Dicerie pre-live: Il Meglio della Vita

9:41 Era del Drago, Fine estate, Palazzo Sforza, Antiva
Arianna Sforza dondolava leggermente, in piedi di fronte allo scranno che le sembrava forse ancora troppo grande per lei. Dietro di lei sentiva il vociare degli amministratori e dei Principi venuti in visita, ma non sembrava darvi troppo peso. Sembrava rammaricata, ma chi non so sarebbe stato in quella situazione? Si girò solo quando le sembrò di sentire due voci famigliari, forse cercava due cappelli noti, e sembrò rimanere delusa. A quel punto, decidere di dedicarsi ai presenti.
“SIGNORI!”
Tuonò, attirando su di sé l’attenzione.
“Capisco che la morte di mio padre abbia suscitato il dispiacere di tutti voi, ma credo che sia giusto arrivare alla vera questione che vi interessa… La gestione del Patrimonio della mia famiglia.”
Gli occhi si piantarono tutti sulla giovane, occhi avidi.
“Molti di voi pensano giustamente che io sia troppo giovane, inesperta…e che sarà necessario affiancarmi un amministratore. C’è chi ha fatto il nome del Principe Volto d’Inverno, altri dell’Ammiraglio De’Calici… entrambi nomi carichi di onore… molti di voi si sono anche proposti in prima persona…”
La giovane Principessa prese un respiro profondo, poi fece un passo avanti, e ruggendo disse solo:
“MOLTI DI VOI SONO DEGLI IDIOTI! E ADESSO FUORI DA CASA MIA!”
9:41 Era del Drago, Fine estate, Oceano Amaranthine, non distante dalle coste del Ferelden
Nessuno della flotta delle baleniere avrebbe mai pensato di assistere quel giorno ad un tale massacro. La nave pirata era sbucata da dietro un banco di nebbia come se si fosse materializzata dal nulla, e le vele cremisi si erano stagliate minacciose e gonfie. Le palle di cannone erano arrivate subito dopo, falciando gli equipaggi mentre il predatore puntava un unico tesoro: l’ammiraglia. L’arrembaggio era stato brutale, i Predoni si erano riversati sul ponte passando a fil di lama ogni marinaio che si fosse opposto, ma risparmiando chi si arrendeva. La Prima Ufficiale della Desiderio Cremisi trasbordò solo quando gli animi si sembravano calmati e i suoi uomini avevano il controllo della nave. Si diresse verso il vecchio quartiermastro, che controllava i prigionieri con gli assaltatori.
“Book, il lavoro è stato portato a termine?” Chiese l’elfa, con tono serio.
“Signorsì Signora…ma Zoe…c’è un problema”
“E sarebbe?” Chiese di nuovo, alzando un sopracciglio.
Venne condotta di fronte ad un corpo che giaceva nella cabina in un lago di sangue.
“Questo…non è lui! Joseph! Non è Krayg!”
Il vecchio Quartiermastro scosse la testa.
“È lui…ma non il padre…abbiamo preso il figlio.”
Il Primo Ufficiale corse fuori dalla cabina e osservò le navi in fuga, oramai troppo lontane per raggiungerle.
“Maledetto… ci ha fregati!”
Da qualche parte nelle Anderfel
“Signore e signori! Dame e Messeri! Poveracci e ricconi! Venite, venite a vedere! Ecco a voi il leggendario e Mistico Bastone del Miracolo! Tutti conoscete la leggenda! Si dice che in questo bastone dall’aspetto in realtà umile, convivano uno spirito e un demone! Alcuni direbbero che è follia! Altri direbbero che è un miracolo! Io dico che è un’opera d’arte!”
Il presentatore fece un gesto teatrale sopra la teca di vetro coperta da un telo di stoffa.
“Ed eccolo! Siete pronti? E…ECCOL…”
La voce dell’uomo si spezzò, quando la teca scoperta si rivelò vuota.
“I…IL MIO BASTONE MAGICO! AL LADRO! AL LADRO!”
9:41 Era del Drago, 12° giorno di Matrinalis, Spedizione in viaggio, carri-ospedale
Il vecchio cerusico sedeva sul bordo del carro, sfogliando pigramente un libro dall’aspetto pesante e vetusto, ma con un mezzo sorriso stampato sul viso.
Un giovane medico gli si avvicinò e notando quello che si poteva interpretare come buon umore, decise di parlargli.
“Sembrate contento, Professore! È successo qualcosa di bello?”
“Molto, Richard! Finalmente anche questa spedizione avrà i suoi Angeli!”
9:41 Era del Drago, 20° giorno di Molioris, Spedizione in viaggio, tenda dell’Ammiraglio De’Calici
Il Principe Mercante se ne stava seduto alla scrivania, osservando con aria seria i due capitani seduti di fronte a lui. Dal Cuervo faceva nervosamente girare il tricorno fra le dita, mentre Carmen Vargas si lisciava la tesa del suo, ancora fermamente sulla sua testa.
“È completamente fuori discussione…”
Riprese a parlare l’Ammiraglio.
“Non esiste che voi due abbandoniate il vostro posto, neanche uno solo di voi…c’è troppo in palio in questa spedizione perché sia giustificabile un vostro trasferimento.”
Le reazioni dei due furono diametralmente opposte. Dal Cuervo sospirò tristemente, mentre Vargas diventò rossa come il fuoco.
“Ammiraglio, con tutto il rispetto, ma credo che lei stia facendo un errore! Il Principe Sforza è morto, e Arianna…sua figlia, dovrà combattere per mantenere il controllo del patrimonio della famiglia. Tutti gli altri Principi sciameranno come locuste per cercare di arraffare il possibile!”
Gli sguardi di De’ Calici e di Carmen si incontrarono.
“Senza offesa, Ammiraglio…”
A quel punto fu Dal Cuervo a dire la sua.
“Per quanto lo abbia detto in modo scortese, il Capitano Vargas ha ragione. Non possiamo semplicemente abbandonare la figlia di colui che ci ha resi chi siamo”
La donna annui di nuovo alle parole del collega, ma prima che potesse parlare di nuovo, il Principe si alzò in piedi, riprendendo il discorso.
“Non vi permetterò di partire, perché posso assicurarvi che il vostro aiuto qui è indispensabile.”
In particolare, sembrò concentrarsi sulla donna.
“Le vostre capacità, Capitano Vargas, sono troppo preziose. Avete dimostrato negli anni di saper gestire una nave con quattrocento membri d’equipaggio, in alcuni casi con passeggeri a bordo. Pochissimi capitani se ne sono mostrati capaci, anzi, siete un caso quasi unico senza ricorrere alla frusta o alle punizioni. Sapete cosa serve e quando serve. Siete una leader, e all’avanguardia servono leader come voi! Senza contare le vostre abilità di combattente. La Kraken non è diventata il flagello della flotta del Qun solo per la sua stazza, e voi lo sapete bene. La spedizione ha bisogno di voi, di entrambi. Avete tantissimo da insegnare a questi uomini e a queste donne. Arianna starà bene, ne avete la mia parola…per adesso, concentratevi sul vostro lavoro qui. Col vostro aiuto potremo costruire qualcosa di grande qui, sia per noi che per la spedizione. Potremo rendere un servizio al Regno di Antiva che verrà ricordato per generazioni.”
9:41 Era del Drago, 22° giorno di Molioris, Accampamento della Spedizione, Concilio Superiore Riunito
“Non possiamo fare un processo ora, per Andraste! Siamo appena ripartiti!”
“E allora resteranno agli arresti fino a quando non vi sarà un processo. Non penso di dovervi ricordare che è solo per gentile concessione che hanno potuto svolgere le loro vite fin’ora.”
“Con tutto il rispetto, Lord Maikasson, mi sembra una richiesta assurda. Sono uomini validi, tutti loro. Uomini che possono risultare fondamentali per qualsiasi cosa dovrà affrontare l’Avanguardia.”
“Bene, allora cosa proponete? Spero non vi aspettiate che li si assolva così su due piedi.”
“Non è il caso, no, ma…”
Lo Chevalier alza lo sguardo, incontrando quello del mago davanti a lui, che lo ricambia per qualche istante, riflessivo. Quindi sospira ed annuisce, strofinandosi stancamente il volto.
“Se lei volesse farci questa concessione… potrebbero avere una temporanea libertà condizionale, sulla mia parola, per Lord Victris e Lord Pelsifer… E sulla parola del Magister per Drake. Saranno i nobili delle loro delegazioni ad avere la responsabilità di assicurarsi che non si diano alla macchia. Così potranno affrontare la missione. E quando questa sarà conclusa e ci sarà l’occasione, organizzeremo il processo.”
Lo sguardo corrucciato del nano passò dallo Chevalier al Magister e solo dopo agli altri membri del concilio, ognuno di loro che annuì, per poi soffermarsi di nuovo sullo Chevalier.
“Mi sta bene Sir Duval. Ma sarò chiaro: voi due e tutti i nobili sotto di voi sarete ritenuti da Orzammar direttamente responsabili, se uno solo di quei tre dovesse sparire. E vi saranno gravi ripercussioni.”
9:41 Era del Drago, 30° giorno di Parvulis, Accampamento della Spedizione, Tenda Comando
“Quindi, novità dagli esploratori?”
“Siamo a pochi giorni da quella che sembra essere la nostra meta.”
“Come ne siamo sicuri? Judith ve l’ha confermato?”
“Beh, ci ha indicato la direzione, dice che siamo vicini… E non c’è nient’altro per settimane di viaggio, se non un paio di… villaggi… Se così vogliamo chiamare un logoro e sfatto insieme di una manciata di casupole.”
“Bene, e che posto è?”
“Una piccola fortificazione, in alta montagna, in mezzo ad una ampia zona boscosa. Nulla di strano, dovrebbe essere un vecchio avamposto usato durante il Secondo Flagello e poi abbandonato…”
“E allora perché non sembri convinto, Fen’herin?”
“… Perché riportano che si sente suono di tamburi, e di tanto in tanto urla. Quindi non è così abbandonato.”
“Che siano prole oscura?”
Lo sguardo del consiglio superiore si volta verso la maschera dorata dell’Eroe del Ferelden, che scuote il capo “Non credo. Di rado usano tamburi. Ma non posso dirlo per certo, siamo troppo lontani.”
“Non possiamo mandare lì l’avanguardia allo sbaraglio, dobbiamo prima fare almeno un altro tentativo.”
“Gli esploratori?”
“No… o almeno non solo.”
9:41 Era del Drago, 1° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione
“Ma sei sicura sia una buona idea…?”
“No.”
“Sai che potrebbero tutti andare verso la morte, vero?”
“Si. Ma mi sembra l’idea migliore. A parte che il corpo esploratori non è ancora in grado di affrontare giorni di missione da soli, ma mandare solo loro sarebbe un’idiozia.”
“Quindi…?”
“Quindi… In riga!”
In pochi secondi, un gruppo di venti persone che stavano preparando e controllando il necessario per partire, corrono a mettersi su due righe da dieci ordinate.
“Spero sia tutto chiaro ma lo ripeterò ancora una volta: Partirete domattina. Dovete raggiungere il fortilizio che è nostra meta, approntare un accampamento e scoprire chi vi si trova, se necessario prendere contatto. Avrete qualche giorno di vantaggio, quando scoprite qualcosa mandate un corvo per dare informazioni. Poi vi raggiungeranno prima gli esploratori, poi l’Avanguardia. Tutto chiaro?”
“Signorsì signora!”
9:41 Era del Drago, 5° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione
“Novità dai venti che sono partiti?”
“Ancora nessuna, purtroppo.”
“… Dovrebbero essere lì già da almeno tre giorni, maledizione. Siamo già in ritardo.”
“Già, non possiamo aspettare troppo.”
“Avvisate tutti: domani ci si rimette in marcia. Almeno l’Avanguardia avrà un accampamento di appoggio, sempre che ne è rimasto qualcosa.”
9:41 Era del Drago, 6° giorno di Frumentum, Spedizione in Marcia
“Alt! E voi chi sareste?!”
Il gruppetto di persone si fermano, alzando le mani in segno di pace, mostrando di avere le armi ancora nei foderi.
“Compagnia Mercenaria dei Fennec di Fuoco.”
“Una compagnia mercenaria… qui…?”
“Cercavamo voi, in realtà. Siamo stati assoldati per scoprire di più sull’Orda Rossa e aiutarvi.”
“L’Orda Rossa…?”
“Ah, quindi… non sapete verso chi state andando…?”
9:41 Era del Drago, 8° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione
“Raggiungete il l’avamposto, prima fate un rapido pattugliamento dei boschi limitrofi, poi il primo obbiettivo è localizzare l’accampamento del primo gruppo che è stato inviato. Secondario cercare loro, e capire chi sono questi selvaggi di cui ci hanno riferito. Tutto chiaro?”
“Chiaro. Tu non vieni?”
“Direi di no, abbiamo già subito attacchi e alcuni esploratori parlano di un grosso gruppo diretto verso di noi. Sono pur sempre il capoguerra, la mia presenza è fondamentale qui.”
“Quindi… Saremo da soli stavolta…?”
“Con voi verrà Garvin. E vedo di trovarvi qualcun altro. E poi ora avete due Cercavia, è il momento impariate a camminare da soli, no?”
“Se lo dici tu…”
“Partirete domattina, un’ora prima dell’alba. Il resto dell’Avanguardia si metterà in cammino all’alba. Che Mythal vi guidi e vi protegga.”
9:41 Era del Drago, 8° giorno di Frumentum, Accampamento della Spedizione, sera tardi
“Hey ma cos…ARGLGLGRLH!”
Solo un sibilo ed una freccia si era conficcata dritta nella gola del soldato di guardia, che era crollato a terra gorgogliando. L’istante successivo, il rombo di chissà quanti tamburi aveva cominciato a risuonare in tutto il bosco attorno alle retrovie della Spedizione.
“ALLARME! ALLARME! CI ATTACCANO! ALLE ARMI!”
Pochi istanti, l’allarme era dato e l’intero accampamento si era svegliato, ognuno che correva a prendere qualcosa per vestirsi e prepararsi allo scontro, mentre ai tamburi seguivano urla belluine, terrificanti e selvagge, mentre figure con i volti pitturati sbucavano ovunque dal bosco.
Solo pochi istanti e il clangore di acciaio e le urla di battaglia cominciarono a risuonare ovunque.
Torna in alto