| 9:39 Era del Drago, 4° giorno di Matrinalis (8° mese), Città di Antiva | |
| Le due figure si rincorrono, saltando da un tetto all’altro. Agili, come poche persone nel Thedas, balzano fra i camini e le tegole, scagliando coltelli coperti dai più mortali veleni. La prima figura non sapeva cosa volesse il suo inseguitore; sapeva che in molti avrebbero voluto la sua testa, o forse la sua voce per conoscere i misteri che custodiva gelosamente. Poi, un unico attimo di distrazione gli risulta fatale: saltando verso un’altra tappa di quel folle inseguimento, qualcosa gli regala un generoso taglio sulla gamba. Prima ancora di rendersene conto si ritrova a rotolare sul tetto dove era atterrato, notando un gruppo di figure ammantate di nero stringersi attorno a lui. Qualcosa gli scorreva nelle vene, bruciando. Veleno, bene, non lo avrebbero preso vivo. Poi il terrore, l’immobilità dei muscoli. Non un veleno letale, un paralizzante. Di nuovo il terrore mentre viene legato e imbavagliato per essere portato via. Non per gli assalitori, ma per ciò che gli avrebbe fatto Lui. |
| 9:39 Era del Drago, 14° giorno di Parvulis (9° mese), zona boscosa, Nevarra, a notte fonda | |
| “Chi va là?” “Amore, sono a casa… Ma non posso fermarmi, sono tornato per dirti addio.” “Mio cuore, ho temuto il peggio quando non ti ho visto tornare! Una battuta di caccia non è mai durata così a lungo! Ma non restare fuori al buio, entra! Nostra figlia ha bisogno di riabbracciare suo padre.” “Non posso entrare, la spaventerei… E spaventerei te…” “Così mi fai preoccupare, cosa ti è successo? Vieni, fatti vedere.” “NO, NON AVVICINARTI! ABBASSA QUELLA LANTERNA!” La luce della lanterna illumina una figura che sembra uscita da un incubo: un volto bestiale in cui brillano un paio di occhi gialli, una bocca con zanne aguzze, mani artigliate che cercano maldestramente di nascondere il viso mostruoso. “NEL NOME DI ANDRASTE, COSA TI È SUCCESSO??” “Una cosa per cui qualcuno pagherà con la vita… Niente e nessuno potrà fermarmi dall’avere la mia vendetta. Chi mi ha fatto questo verrà trascinato nel mio incubo… Nell’incubo del cacciatore! Ora ti saluto amore mio, ho delle persone da incontrare, patti da stringere… E un branco da creare. Addio.” Detto questo, il mostro svanisce nel nulla come un brutto sogno svanisce al risveglio. |
| 9:39 Era del Drago, 20° giorno di Parvulis (9° mese), una radura nei pressi dell’accampamento | |
| Due figure incappucciate si muovono tra gli alberi. Lontane, oltre i tronchi, brillano confuse le luci della Spedizione, come una distesa di fuochi fatui nel crepuscolo. “Sei sicura di quello che stai facendo?” “Non sono sicura di niente. Ma non riesco a vedere nulla di preciso, e più tempo passa più rischiamo che la Chiesa li trovi…” “È più di un mese che non ti parlano, da quando hai tentato la prima volta. E una gita nel bosco di notte dovrebbe aiutarti… Come, esattamente?” “Aiuta e basta, va bene? Posso… Scavare più a fondo. Senza rischiare che mi scopra tutto il campo.” “Suona come una grandissima stronzata, se vuoi la mia opinione.” “Ugh- ascolta, passami quel lyrium. Poi taci e fa’ la guardia. E soprattutto, dovessi mettermi a urlare… Non svegliarmi.” |
| 9:39 Era del Drago, Al limitare dell’Accampamento della Spedizione, sera inoltrata. | |
| Due figure ammantate aspettano: un nano incappucciato si avvicina e si rivolge loro in modo quasi terrorizzato, dicendo: “si-signori ho fatto ciò che mi avete chiesto. Gli inviti sono stati recapitati.” Una delle figure gli risponde con voce leggera, composta e femminile “Molto bene ecco il tuo compenso.” La femmina lancia una borsa piena di monete al suolo. “Invece per l’altro problema? Hai trovato chi è stato? Ti paghiamo bene, ma per entrambi i lavori, non per uno solo.” Aggiunge l’altra persona presente, con voce scocciata, avvicinandoglisi in modo prepotente, quasi minaccioso. “Certo capo! È ancora qui! Vuole che faccia quello che so fare meglio?” Risponde, quasi terrorizzato il nano. La figura femminile ferma il nano incappucciato “NO! Manda un invito anche a lui. Ho… Un’idea.” La figura prepotente ride di gusto e il nano prende la borsa, annuisce e corre verso l’accampamento. |
| 9:39 Era del Drago, nelle foreste a sud delle Anderfel, all’inizio dell’autunno | |
| Il tonfo sordo dei passi rimbomba fra gli alberi. Ogni tanto un ramo si spezza, un tronco viene inciso. Gli animali sentono che la bestia è vicina, e quindi scappano, tutti. Predatori e prede, uniti nella disperazione abbandonano le loro tane, senza sapere se mai quel bosco tornerà alla serenità di un tempo. Ora fra gli alberi c’è solo il silenzio, nemmeno i grilli osano più frinire. |
| 9:39 Era del Drago, una coppia bisbiglia fra di loro in viaggio con una carovana nelle Anderfel | |
| “Amore, vorrei tanto averlo quel figlio.” “Lo so, ma ci abbiamo già provato.” “Non abbiamo ancora provato a rapirne uno però.” L’uomo ride di gusto. “Non scherziamo dai… Abbiamo provato a chiedere a tutte le donne del villaggio, ma niente. Nessuna di loro vuole tenere il nostro bambino in pancia.” “Io l’ho detto che dovevamo continuare con la… Con la magia.” “Sì, hai ragione… Però non me la sento di tenerlo in grembo io. E poi… Da dove esce?” “Con il suo aiuto forse potremmo addirittura crearlo!” “Sì, ma è pericoloso! Aspettiamo ancora un po’, magari Andraste ci donerà un figlio… Magari un orfano in cerca di famiglia…” “Lo spero davvero!” I due uomini si baciano. “Le cose si risolveranno” |
| 9:39 Era del Drago, in piena estate, nel porto di Marnus Pell | |
| “Capitano, ma è sicuro che sia una buona idea?” “Che vuoi che succeda? Alla fine l’ultima volta ci abbiamo guadagnato!” “Si lo so, però…” “E poi dobbiamo toglierci dal mare per un po’, non voglio che ci prestino troppa attenzione!” “Si, ma…” “Ti preoccupi troppo! Stai tranquillo! E poi ho dei messaggi per i nostri amici, alcuni di loro mi avevano chiesto della merce, e sia mai che un buon mercante d’alto mare non consegni suddetta merce!” “Se siete sicuro…” “Ma certo… E se le cose si dovessero far spinose, ci sono sempre Prima e Grazia.” |
| 9:39 Era del Drago, 22° giorno di Parvulis (9° mese), nell’accampamento della Spedizione, in una ricca tenda nella zona del Tevinter | |
| Il magister Magnus è seduto ad una scrivania, concentrato, intento a tracciare linee e lettere con una penna su un tomo, quando l’ingresso della tenda si apre con un fruscio ed una figura varca la soglia entrando. “Se non stai portando notizie dall’Imperium sii rapido, ho da fare.” “Quanto tempo… Mangiaspiriti.” A quelle parole il magister si ferma improvvisamente, per alcuni secondi nemmeno l’aria sembra muoversi, poi la penna cade sul foglio mentre Anaximander si alza in piedi di scatto e il bastone si muove da solo raggiungendo la sua mano. “Attingo al potere dell’Oblio: Forza Primordiale! Etereo Coma!” Esclama, puntando la mano mentre una saetta di energia eterea scaturisce dalle sue dita volando nell’aria verso il nuovo arrivato e schiantantosi contro un muro di pietra che questo ha prontamente sollevato, frantumandolo ma lasciandolo illeso. Per qualche altro secondo rimane il silenzio, rotto solo dal muro che si sgretola e sibila ancora per l’incantesimo, poi il magister scoppia a ridere divertito. “Vedo che hai affinato le tue doti… Altus Vitalis.” “E non hai ancora visto la nuova forma di magia che, assieme ad altri, ho sviluppato… Magister Magnus.” “Come mai nella Spedizione?” “Per affari ma… Il Divino vuole che io resti. Desidera una voce della Chiesa Imperiale qui.” “Mh. Affari? Dirigi tu ora il commercio di famiglia?” “Già.” |
| 9:39 Era del Drago, 14° giorno di Parvulis (9° mese), nell’accampamento della Spedizione | |
| “Ma… Esattamente perché quei tizi stanno facendo… Quelle cose?” “A chi ti riferisci?” “Beh tipo… Quel qunari che tenta di arrampicarsi lungo la pertica con dei pesi legati alle braccia. E sembra che tenti pure di usare i denti per la disperazione…” “Ah, sono gli allievi dell’Eroe del Ferelden! Sembra li stia addestrando.” “Stai scherzando?” “No, guardalo lì!” Sive, esausta crolla a terra sotto il peso della ruota da carro che sta trascinando da chissà quanto, Vanessa fa per porgerle una mano per aiutarla, ma ad un gesto della figura in nero si trattiene e riprende il suo allenamento. “Non… Non ce la faccio più…” Sibila la maga, madida di sudore. “Ai Prole Oscura non frega niente che tu sia stanca, Sive.” “Si ma…” “Nessun ma. Sapevate sarebbe stato difficile. Se non ce la fai, torna pure alla tua tenda.” Inspirando ed espirando per farsi forza, la maga si carica di nuovo la ruota di carro in spalla, quasi ringhiando, mentre Arthal fa per avvicinarsi ad aiutarla. “Fallo Arthal e ve ne andrete entrambi.” Lo blocca la figura ammantata del Custode e il mago, annuendo, torna al suo allenamento in silenzio, mentre Sive fa lo stesso. |
| 9:39 Era del Drago, 29° giorno di Parvulis (9° mese), nell’accampamento della Spedizione, nella tenda comando del concilio | |
| “Quindi… La situazione?” “Per ora stiamo procedendo bene. Ma il lago non si è rivelato potabile, anche dopo aver bollito l’acqua, e i rifornimenti tardano ad arrivare.” “Mh…” “Ma a parte questo, qualche leggero attacco di prole oscura, ma niente che non sia stato facilmente contenibile e la marcia lungo le sponde del lago è stata tranquilla.” “Ottimo. Lady Calanthia, rapporti dagli esploratori?” “Dicono che ad un giorno dal lago, oltre un bosco, dovrebbe esserci un vecchio villaggio di pescatori. Andato in malora perché il fiume lì accanto si è prosciugato da secoli, era diventata una stazione postale che dovrebbe essere abbandonata. Ma pare abbiano avvistato qualcuno che ci vive ancora.” “Ottimo, potremmo fare marcia fin lì.” “Sarebbe meglio, da dopo il canyon fino a Weisshaupt non ci sono altri insediamenti.” “Bene allora è deciso. Per sicurezza raggiungeremo il villaggio con l’avanguardia e lasceremo le retrovie a dodici ore di distanza, al limitare della foresta.” “Mi pare una buona idea. Quanto ci vorrà per arrivarci?” “A occhio e croce, continuando così, prima di metà di Frumentum.” “Ottimo. Avvisate gli uomini, sarà l’ultima tappa, da lì alla fortezza dei Custodi dovremo procedere più spediti.” |
| 9:39 Era del Drago, 30° giorno di Parvulis (9° mese), nell’accampamento della Spedizione, in una ricca tenda | |
| “Non hanno fatto niente… NIENTE!” “Capo si calmi…” “Porca di quell’Andraste idrofoba in mezzo al mare! CALMARMI?!” Una nana entra, sospirando, nella tenda sentendo il capo bestemmiare e fa un cenno all’attendente di andarsene. “Cosa succede Signor Vasca?” “Juna tesoro… Fammi portare del whiskey, e delle pergamene. Devo mandare delle missive.” “Certo signore. Come mai imprecava?” “Il mercato va solo peggiorando, maledizione! E IO devo sorbirmi i problemi che arrivano dall’alto perché LORO, in MESI non hanno risolto NIENTE!” “Si, decisamente whiskey bello forte capo. Arriva subito.” |
| 9:39 Era del Drago, 1° giorno di Frumentum (10° mese), da qualche parte nelle Anderfel | |
| Mesi e mesi, ogni notte è uguale. Dopo un po’ inizi a sapere cosa sta per accadere, inizi ad avvertire i primi segni. Ogni notte è uguale, arrivano, distruggono, portano via. Ogni tanto una porta cede, allora ci sono anche le urla. Le loro e le nostre. Non ci si può fare nulla. Ogni notte è uguale. Vorremmo, no, vorrei, ma che posso fare? È troppo pericoloso. Non possiamo rischiare, non posso. Ogni notte è uguale, e le urla continuano. |
| 9:39 Era del Drago, 1° giorno di Frumentum (10° mese), al limitare dell’accampamento della Spedizione, lato ovest, all’alba | |
| “Ah finalmente sei arrivato, temevo te la stessi facendo sotto.” Commenta sogghignando divertito l’elfo dalish, stringendo la mano al nano. “Paura di un’orecchie a punta? Ah! Quindi? Quali sono le regole?” “È semplice: niente armi che non siano il mio arco e la tua balestra, niente armature o altri ammennicoli. Gli esploratori hanno parlato di un enorme orso nei boschi qui attorno. Il primo di noi che lo stana e lo abbatte vince.” “Chi perde offre da bere all’altro per un anno?” “Ci sto.” I due vecchi amici si stringono la mano, quindi Livon estrae un otre pieno di idromele, lo porge all’elfo che beve un sorso, bevendone poi uno lui stesso e versando per terra tre volte, per poi partire entrambi in corsa verso i boschi. |
