capisci quello che intendo.”
9:41 Era del Drago, 11° giorno di solis, Avamposto di Weisshertz, nella Tenda Ospedale
Il Cerusico batté con forza il pugno sul tavolo, facendo tremare le candele che illuminavano pergamene e appunti già disordinati.
“Maledizione Helianor! Se è uno dei tuoi scherzi ha smesso di essere divertente cinque minuti fa!”
L’Anatomista alzò un sopracciglio, e col suo solito sorriso rispose al collega.
“Te l’ho già detto, nessuno scherzo, ma sai, se i nostri cari templari si degnassero di fare le cose a modo, invece di portarmi oggi quasi un centinaio di certificati di decesso arretrati, forse avrei potuto essere presente, ma NO!”
Disse con tono squillando, mal celando il fastidio per la mala parata, rafforzando ulteriormente il messaggio tirando fuori da sotto al tavolo una pila di fogli.
“Ti rendi conto che ci sono corpi di quasi un mese fa ancora da bruciare? Sai cosa vuol dire? Lo sai? Si che lo sai.”
Disse, per cercare di convincerlo, mentre il cerusico fissava quasi con odio quelle scartoffie.
“Beh… un mese, oramai sono belli che andati, possono anche aspettare un giorno in più…”
“Sigmund”
Disse con tono fermo la Dottoressa, ma senza astio o aggressività.
“Lo so qual è il problema, lo so che odi le esecuzioni e che odi le constatazioni di decesso… lo so.”
Disse Helianor, mentre il Cerusico si faceva scuro in volto.
“Ma prima di tutto, non è detto che ci sarà davvero un’’esecuzione, e secondo…”
L’Anatomista fece una pausa, come per lasciare che il collega potesse prendere fiato.
“Ti assicuro che se potessi, prenderei cento volte il tuo posto.”
9:41 Era del Drago, 12° giorno di solis, Avamposto di Weisshertz, quartiere orlesiano
“Che il gioco cominci!”
“Uhhhhh… molto bene amico mio! Diciamo che finalmente potrò rivedere del colore da queste parti! Intrigante, non trovi? Ho scritto anche qualcosa… penso possa far piacere! Si! Come l’ultima volta! Cosa? No, sembravano troppo seri e allora ci ho pensato io! È strano che così lontano da casa tutti giochino! O comunque quasi… Ahimè quelli con le pulci capiscono poco! Fattelo dire… Per il loro stesso bene sarebbero stati meglio sotto il grande leone! Però… sono divertenti! Non vedo l’ora! Ora… versa da bere amico mio, devo scrivere! Hahahahaha”
9:41 Era del Drago, 14° giorno di solis, Avamposto di Weisshertz, quartiere della Chiesa
“Eccomi.”
“Bene, ora siamo tutti e quattro.”
“Immagino tu voglia parlare delle voci e i rapporti…?”
“Si. Non possiamo continuare così, non possiamo stare tutti qui. Serviamo altrove. La situazione è grave, non è lo è mai stata così tanto.”
Il silenzio cala nella stanza, mentre i quattro osservano la mappa del Thedas in silenzio, su di essa segnati i luoghi dove si trovano i Circoli e le cattedrali della Chiesa.
“Ha ragione. Non possiamo continuare così. Ed ho avuto un’idea sul da farsi.”
“Ovvero?”
“Ora vi spiego, intanto dobbiamo convocare gli aspiranti.”
9:41 Era del Drago, 15° giorno di solis, ai confini di Weisshertz
“Fermi, nel nome di…”
La voce della guardia gli si spezzò nella gola, mentre la parata di uomini vestiti di nero avanzava verso il portone della piccola città. Spade e lance brillavano alla luce del sole, così come le armature, sulle quali spiccava fiero il simbolo giallo e rosso della Chiesa Imperiale. Un uomo a cavallo, con una corona d’alloro d’argento in testa si fece avanti, mentre con estrema disciplina i fanti e i cavalieri alle sue spalle si fermavano.
“Sentinella!”
Chiamò a gran voce l’uomo incoronato.
“S.…sì?”
Rispose il soldato, gli occhi fissi sul suo interlocutore.
“Conduceteci all’accampamento dell’Imperium, e poi annunciate ai vertici il nome di colui che è giunto a portare luce in questa terra buia.”
Disse ancora il cavaliere, con l’arroganza tipica della sua nazione, mentre una seconda figura a cavallo avanzava. Un altro uomo, con una corona d’alloro dorata sul capo.
“Annunciate che il Cavaliere Comandante Furio Ultimo Valerio, dei Templari Imperiali, è giunto a Weisshertz!”
9:41 Era del Drago, 16° giorno di solis, Avamposto di Weisshertz, quartiere della Chiesa, mattina presto
Una ampia carrozza entra nel quartiere, fermandosi nella piazzetta centrale. Subito il cocchiere scende, andando alla porticina ed aprendola e, un attimo dopo, uno statuario templare fuoriesce, fissandosi uno scudo dietro la schiena e poggiando a terra l’estremità inferiore di una grossa ascia, guardandosi attorno con attenzione. Mentre un Fratello della Chiesa si avvicina, il templare si volta, porgendo una mano su cui va a posarsi una piccola mano femminile, usando l’aiuto del templare per scendere i gradini della carrozza.
“Venerata Madre Tavién! Benvenuta a Weisshertz!”
Si affretta a salutare il messo, con un inchino verso la donna, che risponde con un cenno del capo.
“Buongiorno fratello, grazie per l’accoglienza.”
Commenta, osservando altri templari giunti per darle il benvenuto, fermi qualche metro più in là.
“Vorrà sicuramente riposarsi e farsi un bagno Venerata Madre, la accompagno al suo alloggio…”
“No, ti ringrazio. Ho del lavoro da fare e non voglio perdere tempo. Fai pure portare i miei bagagli al mio alloggio, li raggiungerò più tardi. Arthur, mi accompagneresti?”
Il messo rimane sorpreso ma annuisce, facendosi da parte per far passare la giovane donna, accompagnata dall’alto templare dopo un suo breve cenno d’assenso.
9:41 Era del Drago, 17° giorno di solis, ai confini di Weisshertz, mattina
Un gruppetto si avvicina a passo stanco ma sostenuto all’ingresso dell’avamposto, osservandolo, sorpresi di quanto quel posto sia cresciuto in questi molti mesi.
Vedendoli, una delle sentinelle si fa avanti alzando una mano.
“Alt! Identificatev…”
Riconoscendoli la sentinella fa un cenno ai compagni, che si avvicinano per affiancarli.
“Bentornati. Siete richiesti urgentemente dal comando.”
“Possiamo almeno darci una lavata prima? Siamo in viaggio da più di un anno…”
“Mi dispiace, dobbiamo scortarvi direttamente, gli ordini sono chiari.”
Il gruppetto sospira, ma annuisce, probabilmente già grati di non venire direttamente arrestati, mentre le guardie li circondano e li scortano all’interno.
“Ma… E l’altro…?”
“Ah, non lo sappiamo. All’alba ha detto che ci avrebbe raggiunti e si è allontanato. Non era di buon umore…”
“Oh…”
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