| 9:39 Era del Drago, retrovie della spedizione, un racconto intorno al fuoco | |
| “… Allora Mamma Oca chiuse gli occhi per sempre, lasciandosi alle spalle la vita insieme ai ricordi. Un sacrificio per il nipotino che aveva tanto amato! E il suo amore sciolse finalmente il ghiaccio che li separava. Così il piccolo guerriero si liberò dalla sua bara. Ma l’ultima scheggia di ghiaccio gli aveva punto il cuore, e i suoi occhi erano freddi e la sua pelle era pallida. Prese la spada e la puntò contro gli eroi che avevano aiutato la sua cara nonnina. Una volta la agitò, due, tre, e con ogni squarcio nell’aria arrivavano altri mostri. Ma i nostri eroi non si fecero spaventare! Scacciarono i mostri e spezzarono anche quell’ultima scheggia di ghiaccio. Così il piccolo guerriero poté chiudere gli occhi per sempre, e riunirsi alla sua cara nonnina. E visse l’Avanguardia felice e contenta.” La voce femminile si spegne, ed è come se un incanto si spezzasse. Gli uomini di fatica seduti al falò si scambiano un lungo sguardo, prima che qualcuno osi rompere l’intimo silenzio del racconto. “È tutto vero?” La cantastorie affila un sorriso, e i suoi occhi scintillano riflettendo le fiamme. “È più della verità. È una storia. E ne ho ancora molte da raccontarvi…” |
| 9:39 Era del Drago, Taverna del Drago Ubriaco. Tarda serata. | |
| “Sta ancora pulendo i bicchieri, Vlad?” “Sì, sta andando avanti da una mezz’ora, ormai. Non l’ho mai vista così sconvolta. La spedizione… È più impegnativa di quanto immaginassimo.” “Speriamo che Bort torni presto.” |
| 9:39 Era del Drago, accampamento della spedizione. Zona di Orzammar. | |
| Degli impavidi, rendendo l’imbarazzo un’arma e non un peso, si erano guadagnati una meritata notte di riposo. Aralney si tolse la veste viola, sbadigliando per la stanchezza. Amorevole, suo padre le preparò il giaciglio, rendendolo confortevole con le pelli migliori. Una carezza ed un bacio e si spense anche l’ultima candela. Nel buio della notte, illuminata dalla flebile ma saggia luce della Luna, una gemma viola brillava. Altri, in giacigli più o meno confortevoli, al risveglio avrebbero trovato la stessa sorpresa. Da qualche parte, una donna urlò alla vista di un baule nuovamente pieno. “Ci sono riusciti quei disgraziati. E gli devo pure dei soldi!” |
| 9:39 Era del Drago, accampamento della spedizione. In una zona appartata. | |
| “Per quella puttana di Andraste! Nemmeno un antidoto riesci più a fare?!” “Ehi, saresti stato nervoso anche tu con quel cavolo di Templare in giro!” “Beh da quel che ne so avevano ben altri problemi, no? Non sei giustificata!” “Ho già chiesto scusa! Che altro vuoi?!” “Bah. Piuttosto… Com’è andato il processo?” “Come vuoi che sia andato? L’hanno rispedita al Circolo per farla torturare ancora un po’. Ma almeno le hanno evitato il Rito della Calma, per ora… E poi c’è un’altra cosa.” “Sarebbe?” “Gli altri due sono ancora liberi.” |
| 9:39 Era del Drago, da qualche parte sulla costa. | |
| “Signori! Ho preso una decisione! Chiamatemi il Quartiermastro!” “Novità Capitano?” “Assolutamente sì! Ho trovato dei colleghi! Dei colleghi capite!? E anche della gente interessante! Cambieremo i nostri… Ehm… Chiamiamoli titoli! E anche il nome della nave!” “Il nome della nave? Ma siete sicuro?” “Assolutamente sì! Un po’ come quella volta… Ricordate?” “Oh… OOOOOOOH! Ma certo Capitano! Eeheheheheheh!” “Eccoci allora! Signori! Benvenuti sul Draco dell’Incubo, poiché io sono… IL MERCANTE DEI SETTE MARI! AHAHAHAHAHAHAAHAH!” |
| 9:39 Era del Drago, in un luogo sconosciuto. | |
| “Buonasera, Luna” “Buonasera, Maestro! Bentornato! Avete trovato chi cercavate?” “Si, l’ho fatto…” “Sembrate turbato” “Mhmm…” “Che è accaduto?” “Brutti ricordi… Prima di questa vita… Catene e marchi… Ciò che più odio…” “Posso fare qualcosa per alleviare il vostro peso? Per darvi conforto?” “No Luna, ho bisogno di riflettere e…” “…e di capire la prossima mossa, lo dite sempre quando trovate nuovi candidati. Ogni volta.” “È gelosia che percepisco, Luna?” “Perdonatemi T…” “Ssssssssshhhh, so che non c’è malizia nelle tue intenzioni. Sei congedata.” “Non posso fare altro?” “…Non ora, fra qualche giorno… Ora voglio riposare.” “Molto bene, buona notte Maestro!” “Buona notte, Luna.” |
| 9:39 Era del Drago, Campo della spedizione, zona medica. | |
| “DUNQUE! Dicevamo! Vedete come la bolla, una volta scaldata, sembra solidificarsi? E TU STAI BUONO! LO SO CHE FA MALE! Ecco, vedete? Bene, questo lo abbiamo osservato lavando con l’olio bollente le ferite e, con mio sommo rammarico, non abbiamo la più pallida idea di quello che…STAI GIU’ O TI DO UN’ALTRA MAZZATA CON LO SCUDO! HAI CAPITO?! NON MI FAI PAURA! Ecco, bravo! Altrimenti faccio spuntare le corna anche a te a suon di bernoccoli, capito? Bene, ora, cari colleghi, lasciando perdere le stupidaggini, possiamo iniziare il trattamento di queste povere anime… Anche perché mi sono stufato di averli qui, e i malati e feriti si accumulano alla nostra porta!” |
| 9:39 Era del Drago. Palazzo Reale di Denerim, Ferelden | |
| “Mmmh…non ricordavo di aver lasciato aperta la fin…” “Ciao Alistair.” “…” “Non sembri sorpreso di vedermi qui.” “Sapevo che saresti venuta. Sapevo quello che facevo.” “Eppure, lo hai fatto lo stesso! Come hai potuto! Noi eravamo amici!” “Noi siamo amici Isabela! Ciò che ho fatto non è stato per fare un affronto a te! Ma io sono il Re! Ho delle responsabilità!” “Mi piacevi di più quando non volevi il trono, sai?” “Una scelta difficile, tanto per me quanto per… Lui…” “Già… Ciononostante non posso permettere che tu resti impunito, amico mio.” “Ci siamo ridotti a questo? Molto bene… Ma non mi…” “Sssssssh Alistair, sei troppo irruente! Non sono venuta a combatterti, risparmia le spacconate per tua moglie.” “…” “La tua punizione arriverà, e se mi chiederai scusa, te la toglierò!” “Non credo succederà!” “No, infatti! Ed è per questo che sarà divertente!” “Non crederai che… Ma dove?! Dov’è andata?!” |
| 9:39 Era del Drago, da qualche parte in una locanda. | |
| “Allora, hai trovato il tuo qualcuno?” “Eh… Ahimè no, amico mio, sono venuti a provare dei giovanotti intraprendenti… Ma mancava qualcosa…” “Qualcosa tipo?” “Ma sono venuti tutti in armatura! Che duellante va a duellare in armatura?” “Uno che vuole rimanere vivo?” “Ah ah ah, spiritoso! Nemmeno tu ti metti mai l’armatura, lo sai che ho ragione!” “Si sì sì, certo Nessuno, certo… Dunque, che farai? Tornerai da loro?” “Non subito… C’era poco interesse. Aspetterò un’occasione più propizia. E magari qualche bel torneo dove qualche giovanotto sveglio voglia farsi valere! Qualcuno… Sveglio, rapido! Insomma, una di quelle canaglie che piacciono a me, leste e attente!” “E sarà questo tuo “qualcuno”?” “Probabile Max, probabile!” |
| 9:39 Era del Drago. Piazza grande di Antiva, giorno di mercato. | |
| “Direi che ti ha puntata” la voce del mercante è seria mentre chiude nella carta le spezie acquistate. “Lo so, mi segue da tre banchi.” la donna annuisce senza voltarsi “Ma è strano quelli del Grezzo li conosco tutti, di certo non è uno di quelli di Yuri e nessuno del gruppo di Romualdo sarebbe così stupido.” Il mercante aveva annuito, chi lavorava al mercato i tagliaborse li riconosceva a distanza. “Stai attenta, d’accordo?” aveva detto consegnandole la merce. Aveva infilato gli acquisti in borsa e si era mossa tra i banchi poi, all’improvviso, si era spostata dietro a un rumoroso gruppo di saltimbanchi e si era allontanata per un vicolo. Dopo vari metri si era volta, nessuno, aveva seminato il suo inseguitore. Aveva ripreso a camminare a passo più lento, non se lo aspettava che un uomo le arrivasse addosso con violenza. Aveva fatto in tempo a estrarre il suo falcetto per tentare una difesa ma il pugno che le era arrivato l’aveva mandata a sbattere contro il muro di sassi della casa. La vista le si era offuscata, si attendeva un secondo colpo ma, quando era tornata a mettere a fuoco correttamente si era resa conto che una figura di spalle molto nera si era frapposta tra lei e il suo assalitore che ora era a terra immobile. Aveva visto la figura nera pulire la lama del pugnale sporco di sangue e rinfoderare l’arma poi si era voltata e si era inginocchiata davanti a lei. “Sempre al vostro servizio, mia Signora.” aveva detto prima di scomparire letteralmente dalla vista come se non fosse mai stato presente. Lei si era trovata a fissare negli occhi spenti dell’uomo molto morto in terra. Si era voltata e aveva corso a perdifiato fino alla Bottega dei Cristalli Cerulei. |
