| 9:44 Era del Drago, 23° giorno di Umbralis, Haven, avamposto della Chiesa poco distante dal Tempio delle Sacre Ceneri, Monti Gelidi, Ferelden, tardo pomeriggio | |
| Haven fremeva da settimane: prima la preparazione del Conclave, e poi la gestione del Conclave stesso. La Divina era l’unica che non aveva mai lasciato il Tempio in cima al monte dove l’importantissima riunione era iniziata ormai il giorno prima. Ma, a parte il lavoro frenetico delle persone della chiesa, chi per accogliere i nuovi giunti, chi per preparare il necessario per la sera e il giorno seguente, tutto proseguiva bene e tranquillamente. Non c’erano ancora stati scontri fra i maghi e i templari che, incredibilmente, per ora erano riusciti a tenere tutto sul piano delle parole, nonostante qualche alterco che era però stato solo verbale e rapidamente sedato, grazie anche agli interventi di Cassandra Pentaghast e Sorella Usignolo, oltre che dei Valo-Kas, i mercenari Tal-Vashoth che erano stati arruolati per assicurare la sicurezza del luogo. Tutto sembrava tranquillo e in ordine e l’appoggio della Famiglia Travelyan di Ostwick era venuto come una mano dal cielo in aiuto. Tutto però, venne improvvisamente interrotto da un boato indescrivibile. Per un istante, l’intero Thedas venne abbagliato da una luce verde che, per chi si trovava nei pressi dei Monti Gelidi, fu tanto forte che richiese diversi minuti prima di poter tornare a vedere correttamente. Ma la cosa più spaventosa non fu quella, e nemmeno il boato terrificante che si scatenò, tanto da venire udito per tutta la parte occidentale del Ferelden e nelle Valli di Orlais. E nemmeno il violentissimo terremoto che venne sentito in qualche misura in tutto il Thedas. No. La cosa più terrificante fu la immensa cicatrice che, a seguito dell’esplosione che partì proprio dal Tempio delle Sacre Ceneri, si aprì nel cielo di tutto il Thedas. Per un istante il Velo divenne sottile ovunque, per un solo istante l’Oblio divenne percepibile da chiunque, anche i non maghi. Ed ora, un immenso squarcio, tanto grande da essere minimamente visibile fino nel Tevinter e nelle Anderfel era lì. Aperto sul mondo, uno squarcio nella realtà che come un monito, come un immenso occhio, osservava dal cielo. Il panico scoppiò a Haven ma venne presto tenuto sotto controllo dalle due abili sottoposte della, ormai sicuramente defunta, Divina Justinia, che subito organizzarono e fecero partire dei gruppi di esplorazione verso il tempio, alla ricerca di sopravvissuti, e di qualsiasi cosa potesse essere successo. E venne trovato un unico sopravvissuto. |
| 9:44 Era del Drago, 23° giorno di Umbralis, Weisshaupt, Quartier Generale (ancora per poco) dell’Architetto, tardo pomeriggio | |
| La grotta stava tremando, il canto proveniente dall’immenso oggetto blu luminoso stava diventando quasi assordante. Tutto tremava con una violenza sempre crescente. Poi, quando l’ultimo degli elfi e dei nani ebbe attraversato l’eluvian… “Tu-tum… tu-tum… tu…tum…tu…” Il battito si esaurì molto rapidamente e con esso il canto e la luce blu che irradiava l’intera caverna. E tutto collassò su sé stesso, schiacciando e distruggendo l’eluvian e cancellando per sempre quell’immenso tratto di Vie Profonde. In quel momento, un grande picco nella parte più a nord della catena montuosa dei Monti del Cacciatore, a ridosso con il Mare dei Vulcani, venne scosso da un violento terremoto che sembrò affossarne una parte, abbassandolo di centinaia di metri. |
| 9:44 Era del Drago, 24° giorno di Umbralis, Weisshaupt, quartiere controllato dalla Prole Oscura, tardo pomeriggio | |
| Lo scontro era stato devastante. Era proseguito per due giorni senza sosta, i soldati della Spedizione che premevano ed assaltavano, dandosi continui cambi fra di loro e con i Custodi Grigi, per evitare il più possibile perdite e far subentrare soldati più freschi a combattere, o (dopo la prima mezza giornata di battaglia) soldati che almeno avevano preso qualche ora di riposo. Era uno scontro di logoramento: non potevano smettere di premere, o le truppe dell’ “Architetto” si sarebbero concentrate di più verso l’Avanguardia. Dovevano tenerne occupati il più possibile per più tempo possibile. Ogni venti metri conquistati venivano posizionate nuove barricate, mentre alcuni soldati assaltavano altri rimanevano indietro pronti a subentrare nell’istante in cui questi fossero rimasti senza fiato. La strategia era stata largamente elaborata dal Concilio Superiore che, fortunatamente, comprendeva delle eccellenti menti militari. E nessuno, per quanto nobile o importante, aveva evitato il campo di battaglia quei due giorni. Chiunque sapesse anche solo impugnare un’arma aveva dovuto fare la sua parte e le perdite erano state enormi. Ma, fortunatamente, molto più grandi dal lato della Prole Oscura, dei Demoni e dei Templari Rossi. Il secondo giorno fu quello più problematico: le truppe erano tutte stravolte e anche i feriti non si contavano più. Alcuni veterani si ritrovarono a prendere la difficile decisione di scendere in campo con ancora le ferite fresche del giorno prima, o addirittura della mattina stessa, a mal appena bendate, pur di non lasciare lo spazio che avrebbe permesso al nemico di ripiegare verso la roccaforte e piombare sulla schiena dell’Avanguardia. “Per il Thedas! Non arretrate di un solo passo!” “Resistete! Per il Thedas!” Urlavano dalle prime linee Elissa Cousland, Vincent Duval, Ghotrek, Fen’herin, Furio Valerio e, come loro, moltissimi altri. Ma era una carneficina: il Lyrium Rosso permetteva ai templari di non sentire né dolore né fatica, mentre sia prole oscura che demoni non potevano proprio provarli. E i soldati della Spedizione sì. Nel pomeriggio la marea di elfi, umani, nani e anche qualche qunari cominciò a cedere, nonostante i Custodi Grigi si affiancarono abbandonando ogni turno di riposo, alcune posizioni vennero perse e questo allentò le maglie. I nemici cominciarono a premere più forti e decisi, le truppe della Spedizione iniziavano a venire colte dalla disperazione e i comandanti stavano per ordinare di cominciare ad arretrare quando, dal nulla, avvolti da dei lampi neri, la prole oscura scomparve. “Carica!” venne urlato dal comando della Spedizione dopo un primo attimo di sgomento; demoni e templari rossi furono costretti a recedere ora ritrovandosi da soli, ma dopo poco la stessa energia nera avvolse anche i templari che svanirono nel nulla come la prole oscura poco prima. E, rimasti da soli, i demoni vennero semplicemente travolti dalle forze ora soverchianti della Spedizione, e forse pure indeboliti dall’assenza di ciò che dava loro forza, venendo ricacciati di nuovo nell’Oblio. In meno di mezz’ora, dall’istante di disperazione, il silenzio era calato sul campo di battaglia. E, dopo un lunghissimo momento di totale quiete, come non ce ne era a Weisshaupt da anni, urla di esultanza iniziarono a risuonare ovunque. Ma nei cuori di coloro che erano al comando, sorgeva un inquietante dubbio: dove erano andati, e perché…? |
| 9:44 Era del Drago, 24° giorno di Umbralis, da qualche parte, sera tarda | |
| Quello che prima veniva chiamato Architetto, ma che si era rivelato essere un altro dei siderali: il Folle del Caos, sentì la netta sensazione di sonno improvviso che riconobbe immediatamente e, posandosi allo schienale della sedia, vi si lasciò andare. In un battito di palpebre era altrove, in una sala fluttuante nel nulla. E davanti a lui, qualcuno che conosceva da moltissimo tempo. “Dunque… alla fine ti hanno liberato eh, fratello?” L’Architetto, quello vero, si scostò il cappuccio, osservando l’altro ed annuendo. “L’hanno sacrificata quindi… HAHAHAHA! Meraviglioso! Quindi… immagino tu abbia detto loro tutto.” “Non tutto. Quello che avevano però bisogno di sapere.” Il folle sbuffò divertito, raggiungendo una finestra da cui gettò uno sguardo alla Cittadella Nera, che fluttuava a infinita distanza “Quindi ora? Cosa vuoi fare? Concorrerai con me e il Conduttore del Coro? Vediamo chi arriva prima? Oppure vuoi tornare al tuo precedente obbiettivo? Sai bene che il mio metodo è quello migliore per raggiungerlo.” “No. Nessuno dei due.” “Ti unirai a loro?” “Neanche quello. Ho fatto abbastanza dicendo loro ciò che gli serviva sapere. No. Possono sconfiggerti senza di me.” “Lo credi veramente?” “Mi risulta che quello che è rimasto senza… cuore… sia tu. E che loro abbiano perso solamente qualche soldato. Se non avessi temuto la sconfitta non saresti fuggito con la coda fra le gambe, fratello.” Il Folle si voltò di scatto, scoccando un occhiata all’Architetto, ma che trasformò rapidamente in uno sguardo addolcito. “Sarà molto divertente scoprirlo. E quindi… semplicemente te ne andrai?” “Si. Per ora, almeno. Devo… riflettere.” “Su cosa?” “Su mille anni di soli fallimenti.” “E allora perché sei qui? Mi hai indotto un sogno per gongolare?” “No. Perché sei mio fratello. E volevo quantomeno dirti addio.” |
| 9:44 Era del Drago, 25° giorno di Umbralis, Weisshaupt. | |
| Dopo avere scacciato il nemico dalla loro cittadella, i Custodi Grigi possono finalmente riappropriarsi della loro casa. Con il sorgere del sole, iniziano i lavori di recupero, aiutati dai i membri della Spedizione, ripuliscono le stanze dalla contaminazione dei Prole Oscura, riparano mobili, laboratori ed altre attrezzature rovinate dalle barbarie dei mostri che vi si erano insediati, rimuovono macerie di muri crollati dai corridoi che collegano le varie stanze della struttura, e proprio sotto alcune macerie viene recuperato un corpo. Respira ancora, il cuore batte ed i suoi occhi sono aperti eppure non si muove, pare catatonico e in avanzato stato di malnutrizione, in fronte possiede un marchio simile ad un adepto della calma, ma brilla di un rosso intenso. “Hey! C’è qualcuno qui! Portate questo mago nella tenda dei feriti! E tenetelo sotto osservazione!” Grida uno dei Custodi Grigi. “E mandate qui più persone! Potrebbero esserci altri corpi qui sotto!” |
| 9:44 Era del Drago, 25° giorno di Umbralis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt. | |
| La cittadella dei Custodi Grigi ormai è stata riconquistata, ma ancora l’accampamento della Spedizione freme di lavoro, per poter dare medicazioni a soldati feriti e far riposare gli eroi stanchi. Finalmente possono chiudere occhio in santa pace, sapendo che i Prole Oscura sono stati scacciati da questo luogo. Calato il sole, solo il canto ritmico dei grilli disturba la quiete notturna, ma allo stesso tempo concilia il sonno ai soldati stanchi. D’un tratto, nella notte inoltrata, il frinire degli insetti cessa, veloci raffiche di vento investono il campo, talmente forti che quasi riescono a strappare i picchetti dal terreno. Il vento per fortuna non dura molto, poco dopo si affievolisce permettendo a tutti di passare una notte tranquilla, ma al mattino dopo una delle tende è sparita con i suoi uomini all’interno. |
| 9:44 Era del Drago, 27° giorno di Umbralis, Weissherz, all’alba | |
| Una donna, di bassa nobiltà a giudicare dagli abiti, corre per strada cercando di attirare più attenzione possibile. “Aiuto, è stato fatto qualcosa a mio marito e non mi risponde più!” Nelle pochissime persone già attive nell’avamposto le si avvicina un uomo che chiede maggiori spiegazioni, la moglie racconta che il giorno prima due mercanti di vini si sono presentati alla loro porta millantando di avere il vino più buono di tutta Orlais e con la scusa di farlo provare il povero malcapitato ne ha bevuti diversi bicchieri mentre lei ne ha bevuto uno solo. Entrambi si sono sentiti, sul momento, in forze e addirittura il marito sembrava più coraggioso e vigoroso. Il vero dramma è successo il giorno successivo quando il marito ha iniziato a manifestare sintomi simili all’intossicazione da Liryum invece la moglie aveva solo una brutta sensazione, come un leggero malore. L’uomo si mette ad ascoltare tutta la triste storia della povera donna e mentre sta per finire il racconto tira fuori una maschera da sotto il mantello e la pugnala. “Per…ché…?” sussurra lei, in un ultimo confusionale rantolo. “A morte la nobiltà, lunga vita a Orlais e agli Artefici Senza Volto.” e se ne va, svanendo nel nulla in un vicolo e lasciando la donna morire in una pozza di sangue. |
| 9:44 Era del Drago, 28° giorno di Umbralis, Weissherz, una delle vie buie, sera tarda | |
| “ich, mi sa che ho bevuto un po’ troppo, ma ho fatto un ottimo lavoro me lo meritavo…” l’uomo barcollava per la via a malapena illuminata. “ich” un’altra persona anch’essa barcollante arrivava dalla via opposta. “Ehi amico hai delle ramelle?” l’uomo con fare libertino si appoggia ad un barile, troppo ubriaco per reggersi. “No, amico mi sono già bevuto tutto, ma anche se avessi qualcosa non lo darei di certo a te! Ho faticato per guadagnarmi le mie bevute!” e mentre volge lo sguardo al compare appoggiato al barile non lo trova più “ah… devo essere più ubriaco del solito… hahaha!” Un colpo alla nuca fa svenire l’ubriaco che viene preso sulle spalle dall’aggressore, la figura percorre qualche metro e poi scarica il corpo nell’ombra. Quello che ne segue è il rumore dello scoccare delle redini e di un carretto sul ciottolato. |
| 9:44 Era del Drago, 29° giorno di Umbralis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt | |
| È notte fonda, un drappello di soldati tutti muniti di torce si aggira tra le tende dove alloggiano vari membri della spedizione. Nonostante il cielo sia privo di stelle diventa difficile dormire, enormi bracieri carichi di legna scoppiettante ed altre illuminazioni sono state piazzate lungo il percorso dell’accampamento. Uno dei soldati si ferma accanto a uno di questi bracieri e ne approfitta per scaldarsi le mani. “Ma si può sapere cosa cavolo stiamo cercando? Ormai non c’è più l’ombra di prole oscura, Come mai sono state accese tutte queste luci di segnalazione? Perché siamo in così tanti a fare la ronda di guardia?” “Noto con rammarico che sei male informato come sempre. Da dopo la battaglia ogni sera veniamo attaccati da qualcosa.” “Attaccati da qualcosa?” “Cinque giorni fa abbiamo scoperto all’alba la mancanza di una delle tende e con lei le persone che erano dentro. La prima volta che è successo abbiamo pensato a un gruppo di disertori che ha approfittato della notte per fuggire, ma ad ogni alba successiva sempre più tende sono sparite, temiamo quindi che possa essere successo il peggio…” “Ma sono state trovate tracce? Segni di sangue? Impronte?” “Solo tracce confuse, ma niente impronte, a volte del sangue. Qualsiasi cosa sia o è in grado di nascondere le tracce, oppure è in grado di volare… in ogni caso a breve lasceremo questa postazione, fino ad allora terremo la notte illuminata a giorno per scoraggiare ulteriori attacchi. |
