Dicerie Post-Live: Scrutando l’Abisso

9:42 Era del Drago, 26° giorno di Ferventis, In un Accampamento poco lontano da quello della Spedizione, Sera tarda
Tre giorni dopo l’ultima battaglia, nell’accampamento dei Valokas.
Eskel entrò con una irruenza inusuale nel tendone. I Tal Vashot all’interno interruppero la diatriba.
“Per qual motivo non mi avete chiamato?”
“Dobbiamo chiamarti ogni volta che decidiamo di metterci a parlare?” Ribatté Saeed, che si alzò dal fondo del tendone. “Magari dobbiamo anche avvisarti quando andiamo in bagno?”
“È morto Draco.”
“Lo abbiamo saputo. Presto lo vendicheremo.”
“Ah, già avete deciso di scatenare una vendetta?” Cadde il silenzio.
“Stai scherzando, vero?” Ringhiò Saeed. “Era tuo fratello! Era a un passo dal concretizzare il tutto! Come puoi pensare di non vendicarlo?”
“Il mio non è un facile discorso sulla futilità della vendetta. Il mio è un discorso logico. Contro chi dovremmo vendicarci? Contro l’assassino di Draco? Coloro che lo proteggono? Contro tutta la Spedizione? Contro il Qun che sospettate essere il mandante?”
“Potremmo iniziare con l’assassino…” suggerì una voce tra le fila.
“Oppure possiamo iniziare a comportarci come una fazione, invece che come una banda di scappati di casa…”
9:42 Era del Drago, 26° giorno di Ferventis, in un ufficio di una fortezza, Anderfel
Il sole sta ormai calando, ma nella stanza semi-buia non si può notare: l’unica luce è data da due candele verdi, poste su una mappa. L’unica figura all’interno della stanza è in ombra, osserva in silenzio la mappa, quasi si aspettasse che succeda qualcosa e, dopo pochi istanti, una delle due candele si spegne, lasciando affievolire la luce nella stanza, retta ora da un’unica candela. Solo un sospiro esce dalle labbra della figura, che osserva in silenzio la candela appena spenta, finché un’altra figura, in armatura, non entra dalla porta dopo aver bussato.
“Signore, voleva vedermi? Oh… Un altro, eh…?”
La prima figura annuisce, quindi alza lo sguardo sulla persona in armatura.
“Hai già una stima delle perdite?”
“Poche. Almeno, di quelle rilevanti, sembrerebbe. Ma stiamo ancora attendendo che facciano rapporto.”
“Molto bene.”
“Signore… posso fare qualcosa?”
“Ormai il risultato è inevitabile. Ci serve solo un poco più di tempo per tutti i preparativi.”
9:42 Era del Drago, 27° giorno di Ferventis, Accampamento della Spedizione, mattina
Il giovane ormai ex-templare si trovava da ormai diversi minuti davanti alla tenda obitorio dove Helianor passava gran parte delle sue giornate.
“Avanti Vidocq. Hai affrontato di peggio che una Helianor incazzata.” commenta fra sé e sé, osservando l’ingresso chiuso da una pesante tenda “… forse.” aggiunge insicuro dopo qualche istante. Accanto a lui un carretto coperto, contente ciò che aveva preso in prestito ad Helianor due giorni prima.
Uno sguardo al carretto, quindi di nuovo alla tenda. Un respiro profondo, per trovare il coraggio, per poi dare una spinta al carretto, facendogli oltrepassare l’ingresso del tendone.
“Helianor lo so ho fatto un’idiozia. Scusami, avrei dovuto pensarci su bene, ma giuro che era per una buona caus…”
Improvvisamente si blocca, perplesso, guardandosi attorno. Il silenzio regnava sovrano, nessuna risposta.
Forse gli era andata bene. Magari le avrebbe lasciato un biglietto. Ma dove diavolo era? Non trovarla lì per bene due volte era quantomeno strano.
9:42 Era del Drago, 27° giorno di Ferventis, Accampamento della Spedizione, sera
Questa volta, era diversa da quelle precedenti: stavolta, si era deciso di fare un funerale comune. In passato ogni fazione aveva tenuto i funerali dei propri caduti nel proprio accampamento, isolati. Questa volta no, forse per tentare di dare più un senso di unità alla Spedizione, o forse solo per fare tutto in modo più sbrigativo, difficile a dirsi.
I corpi erano già stati bruciati, perché la sicurezza per i vivi aveva ovviamente la priorità, ma un funerale degno di questo nome era decisamente dovuto. Ogni caduto per la Spedizione, era un caduto per lo scopo che la Spedizione si era prefisso, era un caduto per il bene del Thedas, indipendentemente dalle circostanze della morte.
Qualcuno suonava e cantava una canzone lenta e triste in un angolo, una vecchia canzone fereldiana che parlava di un ultimo addio, di come anche occhi che han visto orrori indicibili, trovano infine un riposo, mentre la strada deve andare avanti, per tutti gli altri.
Ogni delegazione avrebbe poi onorato i propri caduti a suo modo: un funerale andrastiano per Brennan, Erik e Drake, sebbene in modi differenti per quest’ultimo, mentre un esponente dei clan dei Vashoth, un qunari ammantato, avrebbe detto qualcosa per Draco. Ed infine dei calici sarebbero stati alzati, per brindare ai caduti. Nessun lavoro sarebbe stato portato avanti quella sera, se non per i più impellenti come quello dei medici.
Ma alla fine, si sarebbe dovuti andare avanti, perché per i vivi, la strada prosegue.
9:42 Era del Drago, 29° giorno di F9:42 Era del Drago, 28° giorno di Ferventis, Accampamento della Spedizione, Taverna del Drago Ubriaco, Alba
L’alba sta sorgendo sull’accampamento della Spedizione, già sono in movimento i preparativi per disallestire il campo, per ripartire in tarda mattinata, ed anche il tendone della Taverna dovrebbe fare lo stesso, ma Beatrix è intenta in altro: davanti al palo dove veniva appeso di volta in volta la lista dei caduti della Spedizione, la penna in mano, intenta ad aggiornarlo.
Preparandosi a lavorare per sbaraccare, appena sveglio, Bort fa qualche passo nella zona centrale, vedendo Beatrix davanti a quel foglio, apre la bocca per dire qualcosa, vorrebbe dirle che aveva ragione a lasciare altro spazio. Ma forse non è il momento. Avranno tempo per disallestire fra una decina di minuti.

“In memoria di:
Lucian McDouglas
Livia Colubra
Arthal
Ravel Tallisker
Gothar
Alcibiades Dante
Georg
Erised
Gortic
Eriadan De La Crux
Jonas Whale
Maximilian Van Markham
Alyon Calien
Lucas di Antiva
Draco
Brennan
Drake
Erik Bejornskinn”
9:42 Era del Drago, 29° giorno di Ferventis, Accampamento della Spedizione, turni di guardia
“Cioè, accolgono i bambini dei maghi?”
“Non asilo in quel senso, deficiente!”
“Ehi, che succede?”
“Sto spiegando a Bodo le novità… o almeno ci provo.”
“Non sono stupido! Cioè, sei tu che parli difficile!”
“Va bene… riproviamo. Diritto di asilo significa che ti viene offerta protezione come se fossi parte della Chiesa.”
“Ehi, aspetta. Stai parlando del diritto di asilo che la Chiesa Imperiale offre ai maghi della Spedizione?”
“Sì, dicono che non importa né la provenienza né lo status… è arrivato un Alto Padre… come si chiama. Vito?”
“Tito Cornelio.”
“Ehi, tu come fai a saperlo, Bodo?”
“L’ho visto quando è arrivato. Mi ha chiesto delle indicazioni e glie le ho date. Poi mi ha benedetto. È stato molto gentile.”
“Ehi, questa sì che è che è bella.”
“Che vuoi dire?”
“Ehi, ma dove hai vissuto finora? Sotto una roccia? Il Tevinter tiene i confini più serrati della scarsella di un taverniere.”
“Vero… si sono sempre rifiutati di accogliere i maghi apostati di altre nazioni… c’è sotto qualcosa.”
“Ehi, a quanto so la cosa vale solo per i maghi della Spedizione.”
“Magari lo fanno perché siamo tutti sulla stessa barca?”
9:42 Era del Drago, 29° giorno di Ferventis, Gruppo armato in marcia verso sud
Cosa ci si fa con un baleniere sbronzo?
Cosa ci si fa con un baleniere sbronzo?
Cosa ci si fa con un baleniere sbronzo, quando inizia il giorno?

Tagliagli la gola con un ferro vecchio.
Tagliagli la gola con un ferro vecchio.
Tagliagli la gola con un ferro vecchio, quando inizia il giorno.

Ehi, ehi, cavalca l’onda.
Ehi, ehi, cavalca l’onda.
Ehi, ehi, cavalca l’onda, quando inizia il giorno!

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