Dicerie pre-live: L’Ultima Caccia (parte 2)

9:45 Era del Drago, 24° giorno di Cassus, Weissherz, Taverna del Drago Ubriaco, sera
È una sera come le altre alla Taverna del Drago Ubriaco.

L’ora di cena è appena scoccata, e mentre il salone si riempie di persone che cercano un tavolo per sedersi e cenare, i tavernieri si affaccendano a lavorare. Vicino al bancone si vedono Catarina e Lumiére che si occupano di prendere gli ordini e recuperare i piatti pronti. Di sfuggita si può notare anche Mar che cammina veloce per servire ai tavoli. Bort non si vede, ma è rintanato davanti ai fornelli in mezzo a pentole e padelle da cui esce un profumo delizioso di cibo che si propaga per tutta la sala. E poi c’è Beatrix che fa avanti e indietro dalle cucine in quello che è il momento della giornata più affollato, quello in cui la gente rientra dopo ore di addestramento e lavoro, e cerca il tepore e il buon cibo del locale.

Piano piano entrano anche altri membri dell’avanguardia per prendere un posto per la cena. Chi da soli, chi in gruppo, chi accompagnandosi libri di lettura e sacchetti di erbe. E mentre il chiacchiericcio si alza tra i tavoli, è uno in particolare che sembra piuttosto silenzioso, occupato da due persone che osservano i membri dell’Avanguardia.

“… Ci pensi se… questa fosse la loro ultima sera? Il loro ultimo giorno di lavoro a spazzare tra i tavoli, a servire piatti, a vivere Weissherz…”
“Oh, è vero, stanno partendo per l’Oblio, giusto?”
“Si, ma fisicamente. Pare sia una missione suicida. Non si sa se hanno trovato un modo per tornare…”
“Conoscendoli, una soluzione l’avranno, no?”
“E se andasse male? Se rimanessero bloccati lì? Peggio, se il Folle l’avesse vinta!?”

La porta della taverna si apre improvvisamente, investendo il tavolo del duo con aria gelida, e uno strano silenzio si fa spazio nel salone.

“Io… Credo che dovremmo avere fiducia in loro. Anzi, no, sono sicura! Mi fido dell’Avanguardia. La Spedizione è andata avanti per anni grazie a loro e alla loro forza.”
“Tu dici…? Sei molto ottimista.”
“No, ho speranza! E sai cosa potremo fare noi adesso?
“Cosa?”
“Supportarli. Anche se saremo lontani quando entreranno nell’Oblio, possiamo continuare a sperare nel loro successo, e pregare Andraste. E quando torneranno li accoglieremo come eroi! Quindi godiamoci questi momenti insieme a loro. Ascolta, i cantastorie stanno per suonare!”

E sulle corde pizzicate del liuto di Finn, il tamburo di Kaos comincia a dare un ritmo con battiti profondi. I sonagli dei tamburelli di G’wen e Ollie rispondono ai suoni degli altri strumenti, unendosi a loro in lunghe pause che altrimenti sembrerebbero troppo silenziose. Poi la musica si apre e lascia spazio alla voce di Flora, che intona una canzone potente e intensa, una di quelle che parlano di ciò che è stato perso e di ciò che continuerà a vivere, dei dolori affrontati, delle battaglie combattute e di ciò che si può ancora recuperare. Una voce che, pur attraversando l’oscurità, accende la speranza.

È una bella sera come le altre alla Taverna del Drago Ubriaco.

Se non vedi il link clicca qui per andare alla pagina Youtube della canzone.

9:45 Era del Drago, 24° giorno di Cassus, Skyhold, Taverna del Riposo dell’Araldo, sera
“…”
“ Sputa il rospo, cosa c’è? Hai quella fronte corrugata da almeno mezz’ora…”
“Da dove dovrei cominciare? Non abbiamo ancora trovato Corypheus, stiamo ancora aspettando il rientro del nostro esercito dalle Selve Arboree e fino ad allora non avremo un supporto militare se dovesse succedere qualcosa, e… la tua ancora, sbaglio o ultimamente ti fa spesso male?”
“Ammetto che è più attiva del solito, mi dà da pensare… ma per il resto, dovresti avere più fiducia nelle risorse dell’Inquisizione. Troveremo Corypheus, e anticiperemo le sue mosse.”
“Il tuo ottimismo mi innervosisce. E se fosse già entrato anche lui nell’Oblio?”
“Stai parlando del Folle, vero?”
“La Spedizione si sta preparando a una missione che potrebbe non farli tornare. Noi l’ultima volta siamo tornati per un pelo, ma ti ricordo che eravamo in sei, e qualcuno è comunque rimasto indietro…”
“Se sei preoccupata per tuo zio, Cassandra, dovresti semplicemente dirlo.”
“COSA?! Non sono preoccupata per Markus! … Dico solo che dovremo prepararci alla stessa evenienza.”
“Ammetto che la loro situazione è… piuttosto spinosa. Ma così come io ho fiducia in noi, non ho dubbi che loro abbiano Fede nel loro successo. Non si carica a testa bassa verso la morte, mia cara, ma verso il futuro. Un futuro migliore per tutti.”
“Sarà, ma…”

Le parole vengono interrotte dalla voce di un menestrello che intona una canzone accompagnata da un liuto:“Venite beoni, orsù cominciamo…!”

“Toh! La mia canzone preferita! Su, non fare quel broncio, mangia e ascolta anche tu, e vedrai che andrà tutto bene.”

Oh,
Un buco nel cielo, che chiamano luce,
L’Araldo ci porta, lassù ci conduce.
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno.
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno!

La bestia s’abbatte, speranze infrante.
Un mostro alle spalle, segugio rampante.
Fortezza trovammo,
Notevole e bella!
Unisciti a noi, cantiam la favella!

Oh!
Un buco nel cielo, l’abbiamo già detto.
Andraste ci guida, calore nel petto!
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno.
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno.

Il nostro gran capo, il sommo maestro,
E quel Corypheus, fallibile impiastro!
Ci crede feriti,
Quel fottuto bastardo,
Ricaccialo indietro, quel vile codardo!

Oh!
Un buco nel cielo, cantiamolo ancora.
Con l’Inquisizione, cantiamolo ora.
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno!
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno!
Le sue vil bugie
E l’occhio maligno!
In volo le frecce
E pagherà pegno!
Muori e MUORI. Muori e MUORI!
Il cielo, l’avremo. La morte, l’avranno!

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