Dicerie post-live: Epifanie (parte 2)

9:42 Era del Drago, 24° giorno di Verimensis, Accampamento della Spedizione, Quartiere della Chiesa, sera
“MALEDETTI, SCHIFOSI, BECERI, BASTARDI… IGNORANTI ARROGANTI… CAPRE FARFUGLIA INCANTESIMI!”
“Isaac? Ci sono problemi? Mi sembri più nervoso del solito.”
“Certo Vidocq che ci sono problemi! Ho appena realizzato di aver fatto la più grossa cazzata della nostra vita! Abbiamo tradito i principi insegnati dalla Chiesa per aiutare una spedizione piena di cafoni! Ignoranti! Stupidi arroganti! Che non vogliono capire cosa realmente è successo!”.
“Si lo so, possono sembrare un po’ lenti da un certo punto di vista… però…”
“No! Nessun però! Ho parlato con metà dell’avanguardia e tutti quanti sono convinti che i templari non siano altro che dei bulli prepotenti che se la prendono con i maghi. Questi non hanno capito un cazzo di come funziona la vita! Il templare oltre ad avere il compito di proteggere il mondo dai maghi, possiede un altro compito più importante… ed è quello di proteggere i maghi dal mondo stesso. Le persone comuni, i cittadini, i contadini, le guardie, gli artigiani o addirittura le suocere, chiunque! Tutti hanno paura dei maghi, perché da un momento all’altro potrebbero non essere in grado di resistere e diventare abomini, massacrando la gente che più gli sta vicino! È lì che serve il templare, protegge le persone dai maghi che sbroccano; ma protegge anche i maghi delle persone stesse! Nonostante l’essere umano sia in grado di pensare, un insieme di persone non è in grado di ragionare, la gente non è altro che un animale ottuso, pauroso e pericoloso!”
“…”
“Lo sai anche tu, che al primo cenno di pericolo sovrannaturale, con chi credi che se la prenderà la gente comune? È anche a questo che serve il Tormento, a preparare il mago ad affrontare situazioni spiacevoli!”
“Si, capisco cosa vuoi dire… Ma resta il fatto che la decisione dell’Ordine Templare è sbagliata e noi li proteggeremo da esso. Perché è la cosa giusta da fare.”
“Sono pienamente convinto della nostra scelta, resta il fatto che se l’Ordine ha preso una decisione del genere è anche colpa dei mentecatti che fanno parte di questa spedizione! E la cosa peggiore è che non se ne rendono conto! Metà dei maghi sono apostati, o peggio, e se ne vantano pure! Devono soltanto ringraziare Andraste di essermi appena schierato dalla loro parte, altrimenti avrei già fatto partire una caccia e messo al rogo metà di loro.
“Già, buon per loro che abbiamo appena cambiato schieramento allora, su, su ora rilassati dobbiamo imparare a convivere con le nostre scelte.”
“Maledetti, schifosi, beceri, bastardi, ignoranti, arroganti capre farfuglia incantesimi.”
9:42 Era del Drago, 26° giorno di Verimensis, Anderfel, lungo una delle poche vie battute, notte
Nella piana rimanevano i resti di una carneficina, corpi decapitati accatastati e malamente bruciati. Una tozza e ricurva figura coperta di stracci con fare circospetto si avvicina e incomincia a rovistare.
“Uff, Uff, devo trovarli, così finalmente avrò la mia vendetta, ma prima delle vesti…”, spostava corpi semi carbonizzati dimostrando notevole forza, li rovistava senza ritegno depredandoli di qualunque cosa gli potesse servire per poi gettarli via con la stessa facilità. Dopo un po’, spostando un corpo, parte della catasta collassa e da essa, intonso e salvato dalle fameliche fiamme, un libro fuoriesce dal cumulo e finisce ai piedi dell’essere che, con fare circospetto lo raccoglie. Lo osserva per qualche secondo rimanendone meravigliato come scosso da una rivelazione ”Ahahahah questo è potere, questa è vendetta, ahahahaha!” la risata riecheggia strana e folle nella notte, soffocata solo dall’arrivo di un temporale.
9:42 Era del Drago, 3° giorno di Pluitanis, Impero di Orlais, Palazzo d’inverno, poco fuori Halamshiral
La ragazza attraversò i corridoi del palazzo d’inverno, rapidamente e con sicurezza, fino ad arrivare alla stanza che cercava; raggiunse la camera in pochi minuti e una volta dentro prese la campanella d’argento che si trovava sul comodino, la suonò con forza ed attese. Una delle serve –una donna corpulenta- entrò nella camera perplessa e sgranò gli occhi. La donna davanti ai suoi occhi indossava un’armatura ben oltre la sua taglia, totalmente diversa da ogni altra che aveva indossato in vita sua, era sporca da capo a piedi e priva di una maschera, ma era perfettamente riconoscibile.
“Ho bisogno di un rapporto sulle condizioni di Halamshiral, di farmi un bagno e di una tazza di tè.” disse, nascondendo un sorriso quando la serva corse ad obbedire.

[…]

Quella sera stessa, solo poche ore dopo, i servi annunciarono l’arrivo di Lord Pierre, governatore di Halamshiral, proprio mentre la ragazza indossava una delle maschere di riserva. Avvertì una strana sensazione, come delle piccole pareti ai bordi del campo visivo. Erano anni che stava tanto tempo senza indossare una maschera.
Attesa in cima alla rampa di scale bianche a chiocciola, senza essere vista, che venisse presentato Lord Pierre. Lo sentì avvicinarsi, accompagnato dallo sferragliare delle armature delle guardie del palazzo e dei soldati del comte. Questo salutò il siniscalco con il garbo che si confaceva ad un fiero signore orlesiano.
“Sono venuto come richiesto” disse “e prometto di essere generoso nei suoi confronti e in quelli del personale. Le garantisco che è un momento difficile per tutti noi, come dimostrano le condizioni stesse di Halamshiral, e non vi è alcun disonore nell’arrendersi di fronte a una forza tanto imponente.”
La ragazza prese a scendere le scale non appena Pierre aveva cominciato a parlare. Aveva aspettato il momento giusto, grazie ai tanti anni di pratica, ed entrò in scena non appena il Comte ebbe finito il suo discorso.
“Sono lieta di sentirtelo dire, lord Pierre” disse l’Imperatrice Celene di Orlais mentre il comte la fissava impietrito, “e se è vero che in passato qualunque imperatore avrebbe fatto giustiziare immediatamente un suo Lord per un comportamento tanto sleale, ammetto che le tue parole mi hanno commossa.”
Sorrise raggiungendo gli ultimi gradini e le guardie del palazzo le si portarono accanto. “Perciò accetto la tua resa.”
Lord Pierre, Comte di Halamshiral era un uomo buono e giusto, ma non era mai stato altrettanto tenace. Non aveva avuto la forza di reprimere da solo la ribellione degli elfi, né il coraggio di sfidare Gaspard e le sue truppe, e Celene non ne era stata affatto sorpresa. Dopo un lunghissimo istante, Lord Pierre si inginocchiò, e neanche quello la sorprese. “Maestà, sono ai suoi ordini.”
Celene era ritornata a casa soltanto da poche ore e aveva già riconquistato una città. Era un inizio.
9:42 Era del Drago, 20° giorno di Pluitanis, Kirkwall
In una stanza buia, in cui è illuminata una sola sedia due soldati trascinano un nano biondo dai capelli legati a coda e quasi completamente senza barba.
Dopo essere stato malamente sbattuto sulla sedia, il nano dice beffardo “Quanta cortesia…”
A quel punto si fa avanti prendendo la parola una guerriera dai corti capelli neri, ricoperta da un’armatura sul cui petto spicca l’emblema dei Cercatori della Verità.
“Sono Cassandra Pentaghast, Cercatrice.” detto questo fa cenno ai soldati di uscire dalla stanza.
“E cosa… State cercando, di preciso?” chiede quasi ridendo il nano.
“Il Campione.” risponde senza esitazione la Cercatrice.
“Quale?” domanda nuovamente il nano, come si trovasse in una taverna a bere con una persona appena incontrata nei vicoli.
Perdendo la pazienza e scagliando in faccia al nano un pesante libro, la Cercatrice urla: “Sapete benissimo perché sono qui!”.
Sfoderata una spada la punta alla gola del nano e prosegue: “Vi conviene iniziare a parlare, nano. Dicono sia la vostra specialità.”. Detto questo conficca la spada nel libro e volge le spalle a colui che è sotto interrogatorio.
Il nano, perplesso, rivolge una nuova domanda alla guerriera: “Cosa volete sapere?”.
Cassandra, quasi compiaciuta si volge verso il nano e risponde. “Tutto. Cominciate dal principio.”.
Prima che il nano possa iniziare a parlare, una figura completamente vestita di nero con un mantello, anch’esso nero, che gli copre completamente il volto emerge dal buio e con una voce che sembra provenire direttamente da una tomba prende la parola: “Perdonate la mia maleducazione mastro nano. Lady Pentaghast, buongiorno. È molto che non ho il piacete di vedervi. Mi scuso per la mia imperdonabile mancanza di buone maniere, ma in questi strani tempi sono costretto a rompere l’etichetta. Ho un messaggio per voi da parte di padron Markus.”
Detto questo, lo strano individuo porge una pergamena sigillata con il simbolo dei Mortalitasi alla Cercatrice.
La donna, per un secondo, perde la sua compostezza: “Sebastian? Sei davvero tu?”.
“Perfetto, ora pure un non-morto… la prossima chi sarà, Andraste in persona?” esclama il nano scuotendo la testa.
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