| 9:40 Era del Drago, notte tempo da qualche parte nel sud delle Anderfel | |
| “Maestro! Ve lo giuro! Quell’uomo è morto!” “Sono molto molto deluso dal tuo fallimento, figlio mio. Quell’uomo è vivo, è stato visto oggi fare una bella passeggiata per il mercato, sano come un pesce.” “Io… Maestro ve lo assicuro! L’ho ucciso! Ho piantato il mio pugnale nel suo petARGH…” “Portate via il corpo e bruciatelo, non lo voglio più vedere.” “Si Maestro. Avete altri ordini?” “Si, ma non per voi…” |
| 9:40 Era del Drago, primi giorni di Pluitanis (2° mese), in una taverna | |
| Mentre un eccentrico individuo da spettacolo fra gli avventori, due figure lo osservano in disparte. Un uomo e una donna. “Che ne dici?” “Dici quello che sta facendo carte false per farsi notare ad ogni costo? Quello che fa abbastanza casino da ricordarmi un altro cialtrone?” L’uomo che ha parlato per primo sospira, incassando malamente il colpo che gli è stato inferto, per poi tornare a guardare lo spettacolo che la taverna offre. “Si beh… Ha stile…” Gli occhi della donna, si voltano verso di lui, scettici. “Stile? Quello tu lo chiami stile?” Per un secondo fra i due cala il silenzio “Quindi… Chi se lo prende?” |
| 9:40 Era del Drago, 18° giorno di Pluitanis (2° mese), Accampamento della Spedizione | |
| “Come sarebbe a dire che le mie merci sono state dirottate?!” “Ci dispiace… Ehm… Voi siete?” “Ricardo Dal Cuervo! Capitano Ricardo Dal Cuervo! Ve l’ho già detto mille volte! E sto aspettando merci molto importanti! I clienti mi hanno già pagato l’anticipo!” “Ci dispiace Capitano… Ma è tutto fermo fino a nuovo ordine…” “Beh… I miei clienti nel Tevinter non saranno contenti…” “Non lo saranno neanche quelli delle altre delegazioni… Non pensate che valga solo per voi.” |
| 9:40 Era del Drago, 21° giorno di Pluitanis (2° mese), Accampamento della Spedizione, nella zona del Tevinter, notte fonda | |
| “Shhhhh! Non fare tutto quel casino, tieni su la borsa! Le monete si sentono fin giù a valle, idiota!” “Scusa, è che non pensavo ci fossero così tante cose nelle tende precedenti!” “Nella prossima sicuramente troveremo ancora di meglio. Sono giorni che curo questa ragazzina e non ha nessuno a farle da guardia, dalla sua tenda esce un odore di bestiame assurdo.” La ragazza si sveglia e, rendendosi conto di quello che sta succedendo rimane immobile, bloccata dal terrore. “Eccolo! L’ho trovato! Con questo ci faremo un sacco di soldi!” Lo sguardo le si spalanca quando vede cosa l’uomo sta sollevando, vincendo a fatica la paura afferra un coltello da scuoiatura lasciato vicino al letto e si alza, puntandolo verso i due ladri “LASCIATE GIÙ QUEL CIONDOLO!” “HAHAHAHA! Ragazzina, torna a dormire e non ti faremo del male.” L’ira lascia il posto alla paura e la ragazza si lancia avanti mentre la tenda si riempie di urla, di sorpresa, di paura e di dolore, spezzando la quiete notturna dell’accampamento. |
| 9:40 Era del Drago, 18° giorno di Pluitanis (2° mese), Città di Nordbotten, castello del governatore | |
| “Mio signore! Stanno arrivando… E lo stanno facendo in forze!” “Credono di potermi fermare… Come hanno scoperto dove siamo? Mh. Forse con le gemme… Questo va risolto…” Darion si chiude in una silenziosa riflessione, dopo un paio di minuti il messo si schiarisce la voce. “Mi scusi mio signore ma… Non facciamo niente?” “Mh… Si. Fate entrare tutti nelle mura e sigillate tutti gli ingressi. Chiamate alle armi i coscritti. Fate preparare l’esercito, preparate le barricate e che si schierino. Se vogliono la guerra, è ciò che avranno!” “Si signore!” Il messo si allontana e la porta si chiude, mentre Darion si volta e il suo sguardo si perde nelle sfumature rossastre davanti a lui, mentre sul suo volto si disegna un ghigno. “Che vengano. È l’occasione perfetta per le prove generali… Mi saranno solo d’aiuto!” |
| 9:40 Era del Drago, 20° giorno di Pluitanis (2° mese), Accampamento della Spedizione, Tenda di Comando | |
| “Quindi… La situazione?” “Tutte le zone circostanti, sono state evacuate, tutta la popolazione si trova fra le mura, i portoni sono stati sigillati, tutti e quattro, e sono molto pesantemente sorvegliati.” “Mh… Avete visto molti non morti?” “In realtà signore… Abbiamo visto gente viva. Qualcuno ci è sembrato pallido, alle distanze a cui ci siamo fermati non era chiarissimo, ma se erano non morti… Comunque si comportavano come persone normali.” “Questo è strano.” Il silenzio cala nella tenda mentre i vari comandanti riflettono, finché Bowden non rompe il silenzio. “Abbiamo una mappa della città?” “No signore. Entrare per recuperarne una era stato impensabile purtroppo, i portoni sono troppo ben sorvegliati.” “Grazie soldato.” L’esploratore si allontana mentre il concilio torna a riunirsi, attorno al tavolo su cui ora si trova la scarnissima mappa di Nordbotten fornita dalle ultime esplorazioni: una cinta rozzamente circolare di mura con due portoni a nord e nord-est, uno a est, uno a sud e uno a sud-ovest. “Come diavolo entriamo? Non possiamo permetterci un lento assedio e se i portoni sono così ben presidiati perderemmo almeno cento uomini prima di conquistare un ingresso…” “I genieri non possono fare qualcosa?” “Verrebbero ammazzati prima di arrivare un portone e non hanno modo di bucare le mura.” “…E se lo avessero…?” L’intero concilio si volta a fissare Hagen. |
| 9:40 Era del Drago, 21° giorno di Pluitanis (2° mese), Accampamento della Spedizione, zona della Chiesa | |
| “Markus? Markus mi senti…?” “…Si… Si ora si.” Il mortalitasi si alza stancamente sulla stuoia su cui era stato per ore in profonda trance, andando a sedersi, un po’ dolorante, su una sedia più comoda. “Non si può avere un bicchiere di porto vero…? Inizio ad avere una certa età per immersioni così prolungate…” “Temo di no, non nella tua situazione.” Il mago sospira ed annuisce. “Quindi? Trovato qualcosa?” “Si… Cinque fonti di energia, misti di spirituale e entropica e probabilmente altro, estremamente potenti. Due più o meno al centro della città, leggermente spostate verso sud ovest… Altre tre sparse per la città.” “Grazie, riferisco subito!” |
| Poco dopo, nella Tenda di Comando | |
| “È tutto?” “Si signore!” “Grazie, puoi andare… Quindi, cinque fonti di energia. Che facciamo?” “Siamo sicuri di utilizzare dell’esplosivo… Al lyrium…?” “Beh… Non ne abbiamo molto e di solito non viene considerato perché è troppo instabile, a volte anche per i nani, e non ha applicazioni all’infuori del lavoro in miniera… Ma con una buona fetta delle nostre scorte penso che potrebbe abbattere un punto di mura se troviamo una zona non troppo ben messa.” Interviene Fen’Herin “Un momento… Qui, a sud-ovest mi pareva avessimo visto un punto in cui le mura erano in pessimo stato… Se i nani le fanno saltare e creano una breccia io porto dentro gli esploratori e vediamo di trovare qualcosa di utile, con voi che attaccate in quel punto faranno poco caso ad un gruppo piccolo e leggero.” “Va bene, voi cercate di recuperare informazioni e noi…?” “Se Markus ci ha visto giusto le due fonti di energia vicine sono più o meno qui. Entriamo con Avanguardia e esercito, puntiamo lì e speriamo che gli esploratori arrivino il prima possibile con le informazioni. Troviamo un buon punto in quella zona e ci stabiliamo il comando per l’invasione e nel frattempo studiamo le fonti di energia, tentiamo di capire cosa sono.” |
| 9:40 Era del Drago, 22° giorno di Pluitanis (2° mese), Sobborghi a sud-ovest di Nordbotten, mattina | |
| Grida miste al clangore delle armi risuonano, mentre le donne e gli uomini dell’Avanguardia, assieme alle truppe della Spedizione, si fanno largo per le strade della città attraverso la breccia creata nelle mura dai nani. “Attento a destra!” “Ce l’ho!” “Non si aspettavano gli arrivassimo da qui questi bastardi, ha!” “Si ma… Per Andraste! Non sono solo non morti! Ci sono anche umani! Questi sono normali soldati e milizie!” |
| Una pagina di diario | |
| Il mio viaggio con la spedizione prosegue, annebbiato da nuvole scure che si addensano all’orizzonte, monito forse inspiegabile ma così potente da offuscare Tenebrium e la Luna. Presagi di un pericolo vicino e lontano, auspicii di una guerra sull’orlo del forse, segni di morte certa e sofferenza inesauribile. Minacciati dal dubbio e dall’incertezza, v’è tuttavia un sentimento, un qualcosa che difficilmente ci si aspetta nelle genti in difficoltà: vedo esuberanza in questi giovani, vedo un entusiasmo forse folle ma necessario e, come nell’ora buia si aspetta l’Alba, il loro azzardo e la loro scommessa sembrano addirittura portare una brezza fresca, una novità in questo vecchio mondo… Una… Speranza. Ch’io sia maledetto se non ammettessi nel mio profondo che l’invidia cresce forte nel mio già vecchio cuore, che ha battuto troppo a lungo forsennatamente per paura; come potrei ora chiedergli di togliersi l’armatura e permettersi di fidarsi nuovamente delle promesse di una così tenue luce quale quella della Speranza? Eppure il mio cammino prosegue al loro fianco, con passo stanco ma curioso d’assistere a qualsiasi cosa questi eroi speranzosi, queste canaglie fiduciose porteranno ad una Terra arida d’ardore. Queste mille e più persone, ognuna spinta da un sentimento che la contraddistingue, chi più nobile, chi meno; ma sarà l’animo o la spada a far da giudice o boia? Fui criticato in passato, quando dissi che spesso la nobiltà d’animo non si trova in sintonia con quella di sangue. Oggi credo di poterlo riaffermare. Ove giace il segreto della verità sulla nobiltà? Un uomo nobile è colui che a spada tratta difende i propri fratelli, né si ha un esempio nel figlio che con la propria magia fa scudo alla madre oppure la risposta a questo morboso dilemma giace in chi soggiorna in un palazzo d’oro e d’argento e ha ordinato che tali crimini venissero commessi? In una terra così vasta come il Thedas, dove vi è la danza armonica e inesauribile che amalgama in modo uniforme le due nature della nobiltà? Ma soprattutto, possiamo dire che ve ne siano? C’è una voce, tenue e timida, che mi sussurra che da qualche parte questa perfezione deve esistere, deve esserci per l’uomo la possibilità d’aspirarvi e dunque non può che essere rappresentata da qualche luogo o popolo. È così triste non poter annoverare la mia casa fra questi luoghi ameni. Eppure, c’è chi dirà che entrambe queste visioni, questi disegni, sono necessari al benessere dello stato, poiché non v’è modo di stabilire l’ordine senza regole e gerarchie. Certo, gli risponderò. Tuttavia il valore di una vera nazione non si misura in sangue, non si misura in oro, non si misura nella sua forza militare. Il valore di una Nazione, di un Paese, di un Popolo, il Vero Valore si misura con le anime e le gesta di chi davvero vi crede, di chi del suo Popolo, del suo Paese, della sua Nazione, ha fatto in tutto e per tutto la sua ragione di vita. La domanda sorge dunque spontanea come la Luna, che finalmente mi porta il suo presagio: la Nazione di questi uomini e di queste donne, è davvero quella delineata da un confine? Aureliano Seneca, excogitator in exilium |
