Dicerie post-live: Il Meglio della Vita

9:41 Era del Drago, 10° giorno di frumentum, Fortezza di Skalitz, dopo la battaglia
“Uomini, alla Fortezza! Riuniamoci all’Avanguardia, veloci!”
Le urla di incitamento della Regina donano nuova forza alle truppe ormai stanche che, terminata la battaglia, raggiungono l’Avanguardia della Spedizione.
“Presto! I feriti, portate immediatamente i feriti nelle retrovie! Kevin, controlla il perimetro attorno alla zona sicura! Portate acqua e bende, date ristoro a chi è allo stremo! Ferelden, mostriamo che quando ogni energia è terminata… è il momento in cui la nostra forza arde maggiormente!”
La guerriera osserva la situazione, accertandosi che le indicazioni su come procedere siano chiare ed efficaci. Attorno a lei gli uomini della Spedizione iniziano a radunarsi, con fatica e con la consapevolezza d’una nuova, seppur sofferta, vittoria.
Gli occhi di Elissa si posano sui suoi uomini, stanchi, orgogliosi e… mesti.
“Lord Maximilian?” Tuona la donna. Ma alla domanda della Regina non giunge risposta; rimangono solo il passo pesante di Sigrid che si avvicina a testa alta e un’ombra negli occhi.
9:41 Era del Drago, 10° giorno di frumentum, accampamento della Spedizione, Tenda del Primo Incantatore, sera
“Maestro Pentaghast, è permesso? Sono Wilhelm.”
“Benvenuto signor Wilhelm, venga pure. Il mio padrone sarà subito da lei.” mormora con il solito tono affabile il servitore non morto del Primo Incantatore.
“Grazie Sebastian, fai accomodare il nostro ospite.” la voce di Markus che arriva da dietro un paravento suona particolarmente stanca e sofferente.
Dopo un paio di minuti, passati seduto su una sedia da campo posizionata vicino ad un braciere in cui arde vivace un piccolo fuoco Wilhelm vede emergere da dietro il paravento la figura del Primo Incantatore del Circolo Itinerante, avvolto nella solita tunica nera e con una vistosa ferita che gli attraversa una guancia.
“Maestro, cosa vi è accaduto? Lasciate che esamini quella ferita!”
“Non preoccuparti Wilhelm, non è nulla. O almeno, nulla che un buon Risucchio Vitale non possa curare… e tranquillo, non lo userò su di te.” risponde il Mortalitasi, con un sorriso tirato.
“Sono lieto che nonostante tutto stiate abbastanza bene, maestro Pentaghast. Purtroppo, però mi duole dirvi che non sono venuto da voi per una visita di piacere. Vi reco una notizia riguardante Lord Van Markham, una notizia terribile…”
9:41 Era del Drago, 14° giorno di frumentum, turni di guardia nell’accampamento della Spedizione
“Ehi, hai saputo della Fennec?”
“Chi è? Una nuova ragazza della taverna?”
“La compagnia mercenaria, deficiente! I Fennec di Fuoco. Quelli che sono stati pagati per aiutarci.”
“Ah, quelli. No, cosa è successo?”
“Be’, mi hanno pagato per avere informazioni. Il tempo di un boccale di birra e guarda qui cosa ho tirato su!”
“Non male. Fossi in te però ci starei attento a quelli: sono mercenari. Oggi sono alleati, forse, ma domani chi lo sa? Dipende da chi li paga.”
“Non mi sembra ti sia lamentato quando hanno combattuto con noi sulla pianura.”
“Infatti, non mi lamento. Un morto tra i loro è uno in meno tra i nostri. Ma che informazioni gli hai venduto?”
“Sull’Orda Rossa. Niente di che: cosa avevo visto, cosa avevo sentito. Mi hanno anche fatto domande su Skalitz ma la fortezza era crollata quando siamo arrivati…”
“Per qual motivo dovrebbero essere interessati a queste cose?”
“Non lo so. Avevano detto che servivano per elaborare un piano di battaglia contro l’Orda Rossa ma l’Avanguardia non ha fornito niente di utile. Pare anzi che qualcuno abbia passato informazioni false. Se avessimo avuto un piano, forse, non avremmo avuto tutti quei morti! Ti rendi conto?”
“Ho sentito anch’io che l’Avanguardia ha combinato un bel po’ di stronzate ma mi rendo conto solo di una cosa: perché la Fennec paga per quelle informazioni, se l’Orda Rossa è stata sconfitta?”
9:41 Era del Drago, 15° giorno di frumentum, Città di Antiva, Palazzo Reale
Re Fulgeno II sedeva sul trono, osservando annoiato gli scambi di offese e scherni che stava avvenendo di fronte a lui. Si rendeva perfettamente conto che si trattava di un rito di passaggio per i rampolli della Nobiltà Antivana, ma lo riteneva antiquato e noioso. Quando però la porta della sala del trono di spalancò e Arianna Sforza fece il suo ingresso, persino lui, il Re, sembrò destarsi dal suo torpore. Rimase ad osservare la giovane e i sei mercenari in armatura pesante e alabarda che la accompagnavano. Questi ultimi si aprirono a ventaglio, per permettere alla loro signora di parlare indisturbata.
“Maestà! Io sono Arianna Sforza, figlia di Amedeo Sforza, Principe Mercante del Vostro regno!”
Disse la giovane, inginocchiandosi di fronte al sovrano.
“Sono qui, di fronte a Voi, per rivendicare ciò che è mio! Ciò che altri hanno provato a portarmi via!”
Lo sguardo della giovane tornò ad alzarsi, fiero, incrociando quelli di Fulgeno.
“Io sono figlia di mio padre, e il sangue di fuoco degli Sforza scorre in me come in lui. Lo stesso sangue che sono disposta a versare per la grandezza e la ricchezza della Nostra nazione! Solo voi, Maestà, potete confermare ciò.”
Il Re rimase pensieroso per un secondo, e poi fece un gesto alla ragazza, per farla alzare in piedi.
“Alzatevi, Principessa Sforza! Che tutti sappiano che siete la degna erede di Vostro padre!”
La nuova Principessa eseguì l’ordine del Re, ma prima che potesse parlare di nuovo, fu il monarca a continuare il discorso.
“Avremo di che parlare, Principessa! Ci sono grandi progetti all’orizzonte.”
9:41 Era del Drago, 16° giorno di frumentum, biblioteca delle Ombre, nelle profondità di Val Royeaux, Orlais
Nelle tranquille e oscure sale della Biblioteca, dove molti Bibliotecari sono al lavoro per mantenere aggiornati gli archivi dell’Ordine delle Ombre risuona il rumore di una persona che corre come se avesse alle calcagna il peggiore dei demoni.
“MAESTO BIBLIOTECARIO! MAESTRO BIBLIOTECARIO! È APPENA GIUNTO UN MESSAGGIO DELL’ANZIANO!” urla un giovane dal volto mascherato.
“Non urlare, stupida bestia che non sei altro. Sono cieco, non sordo. Dai, dammi quella pergamena.”
La mano del vecchio Bibliotecario strappa di mano al giovane il rotolo di pergamena e con l’unghia del pollice strappa il sigillo di ceralacca che chiude il messaggio e nonostante gli occhi cuciti legge velocemente la missiva.
“Tu, bestia senza cervello! L’Anziano ordina che il suo Infante venga preparato e gli sia inviato. A quanto pare qualcuno lo rivuole.”
In una stanza fiocamente illuminata
Sul tavolo al centro della stanza, una mappa piena di segnalini e miniature di diversi colori ed effigi. Alcune blu, altre nere, dalle forme più disparate. Una alta figura osserva silente la disposizione, lo sguardo assorto. Su un ripiano al di là del tavolo, quattro candele dalla fiamma verde smeraldo sono una delle poche illuminazioni nella stanza e, dopo pochi istanti, una si spegne d’improvviso.
La figura alza lo sguardo corrucciato verso la candela spenta e, dopo pochi istanti, torna a guardare il tavolo.
Pochi istanti dopo, un’altra persona entra nella stanza, fa per parlare ma viene zittita da un gesto del primo, che si limita ad indicare la mappa. Annuendo, il secondo individuo avanza, rimuovendo alcune miniature blu e facendo avanzare quelle nere. Il primo, individuo annuisce.
“Un… un altro…?”
Il primo individuo annuisce di nuovo.
“Mio signore…”
“Hai altre novità?”
“Si. Uhm. È successa una cosa strana. Potremmo avere degli alleati… Inaspettati.”
A questo punto, l’individuo più alto si volta con sguardo perplesso “Ti ascolto.”
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