| 9:44 Era del Drago, 25° giorno di Ferventis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt tenda nell’accampamento di Orlais, pomeriggio tardi | |
| “Frederick non dirmi che sei già stanco..” con passo lento innanzi al Mago che osserva con occhi severi ombreggiati dalla maschera che sempre le adorna il viso. “No Maestra” dice con la voce più ferma che può l’uomo, mentre sta tenendo sollevato con entrambe le braccia tese quel bastone ormai da diverse ore. Un rivolo di sudore scende dalla sua fronte, il viso è contratto a dimostrazione dello sforzo che sta facendo per fronteggiare quell’addestramento. “Bene.. Stavo quasi per iniziare a dubitare della mia aspettativa su di te..” immobile ora si mette in piedi, di fronte ai due Orlesiani intenti in questo allenamento che sussegue ai precedenti e che precede ai molti altri futuri. “Pierre, allarga un po’ la gamba destra e fletti leggermente le ginocchia. Dovete sentirne la stabilità assoluta ed è un aiuto nello scarico del peso per non compromettere la schiena. L’armatura potrebbe non essere così tanto clemente quando indossata.” Guardando ora il Console esattamente nella medesima situazione di Frederick a tenere quel bastone ormai che pare così pesante ai due. Rigorosa, integerrima, intransigente, fiera. Donna tanto maliziosamente sfuggente e sfacciata in pubblico, quanto più insegnante che non ammette indecisioni da coloro che riescono a diventare suoi allievi. “Frederick, alto quel volto. Gli occhi non devono abbassarsi! Pierre, bene così con la postura, ma meno rigido. La fluidità sarà una tua potente alleata in combattimento.” Entrambi gli allievi esprimono determinazione negli addestramenti anche dopo aver iniziato a sentire il corpo bruciare in ogni muscolo possibile. “Va bene, potete lasciar andare. Vi siete meritati una pausa.” Con lieve sorriso la donna guarda i due dalla sua maschera nera che sembra un pizzo decorato sul suo viso, soddisfatta per adesso di come sta procedendo, ma con ancora molto da dover fare. |
| 9:44 Era del Drago, 10° giorno di Solis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt zona del Ferelden, tarda sera | |
| “Non lo so.. La situazione mi sembra sempre più complicata..” sospirando dal naso, pensierosa la Custode Grigio mentre ha appena finito di affilare la sua spada. “Lo so Vanya, ma la Spedizione è la possibilità più concreta che abbiamo anche per cercare di ricostruire da dove si è lasciato.” “Si. L’ho inteso. Ma sono incoscienti, giocano troppo con cose che non conoscono e di cui non sanno la reale portata. La spiegazione del – non ci sono altri modi – è una canzoncina che ormai conosciamo molto bene. Ricordi l’ultima volta come è andata a finire?” dice, fissando Fen’herin alzandosi per riporre la spada affilata. “Ma comunque, inutile stare qui a lamentarsi. Dovranno rendersi conto della responsabilità che hanno, e lo faranno nel momento più buio.” “Si hai ragione.” commenta l’elfo “Sono certo che lo faranno. Possiamo fidarci di loro, inoltre, se non sbaglio, hai ottenuto qualcosa di più, pensavo non lo avresti mai fatto.” Commenta il dalish sorridendo divertito. “E infatti non ho cambiato idea Fen, non sono mai stata una persona da mettersi in una situazione di rallentamento, ma è anche vero che prima non pensavo nemmeno di trovarmi dentro un buco temporale…” risponde, emettendo una lieve risata contenuta dalle labbra chiuse “Solo il tempo lo dirà, e detto da me puoi crederci.” conclude con un occhiolino complice. “Dai andiamo a mangiare qualcosa, comunque non ricordavo più che i capelli potessero crescere così velocemente.” Passando davanti a uno specchio per poi dirigersi verso la parte più centrale dell’accampamento per mangiare qualcosa in compagnia, probabilmente alla Taverna del Drago Ubriaco. |
| 9:44 Era del Drago, 15° giorno di Solis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt, zona dalish, Aravel del Guardiano | |
| Un messaggero giunge all’aravel “Guardiano è arrivato un messaggio per voi, posso entrare?” “Entra pure” la voce del Guardiano riverberava come un eco. Il messaggero appena entrato si mette una mano in fronte il calore all’interno era insopportabile come se ci fossero tre o quattro fuochi accesi, ma comunque porge il messaggio a Yhorm, seduto al centro della stanza. Yhorm apre il messaggio, poi alzo lo sguardo verso il sudato messaggero “Puoi andare Lynden, puoi informare che inizierò il digiuno purificatore. Ora vai, non stare qui a soffrire.” |
| 9:44 Era del Drago, 11° giorno di Matrinalis, Weisshertz | |
| Nel cuore del boschetto appena limitrofo al Quartiere Orlesiano, il sole declina lentamente sopra a Waisshertz, tingendo il mondo di tinte dorate e arancioni. La melodia di un liuto riempie l’aria serale. Girovago Finn, l’elfo bardo, suona sotto un antico albero di quercia, le sue dita agili pizzicano le corde dello strumento, intonando ballate che cullano la foresta e preparano gli animi alla serata magica. Poco distante, Taissa, concentrata, raccoglie fiori e foglie, mormorando cose tra sé e sé, come se stesse parlando con qualcuno che nessuno può vedere. Si interrompe per brandire un ramo a mo’ di spada: si guarda attorno furtiva e, con un colpo netto, decapita un avversario invisibile. Scivola, cade a terra fra le foglie; si rialza di colpo e, impacciatamente, ricomincia a intrecciare ciò che ha raccolto (e schiacciato) in decorazioni per la sala da ballo, le guance color porpora. All’interno della villa storica, l’imponente Koral Kaos recita poesie a voce alta, affinando ogni verso con cura maniacale. Il suo aspetto fiero cela una sensibilità profonda, e le sue parole parlano di terre lontane, battaglie e onore. La sua voce risuona possente, rimbombando tra le pareti e infondendo un’aura di solennità alla preparazione. Flora corre frenetica tra le stanze della villa. Con energia instancabile, attacca locandine d’invito e coordina ogni dettaglio dell’evento, con la determinazione di chi sa che ogni cosa deve essere perfetta. Ogni locandina appesa è un invito al sogno, una promessa di una notte indimenticabile sotto la volta stellare. La sua presenza energica si avverte ovunque, e il frastuono e l’armonia della preparazione sembrano danzare con lei. La magia è palpabile nell’aria mentre la luna inizia a salire, alta e argentea. Con ogni minuto che passa: il ballo si avvicina, pronto a incantare tutti con la sua bellezza e magia. Finalmente, una festa tanto meritata. |
| 9:44 Era del Drago, 10° giorno di Solis, nel punto più profondo di Kirkwall, Liberi Confini | |
| “Ohohoh signor Arainai! Benvenuto! Quanto tempo!” “Buonasera Xenon. Già, l’ultima volta c’era ancora una cattedrale qui a Kirkwall.” “Già, già! Temevo non avrebbe più usato quell’invito che le era stato lasciato! Allora, venuto per piacere… o per affari…?” “Volevo solo… tenerlo per il momento giusto. E… affari, decisamente affari. Hai ancora quel… quell’articolo che mi aveva colpito?” “È proprio un elfo fortunato, signor Arainai! Certo, è lì esposto. Ricordo che l’altra volta non aveva però i fondi per acquistarlo.” “Vero, ma diciamo che ho… risparmiato.” |
| 9:44 Era del Drago, 15° giorno di Solis, Accampamento della Spedizione a Weisshaupt | |
| Lo strillone salì sulla cassa che era stata appositamente sistemata nella zona principale dell’accampamento, poco distante dall’ingresso della Taverna del Drago Ubriaco, dove più persone avevano la possibilità di sentire le sue parole così che la voce di spargesse. E, nel mentre, alcuni addetti affiggevano lo stesso annuncio alle bacheche nei dintorni. “Udite udite, uomini e donne della Spedizione! A seguito delle recenti vittorie, ma anche dei molti caduti che le hanno concesse, il Concilio Superiore della Spedizione ha deciso di indire una giornata di festa, in concomitanza della Festa di Tutte le Anime! E, durante la festa, dopo il tramonto, verrà indetto un ballo in maschera! L’Avanguardia tutta è invitata a partecipare, verrà adibito e addobbato un edificio nel Quartiere Orlesiano della nostra ridente Weisshertz! Chiunque della Spedizione potrà partecipare e presenziare, l’intero quartiere verrà addobbato a festa! Partecipare al ballo, o anche essere in maschera non sarà ovviamente un obbligo! Il Concilio Superiore della Spedizione è molto attento alle tradizioni e culture di tutti i popoli che la compongono. Ma siete comunque spronati a partecipare alla giornata, dove si avrà modo di festeggiare la vittoria e commemorare tutti i caduti che hanno ce le hanno concesse!” |
| Tratto da “Storia, culture e tradizioni del Thedas” di Ferdinand Genitivi | |
| Tutte le culture del Thedas hanno una festa dedicata ai morti, ma non tutti festeggiano allo stesso modo o nello stesso periodo dell’anno. Per i Dalish si tratta di una festa dedicata a Falon’din, la divinità che, secondo la loro cultura, guida i morti nel loro ultimo viaggio. Per i nani si tratta di una festa dedicata alla Pietra e a ricordare l’onore di tutti coloro che si sono riuniti ad essa, raggiungendo gli Antenati. Ma la festa più comune è la Festa di Tutte le Anime (che ad Antiva e Nevarra viene chiamata anche Giorno dei Morti). Un tempo, quando ancora l’Impero Tevinter dominava su tutto il Thedas, era chiamata “Funalis” ed era una festa dedicata a Dumat, l’Antico Dio del Silenzio. È una festa dedicata, appunto, alla commemorazione dei defunti. In molte terre però non viene vissuto unicamente come un giorno di lutto e tristezza, capita invece spesso che i popoli si vestano da spiriti e creino dei cortei in cui camminano per le strade, o semplicemente si mettano in maschera e festeggiano in modo anche allegro per ricordare con un sorriso e una bevuta coloro che non sono più con noi. La Chiesa utilizza questa festa per ricordare la morte della profetessa Andraste, con fuochi pubblici che commemorano la sua immolazione e spettacoli che rappresentano o ricordano la sua morte. Quasi tutti i popoli la celebrano nel mese di Matrinalis, alcuni all’inizio, alcuni alla fine. |
| 9:44 Era del Drago, in un giorno di inizio estate, ufficio improvvisato dei Cacciatori di Taglie, Weisshertz | |
| “Kalya, Franky i signori Orelsiani vogliono informazioni circa la legittimità della taglia che stiamo pubblicando. Io devo occuparmene, lascio il resto a voi.” Con passi lunghi e distesi, il Quartiermastro della Gilda si è avvicinato ai due Cacciatori, uno steso su una panca con i piedi sul tavolo, l’altra che sta già preparando i documenti necessari e i bozzetti degli identikit. “Io porto i nostri…ospiti a verificare la legittimità della rischiesta, voi iniziate a preparare tutto il necessario per la pubblicazione” A questo punto Fyodor Weisser scorta in un’altra stanza una donna con un grosso cappello nero ed una giacca blu ricamata in oro ed un ometto grande la metà del Quartiermastro con un farsetto verde e un sorriso di circostanza stampato in faccia, sparendo dalla loro vista. Franky a quel punto sembra riprendersi dai fumi dell’alcool o dal sonno, e gira la testa verso la collega, sbadigliando. “Beh, che volevano Miss -la do per molto poco- e Mister -palo dove non batte il sole-?” “Che volevano, secondo te, pezzo di scemo! Volevano informazioni sulla nostra taglia!” risponde la donna visibilmente infastidita. “Quale taglia, dolcezza?” “Quella che hanno commissionato A ME, mentre tu ci provavi anche con le panchine! …Ogni tanto mi chiedo se sia tu a portare Kira al guinzaglio o sia lei a portare a pisciare te…” L’uomo con i vistosi tatuaggi in viso si accende una sigaretta, mentre sembra provare a mettere insieme i pezzi di quanto accaduto massaggiandosi la fronte. “La taglia…non è pubblica ancora giusto?” La cacciatrice si limita ad annuire nervosamente, rileggendo il documento. “Io al Vecchio non l’avevo ancora detto, tu?” chiede l’uomo. “Ma certo che no! Sai che si arrabbia se non gli porti tutte le scartoffie in ordine!” dice secca Kalya, ribadendo l’ovvio. Franky si alza dalla sedia con un’inaspettata agilità per qualcuno affetto dai postumi della sbornia, si sistema gli abiti e s’infila un paio di coltelli nella cintura. “Allora è semplice dolcezza, qualcuno dei committenti s’è venduto la taglia a più di un’organizzazione. Poco carino, ma pratico per loro. Vorrà dire che o ci guadagneremo in quattro solo una coppia vedrà davvero il becco di un quattrino. Dai sorrisi dei due impomatati, secondo me, partono avvantaggiati.” Così come è cominciata, la conversazione si conclude e i due Cacciatori escono dalla sede dei Cacciatori di taglie piuttosto di fretta. Intanto, Fyodor riemerge dalla stanza, e guardandosi attorno, getta con rabbia dei fogli a terra. “LO SAPEVO! Alle scartoffie devo pensare di nuovo io!” |
