Dicerie post-live: Il Prezzo delle Scelte (parte 1)

9:39 Era del Drago, 15° giorno di Cassus (12° mese), Campo della Spedizione, fuori dalla tenda della Taverna del Drago Ubriaco, quasi mezzanotte
“Per oggi abbiamo finito, Bort. Ci meritiamo di dormire un po’.”
“… ma veramente non abbiamo lavorato, Bea. La Taverna era chiusa.”
La donna sorride beffarda all’uomo seduto vicino a lei. Lui sospira, poi ridacchia. “Niente è ciò che sembra, giusto?”
“Giusto.”
“Sai, stai meglio con questo colore, ora che ci penso. Ti hanno addirittura chiesto la mano, è sicuramente il nuovo taglio!” dice l’uomo dandole una pacca sulla spalla prima di alzarsi e puntare il proprio giaciglio.
Lei ridacchia e fa altrettanto.
9:39 Era del Drago, 15° giorno di Cassus (12° mese), accampamento della Spedizione, in una tenda medica, tarda sera
“Come sta?”
Un giovane cerusico si gira per guardare quello appena entrato.
“Sono riuscito a farlo andare a dormire.”
Il primo si passa una mano sulla fronte, sbuffando preoccupato.
“Non mi era capitato di vederlo così da… Mesi?”
“Settimane… Però capisco quello che stai dicendo, sembrava stesse migliorando…”
“Ma che gli è successo?”
“…lo sai.”
9:39 Era del Drago, 15° giorno di Cassus (12° mese), da qualche parte in una radura boschiva, la luna alta nel cielo
Lentamente apre gli occhi ed emettendo un leggero grugnito si mette faticosamente in piedi, tentando di adattarsi al nuovo corpo.
Sbatte le palpebre, mentre il suo sguardo si adatta perfettamente al buio solo fiocamente illuminato dalla luce della luna e da poco altro.
Sente una voce che gli si rivolge ma la ignora, strofinandosi il nuovo volto e guardandosi attorno, lo sguardo gli cade sulle rocce che lo circondano e i simboli luminosi su di esse.
“Oh per la miseria, è uno scherzo?!”
9:39 Era del Drago, 16° giorno di Cassus (12° mese), accampamento della Spedizione, in una tenda isolata
Fyodor sta scartabellando su alcuni fogli, gettando di tanto in tanto un occhio al carro/cella che si trova alle sue spalle. Sente urlare da dentro. Minacce principalmente, insulti e suppliche. Sorride maligno e poi torna ai suoi documenti.
“Allora… Per Riveira ci si sono messi in…4…ma solo 3 vogliono entrare… E per Vorsk…5? Dilettanti…vedremo quando gli daremo i sacchi se saranno ancora così compagnoni!”
Ride, iniziando in contemporanea a contare le monete.
“Ma intanto… Come da codice… Al cacciatore va la sua preda!”
9:39 Era del Drago, 16° giorno di Cassus (12° mese), non lontano dall’accampamento della Spedizione
“Ehi! …Ehi! Eskel svegliati! Ce ne hai messo a riprenderti” dice la figura al qunari che si sveglia di scatto “Aaaah Turuk… Ma cosa succede? La mia faccia?”
“Beh se sfidi armadi con le corna questo è il risultato… Sei rimasto Incosciente per settimane Orso, pensavo fossi morto”
“Me lo sono meritato Turuk, gli altri come stanno della nostra carovana? E di mio fratello e gli altri hai notizie?” Chiede Eskel cercando di sedersi a fatica.
Turuk Prende un boccale e poi lancia una pergamena verso di lui “Tutti loro stanno bene da quello che mi dicono. Sei tu che devi preoccuparti.” Eskel apre la pergamena “COSAAAA?! 5 FOTTUTI ORI!” dopo un lungo sorso dal Boccale Turuk risponde “Già. Se fai una cazzata la fai bene… Come ai tempi nel ferelden.” Il qunari fasciato lo guarda, ride e prende da bere anche lui “Si. E come ai vecchi tempi chiedo aiuto a te, Furia Rossa”
Da qualche parte nelle Anderfel, una piccola carovana
“Artiglio deve stare sdraiato le ferite stanno guarendo in fretta ma serve riposo” dice il cerusico al guerriero, quest’ultimo si alza di scatto dalla brandina.
“Non posso, Kathaban ha dato degli ordini e vanno portati a termine, trovare chi ha attaccato i nostri rifornimenti e convincere la spedizione a darci fiducia, il Qun vuole questo!”
Il sottoposto annuisce “Signore sarà fatto appena si riprende del tut…” Ma l’altro zittisce il sottoposto “Arishock ha chiesto a kathaban di muovere guerra alla Spedizione, è riuscito ad ottenere una proroga e mi ha chiesto di tornare a parlare con loro un’ultima volta, porterò l’ordine a termine a costo della vita se dovessi fallire… È questa la parola del qun! Sia chiaro Sten.”
Una pagina di Diario
Continuo il mio viaggio con questa spedizione rimanendo sempre più incuriosito. La mente comune potrebbe cercare di incastrare questi uomini e queste donne in schemi precostruiti, aspettandosi che la loro identità nazionale, la loro provenienza, ne influisca il comportamento. Eppure in così tanti qui sfidano questi schemi, portando un pensatore ad interrogarsi su ciò che contribuisca davvero a creare l’aspettativa per un comportamento prefissato. Una delle risposte che la mia mente produce più di frequente è la seguente: il rumore crea un’impressione. Chi di queste persone ha più possibilità di mettersi in mostra, se si comporta congruamente a ciò che gli altri si aspettano da lui, suscita negli altri la convinzione che il luogo comune attribuito alla sua popolazione d’appartenenza sia veritiero. Mi dilungherò quindi nel riportare quelli che posso considerare i miei esperimenti, o meglio, i miei rumorosi esempi. Chi potrebbe mai dubitare dell’arroganza e dispotismo del mio amato e odiato Tevinter dopo aver visto la loro nobile, Andromeda Dante, per più di qualche secondo? Chi mai porterebbe obiezione qual ora sostenessi che Antiva e Orlais vivano dell’ignoranza e povertà degli altri dopo aver parlato per meno di un minuto con Victris Volto d’Inverno? Chi mai protesterebbe se si sostenesse la semplicità d’animo e l’ingenuità del Ferelden dopo aver discorso con Maximillian VonMarkham? Nessuno, poiché ognuna di queste cose ricade in un canone largamente condiviso e diffuso in tutto il Thedas. Eppure. Dico eppure sapendo che gli scettici dubiteranno delle mie parole, ridicolizzandole e prendendosene gioco. Eppure un altro nobile ha dato prova di gentilezza e generosità, seppur appartenendo all’autocratico Tevinter. Eppure c’è chi ha generosamente donato per salvare la vita d’altri, seppur tra i Volto D’inverno. Eppure c’è chi lotta con convinzione nell’ombra con sotterfugio e ingegno seppur nel sincero e semplice Ferelden. I miei studi continuano mentre accompagno questi uomini verso un destino che metterà a dura prova ciò che sono e ciò che di loro viene detto.

Aureliano Seneca, excogitator in exilium
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