Dicerie pre-live: Epifanie (parte 2)

9:42 Era del Drago, 1° giorno di Verimensis, da qualche parte nelle Anderfel
“Fratelli, la Luna Nera mi ha parlato nuovamente! È giunto il momento di espandere il nostro culto e di portare la vera fede nel mondo. Una nuova era è alle porte. Un’era di pace e prosperità, un’era di uguaglianza, un’era di abbondanza. Nel nuovo mondo non ci saranno più ricchi e poveri, nobili e plebei. Ci saranno solamente uomini liberi, felici ed uguali! Noi abbiamo il sacro compito di preparare le nazioni per la Sua venuta, quindi andate fratelli miei. ANDATE E SPARGETE IL VERBO DELLA LUNA NERA!”
9:42 Era del Drago, 2° giorno di Verimensis, fra le steppe, lontano dall’accampamento della Spedizione
“…Anf… Anf… Avranno finito!”
“Questo ci ha dato del filo da torcere, Lugh.”
Il Cercavia si ferma, riprendendo il fiato per poi annuire.
“Hai ragione, ma ora fai silenzio e mangia qualcosa. Sembri a pezzi, Rayan.”
“Lo farei, ma ho già finito tutto.”
“Be’, io ho solo le mie razioni speciali.”
“Che roba è?”
“Principalmente miele, bacche, orzo e frutta secca.”
“Bleah! Ma non c’è solo questo.”
“Ah, sì. Ci sono anche pezzi di cuore e fegato.”
“Sei di stomaco delicato.”
Lugh si volta di scatto, intimando al compagno di fare silenzio.
“Qualcuno sta arrivando!”
Una figura elfica compare da dietro una roccia “Ehi, piccolo nug? Questa caccia è terminata. Ho nuove direttive.”
“Quali ordini?”
L’elfo si volta, ascoltando il suono di un corno, annuendo, e poi si rivolge ai due.
“Tu! Ritorna col gruppo. Lugh, controlla i luoghi segnati su questa mappa.”
“Sia chiaro: controlla ma non intervenire se non certo del risultato.”
9:42 Era del Drago, 3° giorno di Verimensis, esploratori a un paio di giorni dall’accampamento della Spedizione
“Per Andraste! Vieni a vedere!”
“Che succed… Ma che…!”
“Ma non sono Johan e Mark?!”
“Si, per la miseria, sono loro! Erano usciti a caccia un paio di settimane fa, ci credo che non tornavano…”
“Già… Sembrano morti da diversi giorni. E uccisi da delle frecce.”
“Orda Rossa?”
“Non credo, non è rimasto quasi niente di loro.”
“Prole oscura?”
“No, le loro frecce sono diverse, più grezze. Queste sono delle belle frecce, ben intagliate.”
“E allora chi diavolo potrebbe essere stato…?”
“Non lo so.”
9:42 Era del Drago, 5° giorno di Verimensis, Accampamento della Spedizione
“Hey, come ti senti oggi?”
“Benissimo! Dopo il banchetto che ha organizzato per i soldati il nuovo Comandante!”
“È stato un bel gesto, è vero. E ci siamo divertiti parecchio!”
“Ah, lo immagino, io non ricordo quasi niente dell’altra notte! Hahahaha!”
“Beh, comunque sembra essere servito, il morale è tornato ad alzarsi.”
“Già! Tutti sembrano marciare con un po’ meno pensieri in questi giorni. E un po’ più doposbornia…!”
“Hahaha!”
9:42 Era del Drago, 8° giorno di Verimensis, Accampamento della Spedizione
“Minchia Jhonny! Hai sentito?”
“Cosa?”
“Del nuovo Comandante!”
“James Delaney? Si, ha fatto un banchetto…”
“Ma no! Ma chi se ne frega del banchetto! Gira per la Spedizione con brutta gente!”
“Ma chi…?
“Un dichiarato apostata, un criminale… e si dice persino una maga del sangue!”
“Ma che minchia dici?!”
“Giuro! L’ha proprio presentata lui! Un elfa, di quelli con i tatuaggi!”
9:42 Era del Drago, 10° giorno di Verimensis, Accampamento del Tevinter, notte
“Ma hai sentito il casino che c’è nella tenda del falegname? Ci sono rumori strani come di un enorme felino che gratta sul legno.”
“Si li ho sentiti anche io, ma… Sembrava più un grosso cane che un felino. E poi sembra che ci sia odore di cane bagnato e.… tè?”
“Cazzo, hai ragione! È meglio se andiamo a controllare.”
I due gendarmi si avvicinano molto lentamente e con timoroso sospetto. I rumori animaleschi provenienti dalla tenda si sentono sempre più forti e uno dei due soldati esclama: “Ma dove cazzo è Ishal?”
Da dietro i due compare, di ritorno da una passeggiata, il falegname che con tono pacato rispose “Proprio qui, perché?”
I due uomini d’arme sobbalzano dalla paura ed uno dei due esclama: “S-s-salve a voi Ishal…”
Dalla tenda esce di colpo un’ombra bestiale che fugge verso l’esterno dell’accampamento lasciando i tre uomini stupiti.
9:42 Era del Drago, 13° giorno di Verimensis, Accampamento della Spedizione, quartiere del Tevinter
“Quindi?”
“Quindi cosa?”
“Penso sia passato abbastanza tempo. Cosa intendi fare?”
“Domani.”
“Vai tu?”
“Massì. L’altra volta è andata liscia, andrà anche questa volta.”
“Sei troppo ottimista…”
“Forse. Ma sono esseri inferiori, davvero hai paura di loro?”
“Anche un cane è pericoloso, se è assieme ad altri dieci come lui.”
“Beh, vedrò di stare attento, ma comunque dobbiamo recuperarlo. Domani ci sarà il processo poi, no…?”
Nelle stanze di un Circolo
“Maestro? Avrei bisogno di parlarle…”
“Dimmi pure ragazzo.”
“Sono molto turbato… queste notti fatico a dormire.”
“Qualcosa ti preoccupa?”
“Non lo so… ma è da un po’ di notti che continuo a fare sempre lo stesso sogno e sinceramente la cosa mi inquieta.”
“Vuoi provare a raccontarmi?”
“Certamente, speravo di potermi confidare con lei. Il sogno comincia ogni volta in modo differente, mi ritrovo in un luogo buio e al chiuso, sempre diverso, a volte nella biblioteca, a volte in una grotta… una volta addirittura nei bagni! Comunque, tutto d’un tratto, in lontananza sento rumori metallici, come cozzare di armature e stridio di lame… il suono si fa sempre più vicino e percepisco delle vibrazioni, come se un esercito camminasse all’unisono e quando qualunque cosa sia, sta per uscire da quell’oscurità… io mi sveglio!”
“Ne hai già parlato con qualche Templare di questa cosa?”
“No, lei è il primo a cui lo riferisco. Credo che sia una sorta di cattivo presagio!”
“Uhm… per noi maghi ogni sogno è importante. Hai meditato sul suo significato?”
“Ma maestro non è questo sogno a preoccuparmi…”
“E allora cosa?”
“È il fatto che una volta svegliato, certe notti continuo a sentire quei rumori che si allontanano da me!”
In una tenda oscenamente sfarzosa, accampamento della spedizione
Luciano era chino sul tavolo coperto di appunti e mappe, bottiglie, residui di tabacco e macchie di cibo e vino.
“Cantala di nuovo!” Disse Luciano.
“Ancora!? Ormai ho la gola secca!”
“Cantala di nuovo, Leonardo!”
“Rientrava dalla battuta ansante in gambe e cuore
Aveva servito nella muta del Re Cacciatore
Avanzando piano nel rigore del primo brumale
Giunse il Battipista in sella a una belva ferale
Lui era alto rango nel sangue di Elvhenan
La sua forza fu ereditata da Shartan
Aveva corso fuggendo l’umana peste
Ricordando le battute alle bestie
Giunse tra le foreste, in un’alba di vetro
Ricordava uno spettro in un manto tetro
I bottoni di rame brillavano sotto i fiocchi
In un’ampia cappa che mostrava solo gli occhi
Nelle lunghe notti aveva percorso tra i bui
Ora lui riconosceva la terra ma lei non riconosceva lui
Il Tevinter aveva cambiato tutto per sempre
E il sangue dalish per quanto nobile non valeva più niente
Nonostante lo sguardo costante
Due lacrime calde rigavano le guance
Tu chiedi perché? Per quanto forte lui non riuscì a non piangere
Il vecchio mondo è morto e il nuovo tarda a nascere
Nonostante il suo corpo composto
Due lacrime calde rigavano il volto
Domandi perché? Per quanto memore d’usi, abusi e regole
Nel tempo s’era perso il passo fra due epoche.”
“Ci sono! Eccola!”
“Cosa? È da stamattina che mi stai tirando scemo!”
“L’ipogeo!”
Resti di una carovana, da qualche parte nelle Anderfel
Il mercante annaspava mentre due uomini lo sollevavano di peso. Gli abiti erano ridotti a brandelli come la faccia. La pelle sul lato del cranio calvo era stata squarciata e ricadeva sulla guancia come una vecchia cuffietta da notte.
Zigrim cominciò a rovistare sotto il suo mantello e vi trasse un otre. Korgath osservava l’uomo ferito con indifferenza. La sua attenzione era rivolta altrove, verso il responsabile di quel macello.
Zigrim diede da bere all’uomo. Spese soltanto una breve frase. “Artigli molto aguzzi.”
Korgath annuì. “Un giovane maschio. Vuole marchiare questo territorio come suo.”
“Colpirà di nuovo.”
“Non se lo colpiamo prima noi.”
Palazzo dei Volto d’Inverno, Antiva, una sera
Romano Volto d’Inverno se ne stava seduto come suo solito sulla sontuosa poltrona di fronte al caminetto dell’ufficio. Si teneva la testa con una mano e stringeva nell’altra il pezzo di pergamena giunto quella mattina con la posta. La stringeva con rabbia, valutando le proprie alternative. All’improvviso qualcuno bussò alla porta, destando il Principe Mercante dai suoi pensieri. Si alzò e si recò alla porta, dove scambiò poche parole col suo interlocutore. La presa sui fogli si fece ancora più salda, e la carta scricchiolò assieme alle nocche dell’uomo quando quest’ultimo tirò un pugno contro al muro. Romano Volto d’Inverno si trovò solo di nuovo, solo coi suoi pensieri, una penna e un calamaio.
Quartiere Dalish, accampamento spedizione
Il gruppo di elfi si trova davanti al fuoco, l’anziano del gruppo si alza e inizia a parlare ai giovani davanti a lui:
“Bene ragazzi chi sa dirmi quali sono “le tre vie del cacciatore” che la Dea ci ha lasciato come codice, ossia il Vir Tanadhal?”
Un ragazzo alzò la mano e rispose:
“La prima via si chiama Vir Assan, ossia la via della freccia!”
“Molto bene.” disse l’anziano Dalish, un altro ragazzo aggiunse: ” Vir Bor’Assan, cioè “La Via dell’Arco” è la seconda” esclamò a gran voce, infine un ragazzo più giovane degli altri si alzò e concluse dicendo ” Vir Adahlen, “La Via del Legno”.
“Bravissimi!” rispose il saggio anziano.
“Queste sono le tre vie che tutti dobbiamo seguire e appren……” Ma venne interrotto da una voce in fondo al gruppo che esclamò: “Ma si dice anche di una quarta via.”
“Una quarta??” Rispose l’anziano elfo cercando di vedere chi si celava in fondo al gruppo.
“Quella via non è più praticata.” continuò il Dalish più vecchio.
“Ma Andruil ci ha fornito la quarta via, Vir Banal’ras, per non farci sottomettere da nessuno. La”Via dell’ombra” non può essere dimenticata, è parte del nostro retaggio.” rispose la figura in fondo al gruppo con tono più minaccioso.
L’anziano, mentre cercava di arrivare verso la voce al limitare della folla cercò di controbattere: “Come ho già detto è una strada che quasi nessuno pratica più, solo sconsiderati e assassini la intraprendono”.
Quando arrivò al punto in cui senti arrivare la voce trovo solo un mantello vecchio sul terreno ma una voce riecheggiò intorno al fuoco “LO VEDREMO “.
Quartiere della chiesa, tenda comando templare
Un esploratore entra nella tenda comando: “Comandante!!”, si annuncia la sentinella al superiore, “Sono qui per fare rapporto sui villaggi attaccati come mi ha chiesto”
“Ah bene, mostrami cos’hai trovato, avvicinati al tavolo ragazzo”.
Il templare anziano fa un cenno al giovane soldato e lui si avvicina subito srotolando delle mappe un po’ usurate: “Ecco, come può vedere, signore questi sono i villaggi attaccati di recente. Sembra che gli attacchi si spostino lontano dalla zona della spedizione”.
Il comandante osserva con attenzione la mappa ed esclama: “Sì, sembra proprio che si sia accorto che gli stiamo dando la caccia. Dovremmo muoverci con cautela e fare passare meno informazioni possibili, adesso vai pure e se noti qualcosa fai rapporto solo a questa tenda. Ok?”.
L’esploratore, mettendosi sull’attenti esclama con fermezza: “Signor sì!” ed esce dalla tenda velocemente.
Irrequieto il templare fissa la mappa sul tavolo ed esclama: “Mi preoccupa questo spostamento così improvviso, potrebbe esserci qualcuno qui che non me la racconta giusta.”
“Théodore cosa pensi?” La figura dall’altra parte si aggrappa al suo bastone con aria pensierosa: “Anche secondo me, chiederemo ai tuoi cadetti di aiutarci, meglio usare facce nuove poi… mi sembra che questi ragazzi sanno il fatto loro da quello che ho sentito”.
Il poeta nano, in una taverna da qualche parte
“E poi c’è questo illustre che mi ha raccontato che quell’altro in realtà non è più blasonato già da diversi cicli, c’è quell’altro che cerca un ladro ed è disposto a pagare profumatamente e … insomma questa Spedizione è veramente colorita!”
“Hahahhaha… Certo è che Lei ne racconta di tutti i colori… chissà dove sta la verità! E comunque Signor Charleroix, quel nano è incredibile!”
“Per amor del Creatore giovane amico mio, ti prego di smetterla di usare quei appellativi altrimenti giuro che ti … ti sembro vecchio?!”. Charleroix nota qualcosa fuori dalla finestra, si alza di scatto e corre leggiadro verso il nano.
“Amico mio, penso che tu gli abbia insultati abbastanza, guarda le loro facce livide… hahahahah…” Sussurrando continua: “E il momento di filarsela… Bisogna che osservi bene, guarda oltre, lasciano sempre delle tracce.”
Flusso di coscienza, accampamento spedizione
Mi chiedo qualora possano essere all’altezza del gravoso compito… Sapranno prendere il suo posto. Uno è il suo maestro, l’altro porta troppi fardelli e la sua mente vacilla … e lei è.… lei è bellissima ma per il suo bene sarebbe stato meglio se fosse nata da qualche altra parte. Chissà se si trova a suo agio nelle sue nuove vesti. *Sorride* Almeno questa volta non è nuda… conoscendola avrebbe preferito probabilmente di più quella situazione …
“Lord Kevin. La stanno aspettando”.
“Lo so. Lo fanno sempre… ora so come ti sentivi zio.”

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