| Una nuova giornata | |
| Come ogni mattina, la vedetta che osserva dalla cima del forte di Weisshertz, guarda il sole sorgere e annuncia l’inizio di un nuovo giorno, ma oggi non è una giornata come tutte le altre. Oggi è il Giorno d’Estate, e la Spedizione si prepara a ripartire. Nell’ospedale da campo, Anatomisti e Cerisuci stanno impacchettando ferri e medicine, preparando casse e barili per il trasporto. Nelle forge e nelle fucine i fabbri e gli artigiani affilano e temprano spade ed asce, ravvivandone il filo. I conciatori ingrassano i finimenti dei cavalli, mentre i sarti rattoppano vecchi stendardi e malridotte uniformi. La guardia effettua forse il suo ultimo cambio per passare il testimone alla milizia, mentre i cacciatori tornano con l’ultima selvaggina. Esploratori e messi portano le loro missive nelle località circostanti, aprendo la strada a mercanti e commercianti carichi di merci. Nell’ombra, c’è chi affila un coltello, mentre al sole c’è chi sfoglia pigramente un grimorio. I soldati e i guerrieri, invece, effettuano gli ultimi scambi di spada, pronti più che mai ad affrontare nuovi pericoli. Oggi è il Giorno d’Estate e la Spedizione si prepara a ripartire. |
| Un giorno di primavera dell’anno 9:41 Era del Drago, una mattina all’alba, campagne ad est di Vol Dorma (Impero Tevinter) | |
| “Questi, figliolo, sono gli attrezzi che tuo padre usa per dissodare i campi. Ora è un ottimo momento, infatti a breve mi metterò al lavoro assieme ai tuoi fratelli.” “E questi?” “Questi sono tutti gli strumenti che utilizziamo per lavorare con il bestiame! Sei bravo con gli animali, quindi quando sarai più grande potrai farlo tu.” “Si che bello! E qui dentro cosa c’è?” “Questi sono i sacchi che la prossima settimana porteremo a Vol Dorma, per donarli al nostro amato Impero!” “Oooh… e… papà?” “Si, figliolo?” “Chi sono quelli che stanno arrivano da là?” “Chi? Non c’è mai nessuno a quest’ora così presto…” “Quelli là! Con la corna!” |
| 9:41 Era del Drago, primi giorni di molioris, una tiepida sera nel quartiere orlesiano di Weisshertz, due guardie di picchetto davanti ad una tenda medica | |
| “Bah, io proprio non capisco…” “Mh? Che hai da lamentarti?” “Ma il poveraccio qui dentro… chi è…?” “Beh… Dicono sia un Custode Grigio che ha perso la memoria.” “Eh… E che diavolo ci fa sempre da solo per la miseria?!” “Beh non è da solo, riceve spesso visite.” “Si certo. Di medici, di Tev e di un qunari. Ma non ci sono degli aspiranti Custodi Grigi in giro? Tu li hai mai visti?” “Beh… no. In effetti no. Ma avranno altro da fare immagino? O forse le voci sono solo frottole e loro lo sanno…?” |
| Da qualche parte, sulla costa Nord di Antiva | |
| Ogni città di mare ha la sua leggenda, la sua nave pirata preferita, ma ce n’è una che ancora terrorizza i racconti di buona parte del Thedas. Non si sapeva davvero quale fosse il suo nome, ma quello più usato pare fosse la Serena. Le leggende narravano che avesse assaltato porti del Tevinter, città dell’Orlais o addirittura che si fosse spinta fino a Seheron. C’è chi dice che addirittura, il suo eroico equipaggio, avesse affondato e distrutto una Corazzata del Qun. Eppure, ora si trova sulla riva, lasciata con la prua squarciata, ma nessun corpo a bordo. Che fossero tutti vivi? O forse tramutati in fantasmi? Nessuno osò mai entrare a controllare, poiché all’ingresso del relitto bruciato qualcuno aveva appeso un cartello che recitava: questa è la Serena, ed è stata casa nostra. |
| Da una pagina di diario | |
| Il Giorno d’Estate, la festa un tempo dedicata all’Antico Dio Andoralis. Una festa particolarmente sacra per Orlais e la Chiesa, una festa solitamente dedicata ai matrimoni e alle processioni dei ragazzi che si accingono a passare all’età adulta. Un giorno di festeggiamenti per ringraziare l’imminente arrivo dell’estate. Ma qui a Weisshertz le cose funzionano diversamente. Qui i bambini che devono diventare uomini e donne sono ben pochi e qui non tutti professano la stessa religione. Ma qui per Weisshertz si festeggia anche per un altro motivo… la Battaglia di Nordbotten, lo scontro con Darion, hanno lasciato ferite profonde, ferite che hanno impiegato quasi due anni a diventare cicatrici… cicatrici che probabilmente rimarranno tali per molto, molto tempo. Ma ora, finalmente, queste ferite sembrano essersi rimarginate, finalmente la Spedizione si sta risollevando, sta tornando alla forza che aveva quando marciava sulla città controllata dal necromante e forse, grazie alla fondazione dell’insediamento e agli sforzi di alcuni membri dell’Avanguardia, anche di più. Si festeggia per i vivi, si festeggia per i morti. Si festeggia per la Spedizione, si festeggia per la speranza. |
