Dicerie post-live: Il Lamento del Grifone (parte 2)

9:38 Era del Drago, 26° giorno di Cassus (12° mese), accampamento della spedizione, nella zona di Orlais
“VIDOCQ!”
“ ‘nasera capo.”
“Cosa diavolo significa QUESTO?”
“Mh… È il suo conto alla taverna, direi.”
“Si, e nemmeno un decimo è mio!”
“Capo ha detto lei che potevo mettere sul suo conto.”
“Si ma ti rendi conto di quanto sia…?!”
“Beh capo, lei non mi ha dato un limite…”
Il templare scuote il capo, accartocciando il foglio di pergamena e gettandolo in un braciere, andando a sedersi.
“Beh, offrimi qualcosa, quantomeno. Per il resto come è andata?”
“Certo Enr… Capo. E uhm… Bene immagino, mi è bastato poco per attirare l’attenzione di tutti i maghi. Ma molti di loro erano sicuramente lì solo per prendermi per il culo.”
“Ne sei certo?”
“…”
“Domanda stupida, è vero. Quindi?”
“Quindi ho dato un compito a chi fosse interessato. Chissà cosa mi porteranno. Qualcuno mi era sembrato sinceramente partecipe.”
9:38 Era del Drago, 12° giorno di Cassus (12° mese), da qualche parte nelle vicinanze di Perendale in una cantina pervasa dal fetore della morte e della decomposizione
“Tranquillo, mio giovane amico, tra poco sarà tutto finito e sarai libero dai ceppi che tengono incatenato il tuo spirito a questo imperfetto involucro. Dopotutto l’esperimento precedente è andato alla perfezione. Ora non mi resta che migliorarne la durata e poi sarò pronto per la fase successiva. Utilizzarli è stata una buona idea. Potrei… Potrei valutare…”
9:38 Era del Drago, 10° giorno di Cassus (12° mese), accampamento della spedizione, nella zona del Ferelden
“Ma hai visto quel tizio? Dice di chiamarsi Emporio, che strano nome. Uno così non me la racconta giusta, ma dicono che sia in grado di procurare qualsiasi cosa… Potrebbe farci comodo.”
“Sì, può essere, ma è davvero un tipo bizzarro. Ti giuro che l’altra sera l’ho visto svanire improvvisamente! Lo stavo seguendo per cercare di vendergli qualche cianfrusaglia, ma appena ha svoltato un angolo è sparito!”
“Ma smettila, ti ho visto l’altra sera, eri più ubriaco del giorno delle tue nozze!”
9:39 Era del Drago, 1° giorno di Verimensis (1° mese), accampamento della spedizione
Buona parte della spedizione è radunata al centro dell’accampamento, dove il concilio di comando è riunito per un annuncio.
Victris Volto d’Inverno rimane in attesa su un piccolo palco sopraelevato in modo che la calca di gente possa vederlo anche a distanza; attende che vi siano sufficienti spettatori, quindi si volta per ricevere il consenso dal resto del concilio che annuisce, e comincia a parlare.
“Non potrete udirmi tutti immagino. Infondo la spedizione è imponente. Quindi vi prego di riferire le mie parole a tutte le delegazioni.”
Detto questo, si schiarisce la voce, raccogliendo i pensieri, per poi riprendere.
“Questa spedizione, forse, non è cominciata nel migliore dei modi. Abbiamo preso scelte per molti discutibili e che hanno inevitabilmente rallentato la nostra partenza, che doveva avvenire ormai venti giorni fa. Ma le nostre decisioni sono state spinte dagli eventi e dalla situazione potenzialmente tragica che siamo chiamati a risolvere. Ma ora, finalmente, siamo pronti a partire.
Ci stiamo dirigendo verso l’ignoto e so che molti di voi oggi vorrebbero essere altrove: oggi è il primo giorno dell’anno e la tradizione vuole che si visitino i famigliari, si beva all’anno passato e a quello che ancora deve venire con loro e si celebrino matrimoni. Ma noi siamo chiamati al dovere. Un dovere che richiede sacrifici.
Però, non per questo le tradizioni non vanno rispettate. Vi sprono, dunque, a considerare la spedizione, almeno per questo giorno, come la vostra famiglia. I vostri compagni d’arme, alcuni da poco conosciuti e altri di vecchia data, i vostri amici e i vostri vicini. Per questo, questa sera verranno indetti grandi festeggiamenti in tutta la spedizione! Verranno aperte botti e ci saranno banchetti! Vi sproniamo a divertirvi, per propiziare questo nuovo anno che ci attende.
E domani, finalmente, partiremo!”
9:39 Era del Drago, 2° giorno di Verimensis (1° mese), accampamento della spedizione, poco dopo l’alba
“Fen’herin, il Guardiano mi ha mandato a chiamarti, stiamo per partir… Fen’herin…?”
La giovane dalish si ritrova davanti alla tenda del suo simile, lui non c’è e le sue cose sono già pronte per la partenza. Sorpresa si guarda attorno e non vedendolo si rivolge ad uno di quelli che fanno colazione davanti al falò poco distante.
“Hai per caso visto Fen’herin?”
“Si, prima dell’alba ha finito di preparare le sue cose e si è diretto verso quella collina.”
“Ti ringrazio.”
Sbuffando l’elfa si avvia a passo svelto verso il punto indicatole, risalendo la bassa collina verso uno sparuto gruppo di alberi sulla cima, notando qualcuno in ombra che si muove fra di essi.
Sta per raggiungere gli alberi, quando un lampo di luce, lì dove doveva vedeva movimento, la sorprende e dopo pochi istanti accelera il passo raggiungendo di corsa il luogo.
“Fen’herin?!”
“Mh…?”
Il dalish si volta verso di lei, chiaramente sorpreso di vederla, mentre finisce di allacciarsi la corazza.
“Tutto ok? Che succede?”
“N-Niente… Il Guardiano mi ha mandato a chiamarti, poi ho visto un lampo di luce e.…”
“Ah! Scusa… Ho innestato una nuova runa nell’armatura e ha fatto un effetto insolito, penso sia meglio farla vedere.”
Commenta con un sorriso l’elfo, carezzando la testa di un corvo che rimane posato quieto vicino a lui.
“Andiamo, meglio non far aspettare nessuno.”
Commenta quindi, mentre l’altra annuisce, osserva per qualche istante il corvo spiccare il volo, poi entrambi discendono la collina verso l’accampamento.
9:38 Era del Drago, 16° giorno di Cassus (12° mese), zona boscosa vicino all’accampamento della spedizione, nottetempo
“Quindi? Hai dato un’occhiata alla situazione?”
“Ne ho avuto poco tempo, ma si. Ce ne sono molti ma per lo più Leali.”
“Mh.”
“Ma… Convinti?”
“Questo non lo so. È il caso di approfondire.”
“Decisamente. Abbiamo degli ordini infondo.”
“Si, vero, e i suoi ordini non si discutono ma… Con discrezione ragazzi.”
“Ovviamente.”
9:39 Era del Drago, 4° giorno di Verimensis (1° mese), spedizione in viaggio
“Per le tette di Andraste! Ma dovevamo proprio partire in pieno inverno?!”
“Che cosa c’è da bestemmiare Al?”
“E me lo chiedi Gio? ODIO marciare nella neve! E con i carri pure! Si avanza alla metà della velocità.”
“Ah hai ragione. E in più ci congeliamo il culo. Anche così a nord non mi aspettavo facesse tanto freddo.”
“Ma io dico, abbiamo un sacco di maghi! Ma almeno usino la loro magia per sciogliere la neve!”
“Hahaha hai ragione Al…”
“Credete davvero sia così facile…?”
A quella voce i due uomini in marcia si zittiscono improvvisamente, osservando la figura che ha parlato.
“È brutto per tutti viaggiare in inverno, ma la spedizione andava fatta il prima possibile. Aspettare primavera avrebbe significato far passare mesi in più. E no, i maghi non possono fare niente. La magia non serve per mansioni mondane, così come nessuno userebbe una spada per tagliare il pane.”
“C-Ci scusi signore.”
“Nessun problema. Ma fareste meglio a sprecare meno fiato per dissensi e conservarlo per marciare.”
9:39 Era del Drago, 5° giorno di Verimensis (1° mese), in una caverna nelle Anderfels, al tramonto
Un giovane con gli abiti ridotti a brandelli e sporchi del suo stesso sangue si intravede all’orizzonte.
“Signore, sembra uno degli uomini delle Fattorie, dovremmo andargli incontro e aiutarlo?”
L’uomo dal volto oscurato dal proprio cappuccio non è per niente felice della piega che hanno preso gli ultimi eventi.
“Sì, non voglio che pensino che io sia senza cuore.”
Le vedette allora corrono incontro al nuovo arrivato e dopo alcuni minuti lo aiutano a presentarsi all’uomo incappucciato.
“M-M-Mio signore”
Esordisce il ragazzo evidentemente in stato di shock e in soggezione.
“Erano troppi, ci hanno massacrato, uno a uno… Io sono scappato e mi sono nascosto quando la situazione è peggiorata. Quel nano… ha spezzato il cranio a molti dei nostri, senza che loro potessero neanche scalfire la sua armat…”
“CHI VI HA DATO IL PERMESSO DI AGIRE CONTRO IL MIO VOLERE?”
La voce dell’uomo tuona in tutta la caverna, terrorizzando tutti i suoi subalterni.
“I-I-Io gli avevo detto di seguire i vostri ordini e limitarsi a studiare la situazione… Intervenire è stata un’idea del capo.”
“IO sono il vostro capo, SOLTANTO IO! È chiaro?”
“Sì, signore.”
“Ti credo, lo sai che a me non si possono raccontare bugie.”
“Sì, signore, ne ho sentito parlare…”
“Molto bene. Sei stato il più furbo. Molti potrebbero darti del codardo, ma io penso che la vita valga più della fama. Gli altri sono morti, tu no. Una perdita piuttosto ingente tra le mie fila devo dire. Tutto a causa di un singolo idiota che non sa seguire gli ordini. E ora oltre ad aver perso decine di uomini, non sappiamo neanche nulla delle informazioni che avevo richiesto.”
“I-I-Io ricordo tutto! Ho anche scritto tutto quello che ho visto in un foglio.”
Il ragazzo prende un foglio sporco di sangue e timidamente lo porge all’uomo, che subito mostra un largo sorriso da sotto il cappuccio.
“A quanto pare c’è un posto vacante alle Fattorie… Parliamo della tua carriera figliolo.”
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