| 9:39 Era del Drago, da qualche parte fra i boschi ai piedi delle Montagne del Cacciatore | |
| Il nano si muove furtivo, leggero, invisibile fra le fronde senza il suo scudo e la sua armatura ad impacciarlo. Si apposta dietro ad un albero, notando muoversi la grossa figura di un imponente animale, probabilmente un Orso a giudicare dalla stazza. Sogghigna, alzando la sua balestra, pregustando già la vittoria e puntando la bestia… Ma la sua attenzione viene presto deviata dall’elfo che corre, non agile come dovrebbe, scappando verso di lui. “Livon corri!” “Fen? Ma che diav…” “LIVON È UN BERESKARN! CORRI!” Gli occhi del nano si allargano, mentre la bestia si alza davanti a lui in tutta la sua stazza, ben oltre quella di un semplice orso, e con un ruggito si lancia su di loro. |
| 9: 39 Era Del Drago, 1° giorno di Frumentum (10° mese) in una tenda dell’accampamento della spedizione | |
| “Ahi hei… Fai piano! Devi spalmare e massaggiare non schiaffeggiare e spremere!” “Scusa tanto, sto solo cercando di darti una mano, imbecille!” “Perché mi dai del imbecille?” “PERCHÉ NON SONO IO L’IMBECILLE CHE CONTINUA A CACCIARSI NELLE TANE DEI RAGNI E A FARSI MORDERE FINO A RIEMPIRSI DI BOLLE CHE SI GRATTERÀ PER MESI!” “…Hai ragione… Ahi… AHIA! Scusami… Ah-ahi… G-grazie… Aahhhg… per la mano che mi dai!” “Se devi continuare a lamentarti spalmateli da soli questi unguenti… E sbrigati, a breve arriveremo alla prossima tappa e il rancio non si prepara da solo…” |
| 9:39 Era del Drago, 2° giorno di Parvulis (9° mese), Corridoi dell’università di Orlais, Val Royeaux | |
| “Hey hai sentito…?” “Cosa?” “Stamattina l’imperatrice è stata qui!” “Ah sì, l’ho vista passare con il suo Campione e alcuni servitori. Ma perché è venuta qui? Una semplice visita…?” “No, sembra volesse incontrare Morac.” “Il rettore? E per quale motivo?” “Sembra che gli stia facendo pressioni per accettare le domande d’iscrizione dei plebei, se questi sono patrocinati da un nobile…” “Beh sarebbe anche ora. L’intelligenza non è data dal sangue. O comunque non solo.” “…E a studenti elfi.” “…COSA?!” “Già. E sembra pure che glie le abbia suonate a Morac! Beh, verbalmente parlando…” |
| 9:39 Era del Drago, Antiva, Piazza Principale | |
| “E’ uno spettacolo orribile…chi potrebbe mai…” “Non guardare, passa oltre!” Ad Antiva tutti conoscono la legge. Puoi rubare, puoi imbrogliare, finché la guardia cittadina non ti prende puoi fare qualsiasi cosa, o quasi. Loro chiedono poche cose, non fare domande, non impicciarti, ma soprattutto, stai bene attento a dove colpisci col coltello. Se qualcuno perde qualche dito non è un problema loro, neanche se a qualcuno devono ricucire una spalla perché ha guardato la donna sbagliata, ma se uccidi qualcuno, la Giuria verrà a prenderti presto. Non sono fanatici, le attenuanti esistono, ma se avrai la malaugurata idea di chiedere soldi… Non c’è crimine peggiore per loro. Forse per questo solo i bambini e i più sciocchi alzano lo sguardo in piazza oggi. Solo queste persone non capiscono che quello appeso al palo, denudato, massacrato, mutilato, non è altro che un colpevole. Ad Antiva tutti conoscono la legge, solo tre categorie di uomini osano sfidarla. I pazzi, i superbi e, in rari casi, gli eroi. |
| Da qualche parte, in una stanza buia dove l’unico suono sono urla o sferragliare di catene | |
| Nel buio, sola, piangeva. Rannicchiata come un topo, aggrovigliata come i suoi pensieri, sull’umidiccio tremava. L’orgoglio spezzato dal marchio della paura in una vita dove solo nei sogni si può trovare un po’ di sicurezza. Poi, più o meno frequentemente, arrivano gli incubi. |
| 9:39 Era del Drago, 11° giorno di Frumentum (10° mese), Accampamento della Spedizione, nei dintorni del carro della Taverna del Drago Ubriaco | |
| “Vlad, alza il culo da quella sedia e pulisci come si deve queste padelle! Lo fai una volta all’anno, almeno fallo come si deve!” La donna si aggirava nella zona facendo sentire la propria voce che per molte settimane si era invece placata. All’improvviso, come se fosse tornata la primavera, l’energia era tornata e gli avventori percepivano l’atmosfera familiare e calda che da sempre aveva caratterizzato la Taverna. “Capo, vacci piano! Adesso faccio.” Nemmeno un secondo per aggiungere altro che un mestolo si piantò in un’asse di legno e subito si sentì rumore di pulizia in corso. “Beatrix, quando hai finito di urlare… possiamo parlare?” Ridacchiò l’uomo alto seduto vicino ai fornelli. La taverniera lo fissò, poi sorrise. “Nuovi carichi, Bort?” “Non questa volta. Ma ho una proposta da farti.” |
| 9:39 Era del Drago, 11° giorno di Frumentum (10° mese), Vicino all’accampamento della spedizione | |
| “Siamo arrivati, Lady Luna” Sul crinale la donna vestita di nero segue la mano della sua guida, che le indica in lontananza il campo della spedizione. “Molto bene… Il Maestro è stato chiaro sul da farsi.” Lei scrolla le spalle, forse per scacciare i brividi di freddo di quelle prime sere autunnali. “Andiamo fratello, non voglio certo farli aspettare. Voialtri rimanete in posizione fino a nuovo ordine!” |
| 9:39 Era del Drago, 12° giorno di Frumentum (10° mese), Accampamento della Spedizione, nella zona del Ferelden | |
| Un messaggero corre per il campo chiaramente cercando frettolosamente qualcuno, fino a che non scorge la figura ammantata di nero dell’Eroe del Ferelden, raggiungendolo. “Signore! Una missiva urgente per voi!” “Calmati, ragazzo. Chi ti ha consegnato questo messaggio?” “Nell’esterno della pergamena c’è scritto che è da parte di un <vecchio amico>. La cosa strana sono i simboli del Qun attorno alla missiva, guardate!” Perplesso, il custode, prende la lettera e inizia a leggerla: se il messaggero avesse potuto leggere oltre la sua maschera, avrebbe visto la preoccupazione. “Tutto bene… Signore…?” Chiede il messaggero, notando il silenzio prolungato. La figura ammantata richiude la lettera bruscamente e si inizia a guardare attorno, come se dovesse fare le cose di corsa. “Sì, sto bene. Ma… Potrebbero esserci problemi. Devo andare.” |
| 9:39 Era del Drago, mattina del 12° giorno di Frumentum (10° mese), accampamento della Spedizione, nella zona di Orlais | |
| Il cardinale sta parlando con un uomo della delegazione di Orlais, quando una adepta della calma si avvicina a lui, attendendo silenziosa e paziente fino a che il nobile non congeda il proprio sottoposto. Voltandosi, il mascherato nota diverse figure in armatura che recano tabarri da templari affaccendarsi a poca distanza dalla donna. “Buongiorno Cardinale.” “Salve… Lei è…?” “Isabeau. Sono inviata dalla Gran Cattedrale di Val Royeaux.” “Benvenuta dunque. Posso aiutarla…?” “Cerco Lord Victris Volto d’Inverno e il concilio nobiliare.” “Mi dispiace, temo siano già partiti per il villaggio, con l’Avanguardia.” “Peccato… Dovremo raggiungerli dunque.” “Posso sapere per quale motivo li cercate?” “I nuovi Cavalieri-Comandanti vorrebbero conferire con loro.” |
| 9:39 Era del Drago, da qualche parte nelle Anderfel | |
| Per un istante, la terra trema, come scossa da un fremito. La vecchia stamberga sembra ripiegarsi su sé stessa, nelle fessure tra le assi brilla una luce verdastra, e il cigolio del legno marcio riecheggia per la piccola gola. Due figure arrancano fuori dalle macerie, aiutandosi l’un l’altro a liberarsi dei detriti. “Dannazione… Stai bene, Conrad? Riesci a camminare?” “Sì, io… Non so cosa… Ho perso il controllo. Di nuovo…” “Mi spiegherai dopo, non abbiamo tempo. Dobbiamo andarcene da qui, in fretta.” Ma da lontano, occhi inquieti hanno visto le luci. Una mente timorata di Andraste già richiama gli scongiuri, sperando che la fede faccia da scudo a chissà quale demone. E piedi veloci corrono indietro, verso la città. |
| 9:39 Era del Drago, in un piccolo accampamento nelle Anderfel | |
| “Bel coraggio a presentarvi qui! Siete venuti per l’esecuzione?” “Vi prego… Siamo feriti, non sapete cosa sta succedendo, vogliamo solo…” “Taci! Pensi di fregarci? Dove sono le provviste che ci avete rubato!?” Il cerchio di persone stretto intorno ai due postulanti si anima di sguardi ostili e minacce che si sovrappongono l’una all’altra fino a diventare assordanti. Finché qualcuno non rompe le fila, spostandosi al centro del capannello. “Avete dimenticato la grazia di Andraste? Fratelli, non vi riconosco! Questi uomini chiedono la nostra pietà e le nostre cure. E io ho giurato di aiutare coloro che soffrono. Tutti quanti.” “Irma, sai benissimo che non abbiamo le scorte per…” “L’infermeria è mia. Lascia che sia io a preoccuparmene. E il Creatore vi maledica se oserete posare anche solo un dito su queste due povere anime.” |
| Accampamento della Spedizione, nel cerchio di luce intorno al fuoco. | |
| “C’era una volta…” “Un re?” Interrompe qualcuno. La cantastorie scoppia a ridere, fissando sul suo ascoltatore uno sguardo affilato. “Verrebbe da crederlo, no? Così tante storie pensano solo ai re, e si dimenticano dei loro popoli. No, nelle Anderfel non si avventurano molti re. C’era una volta un villaggio. O meglio, non c’è ancora: prima del villaggio sono gli abitanti, e prima di avere un villaggio, gli abitanti sono vagabondi. Viaggiatori coraggiosi, alla ricerca di una casa. I nostri arrivano da tanti angoli diversi di questa terra crudele, e i fili che li uniscono sono i solchi delle ruote sulla sabbia e le funi che legano il bestiame. Una carovana, ma non come la nostra. Questa è piccola, ed è sola, eppure testarda affronta il suo viaggio. Ma la notte si stringe cupa su di loro, e insieme a lei arrivano i predatori…” |
